X
 

Questo sito utilizza cookie tecnici per fornire una migliore esperienza all'utente
Non usiamo cookies per salvare preferenze, eseguire statistiche oppure per questioni di marketing.
Continuando ad utilizzare questo sito si acconsente all'utilizzo dei cookie.
- per ulteriori informazioni sui cookie e sulla privacy cliccare qui -


   Kral   

 

Parlare di corda in casa dell`impiccato



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Diciamo che non è la cosa più piacevole che si possa fare, un po di tatto e buon gusto non dovrebbero mai mancare ma adesso mi contraddico all’istante e parlerò quindi del …pickleball (da non confondersi con l’app pickable) che in comune con il Badminton ha il nome dalla pronuncia ai più sconosciuta e le misure del campo.
Perché parlarne, allora voi direte, ma nascondersi dietro un dito non porta mai da nessuna parte e forse è peggio. Molte le qualità di questo sport che nasceva nel lontano 1965, pensate che allora non esistevano ancora gli smartphone ma il mondo girava ugualmente, comunque sia al posto di duchi annoiati, disturbati dalla pioggia o di facoltosi milionari alle prese con le misure ristrette dei giardini delle loro ville in questo caso l’ideatore è un politico, la nuova nobiltà degli ultimi secoli che hanno preso, peccato, la maggior parte dei vizi e i difetti dei loro predecessori di sangue blu.
Il suo nome, Joel Pritchard, deputato del Congresso degli States che nella sua villa, per questo è meglio avere molti soldi, i poveri “mangiano meglio” ma i ricchi si possono trastullare ed inventare artifici nuovi per passare il tempo, assieme ad altri amici codifica questo nuovo sport prendendo spunto, caso strano, dalle misure del campo di doppio di badminton. Al sottoscritto non è dato sapere se il padrone di casa avesse la passione per il nostro sport ma avendo la casetta sull’isola di Bainbridge, prospiciente Seattle, magari il vento marino gli impediva di giocare quando voleva. Anche il nome è legato al luogo, visto che una delle tante leggende narra che sia stato preso da un battello, il “Pickle Boat”, che navigava sempre nel braccio di mare prospiciente Pritchard House. I vantaggi: palline che durano più dei volani, si può giocare tranquillamente all’aperto visto che il peso medio è di 25 grammi, affitto del campo 15 euro rispetto ai 40/48 del padel (i prezzi si riferiscono a strutture all’aperto), la superficie è quella comune a tutte le palestre quindi per assurdo la spesa per fare un nuovo campo consisterebbe nella stesura delle nuove righe, sempre se le società di pallavolo presenti (caput gym) non hanno obiezioni in merito. Se poi, voglia per loro la fortuna, esistessero già dei campi di badminton il problema non sussisterebbe neanche. Ma la dote maggiore, guardando i filmati in internet, è che si corre meno ancora del padel, visto che la zona sotto la rete è interdetta ai giocatori, argomento che per gli sportivi del XXI secolo è di primaria importanza.
La facilità del servizio che consiste nel far rimbalzare a terra la pallina per poi colpirla è accentuata dal fatto che hanno abbassato la rete di qualche centimetro rispetto al tennis e chi ha un passato da emulo di Federer si dovrebbe ricordare la fatica fatta prima di riuscire a compiere questo fondamentale in maniera passabile. Nel frattempo, zitti zitti, alcuni “shuttler” hanno provato a maneggiare la pala in fibra di vetro mentre la neo nominata FITP si è già mossa per accaparrarsi anche questo nuovo sport e quindi rischierebbe in un prossimo futuro di diventare la Federazione Italiana Tennis Padel Pickleball.
Difetto, se così lo possiamo chiamare: non è sport olimpico ma questo problema di immagine potrebbe essere superato, visto che le Olimpiadi del 2028 si svolgeranno negli Stati Uniti a Los Angeles, paese che conta già più di 4 milioni di praticanti, dato che il padel nella terra di Abramo Lincoln non ha attecchito causa una “forma mentis” sciovinista degli statunitensi che non amano molto gli sport stranieri, infatti tra i primi 4 praticati 3 (football americano, basket e baseball) sono nati in U.S.A., lascio a voi intuire qual’è il quarto, quello che ha fatto breccia tra gli sportivi a “Stelle e Striscie” nonostante sia nato in Inghilterra. A ben pensare sembra un vizio delle ex colonie del Regno Unito, leggasi Australia, mah.
Avendo superato la “Forca Caudina” delle 75 federazioni iscritte in almeno 4 continenti potrebbe esordire, diciamo in casa, già nella XXXIV edizione come sport dimostrativo. Cosa dire allora? Sopravviveremo all’ondata di questi nuovi sport, più che emergenti oserei dire, con una punta di invidia e acredine, infestanti, reggendosi forte alla nostra racchetta in carbonio come i marinai all’albero di maestra durante le tempeste? Parafrasando una frase del Mitico Lucio, non Scarabello, parlo del Battisti: “Lo scopriremo solo…giocando”
P.S.: e se pensate che ci sia solo il pickleball vi illudete ci sono anche: lo Stickball, il Poptennis, il Dodgeball, il Fuzzball, il Broomball, il Wallyball, il Tetherball, lo Speedball, il Korfball ecc ecc
 

 

 



Testata giornalistica iscritta presso il registro della stampa del
Tribunale di Milano n. 48/2020 del 03 giugno 2020 R.G. 4631/2020

Gioko Sportsteam ASD Editore
Via Marconi 2
28040 Paruzzaro (NO)
partita iva 04132570963