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   Kral   

 

Questo si chiama perdere con molto onore



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Fine mese e fine delle qualificazioni, è il giorno decisivo che sancisce la maggior parte dei destini dei contendenti dell’Arena di Porte de La Chapelle, tra queste la Yamaguchi, che dopo aver fatto centinaia di smash e caduta almeno una decina di volte decide di passare dalla spada al fioretto e con opportuni drop recupera un’incontro che pareva irrimediabilmente a favore della canadese Li.
Per una nordamericana che perde una vince, è Beiwen Zhang, la statunitense regola con doppio 22-20 la vietnamita Thuy Linh Nguyen.
Scende in campo Zilberman, sempre seguito dalla onnipresente madre Svetlana, e si palesa timidamente sugli spalti una bandiera palestinese che però autonomamente scompare a differenza delle bandierine rosso-blu con il Sole bianco, simbolo di Taiwan, che furono giorni fa sequestrate dalla vigilanza in ottemperanza a quella norma che obbliga la federazione di Taipei ha utlizzare quella coi 5 cerchi olimpici, conosciuta ai più. Per dover di cronaca segnaliamo la vittoria dell’israeliano sul nepalese Dahal.
Axelsen doma un’irriverente irlandese Nhat Nguyen, che come si può intuire dal cognome è di origine come la Thuy mentre sul Centrale l’indiano Sen brucia le speranze del favorito Jonatan Chistie.
Segnaliamo l’ennesimo ritiro, e sono 4, tutti maschi, alla faccia della nomea del “Sesso Forte”. Questa volta ad abbandonare è il finlandese Koljonen, che in una situazione di punteggio a dir poco irrimediabile creata dal thai Vitidsarn, sotto 4-21 0-8 getta la spugna e si avvia zoppicante verso gli spogliatoi. È ora il momento di Giovanni Toti e di Shi Yu Qi, il risultato è scontato ma la domanda è: come se la caverà di fronte al numero uno al mondo? Qualche errore non forzato, ma se non rischi come fai a fare dei punti contro il top player? Ma dopo poco facendo leva sulla sua tecnica mette in difficoltà il giallo di pelle e di abbigliamento, accattivandosi il pubblico presente che incomincia un tifo che neanche i beniamini di casa hanno avuto. E al grido “Totì,Totì,Totì”, che al sottoscritto abitante della Città dei Campionissimi ricorda quando, più di settanta anni fa, i nostri cugini transalpini inneggiavano a un grande campione delle due ruote, si chiude l’incontro con gli applausi scroscianti dagli spalti rivolti più verso Gio, probabilmente,che nei riguardi del vincitore che chiuderà con il punteggio di 21-9 21-10.
Il pomeridiano inizia con l’opera di asfaltatura della Marin sull’irlandese Darragh mentre la Tai, a sorpresa, cede il passo alla thailandese Intanon mentre Abian, sconfitto dal malese Lee, ha già sicuramente iniziato a pianificare la corsa a Los Angeles 2028.
Toma J. Popov batte Ginting eliminando il secondo indonesiano in corsa e qualificandosi così per gli ottavi in compagnia dei 2 danesi, Antonsen e Axelsen, passaggio che non riesce alla Blighfeld fermata dalla cinese Chen Yu Fei, lasciando così sola la Carolina iberica a difendere l’onore europeo.
Mentre nel Misto, con un dominio assoluto asiatico, si sono già disputati i quarti con lo scontro fratricida fra cinesi che ha visto prevalere i number one Zheng-Huang che se la lotteranno contro i nipponici Watanabe-Higashino mentre l’altra semifinale è ad appannaggio totale della Corea: Seo-Chae e Kim-Jeong.
E da giovedì incominceranno a cadere molte teste coronate, siamo o non siamo nella capitale della ghigliottina, per la gioia o il dolore dei sostenitori sulle tribune dell’Adidas Arena.
 

 

 



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