Sono queste le note caratteristiche della seconda giornata degli Assoluti in svolgimento a Milano in un PalaBadminton con le court dalle righe un pò consunte e dall’orologio che per due volte al giorno segna l’ora giusta. Le lacrime, logicamente, non erano di sangue vero bensì fatte con il rossetto sui volti di molti atleti e spettatori per ricordare che ieri era la “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, servirà a qualcosa, non servirà…chissà. Il sudore non è riferito a quello profuso dai partecipanti ai vari incontri, giammai, perché è luogo comune, fra la maggior parte degli italiani, pensare che il badminton sia uno sport non faticoso (il volano al massimo va ai 40 all’ora! Quante volte l‘ho sentito dire) e chi sono io per smentire questa consolidata credenza nazional popolare. Parlo di quello dello staff di Walid, l’head-coach del bar-ristorante, che dietro le quinte, o meglio dei forni e fornelli si prodiga per soddisfare le molteplici esigenze culinarie degli appassionati, giocatori e non. E poi il fair play, il vedere 2 atleti, e qui doverosamente faccio i nomi: Davide Izzo e Luca Zhou che “contestano” l’assegnazione di un punto a loro attribuito dicendo agli stupiti arbitri che questo doveva essere marcato a favore del loro avversario. Cose da libro “Cuore” che ti fanno capire lo spirito di lealtà che possiedono la maggior parte dei praticanti dello sport della racchetta e volano.
Dal punto di vista tecnico spicca l’età media dei partecipanti, presumo la più bassa degli ultimi anni, merito del potere della “Nouvelle Vague” o dell’abbandono dell’agonismo da parte di molti senior? Comunque sia oggi si assegnano gli agognati titoli, alcuni gia decisi sulla carta altri con i vincitori più incerti ma proprio per questo forse con gli incontri più interessanti.