E alle 17.00 inizia il pomeriggio, sempre dal punto di vista del Badminton, in quel dell’Arena di Birmingham con l’altra presenza europea in gara, il misto arancione Tabeling-Piek contro i campioni in carica, Watanabe-Higashino. A differenza delle altre volte gli olandesi non subiscono il gioco degli avversari ma per molta parte dei due set la sfida è alla pari, sarà merito di 6 “scalmanati” tifosi olandesi che incitano per tutti i 38 minuti della partita, per poi andarsene, della serie: degli altri non ce ne frega niente o per la fiducia acquisita con la conquista del podio nel torneo più importante al mondo?
Comunque alla fine dell’incontro ambedue le coppie sono felici, i loro obbiettivi sono stati raggiunti.
Dopo l’italico (di adozione) Henri Vervoort un’altro italiano occupa una sedia sulla court “number one”, e qui ritorna l’annosa domanda: quando qualche goccia di sudore verde,bianco e rosso bagnerà i tappeti della capitale delle Midlands? Non che Fabio Betto abbia fatto poca fatica in questa occasione, sul campo la solita indisponente Carolina Marin, che farebbe saltare i nervi a un santo,non tanto per i suoi urli striduli, questo fa parte della coreografia, ma per quelle perdite di tempo ripetute per sistemarsi i calzini, mettersi a posto le forcine, chiedere di asciugare il campo per due gocce di sudore ecc ecc. Tutte cose che l’arbitro italiano ha saputo efficacemente reprimere nel limite del regolamento. E veniamo ora al Badminton giocato, la mancina spagnola ha buon gioco sulla taiwanese Tzu Ying Tai che racimola nei due set più o meno una dozzina di punti e, come l’anno scorso, non riesce ad arrivare alla finale. Terminato l’ultimo singolo in tabellone passiamo ai doppi, il primo maschile vede la quarta vittoria, a zero, dei malesi Chia-Soh sugli atleti di Tapei Lee-Yang grazie a giocate da funamboli, colpi in volo con relativo recupero velocissimo dopo l’atterraggio, mi sembra ovvio, logicamente per loro, non per voi, miei cari lettori…purtroppo. Quindi anche Kuala Lumpur, capitale di Sandokan e sede della WBF, sarà rappresentata domenica ma contro di chi?
Lo scoprirete dopo il misto che vede passare la Cina per ovvi motivi, entrambe le compagini appartengono al Dragone Rosso, Zheng-Huang (TdS N°1) e Feng-Huang (TdS N°4) e confermano, come negli altri due doppi fratricidi (giapponese e coreano), la regola che “Chi primo è primo passa”.
E veniamo ora alla partita finale di questo sabato, che logicamente sfora le ventuno, e proprio in quel preciso momento Hoki-Kobayashi conducevano con ben nove punti di vantaggio (15-6) su Alfian-Ardianto che avevano vinto, faticando, la prima frazione di gioco. Si prospettava l’ennesimo terzo set ma come direbbe il compianto Boskov (allenatore di calcio famoso per le sue pillole di saggezza): “Vinto set quando arbitro dice” vedi che gli indonesiani, che tanto vorrebbero ripetere la vittoria dell’anno passato, punto dopo punto raggiungono gli avversari al punto 18 per poi involarsi verso la vittoria e permettere agli spettatori presenti, dopo 11 ore, di andare verso una meritatissima cena.
Quindi a domenica con le finali in cui saranno rappresentate le seguenti nazioni: Giappone, Indonesia, Corea, Cina, Malesia e grazie all’affabilissima, si fa per dire, Marin, la Spagna. Salverà l’onore dell’Europa la ragazza di Huelva? Lo scopriremo domenica ore 11.00, presumibilmente.