Solo presenze isolate nel mese di giugno nei tornei da parte degli azzurri, visto che oramai tutti gli interessi sono rivolti all’evento sportivo che caratterizzerà il 2024 nella città attraversata dalla Senna ma questo non diminuisce l’impegno di Enrico Baroni che su altre sponde, quelle del fiume Nevezis, trova un risultato di rilievo. Nell’Atlethic Arena di Panevezys, posta a metà strada tra Riga e Vilnius, capitale dello stato baltico della Lituania infila un filotto di tre vittorie che gli garantiscono l’accesso al podio. A cadere sotto i colpi del giovane clarense sono l’indiano Varun Kapur, l’inglese Cholan Kayan rimontato dopo un primo set poco brillante così come l’olandese Dennis Koppen che strappa sul filo di lana la prima frazione per subire successivamente la supremazia di Baroni. A corrente alternata la semifinale che vede l’azzurro competere ad armi pari con il malese Jia Jie Tan (numero 167 del ranking BWF) fino all’intervallo del terzo set per poi subire 5 punti consecutivi dall’asiatico che gli permettono di chiudere a suo favore per 21-15.
Niente podio invece per Fabio Caponio che a Reze, nell’hinterland di Nantes (città di Julies Verne),sede dell’International Challenge, supera l’atleta di casa Yanis Gaudin al terzo set mentre di terzo set poi perisce per opera dell’indiano Alap Mishra.
Dalla città dell’autore del romanzo “Il Giro del Mondo in 80 giorni” all’uomo che ha compiuto l’impresa di qualificarsi per l’Olimpiade grazie al “I Giri del Mondo per 27 Tornei”, quanti ne sono serviti a Gio Toti per strappare il biglietto per Parigi. Sarebbe curioso sommare i kilometri totali, partendo dal PalaBaminton, compiuti dal campione lombardo per raggiungere tutte le sedi delle varie gare.
Amenità a parte andiamo a scrivere di quello che potrebbe essere il penultimo appuntamento per il campione italiano prima dell’apertura dei Giochi. Sede Fort Worth nel Texas per un Super 300 della BWF che vedeva ai nastri di partenza ben altri 9 atleti qualificati per le Olimpiadi, tutti possiamo dire di seconda fascia visto che il primo dei qualificati nella classifica “Race for Paris” è il numero 18 Kevin Cordon, dopo il guatemalteco, giusto per far conoscere una parte del tabellone, l’irlandese Nhat Nguyen, il carioca Ygor Coelho alla sua terza partecipazione, Misha Zilberman (il 35enne israeliano sarà invece alla sua quarta), il ceko Jan Louda, il salvadoregno Uriel Canjura, il messicano Luis Garrido, l’inossidabile aragonense Pablo Abian (giunto alla quinta!) e il tedesco Fabian Roth. La maggior parte di costoro scomparirà dal tabellone del torneo statunitense velocemente, sopravviverà fino ai quarti il solo Canjura e il nostro? La Dea Bendata si è proprio girata dall’altra parte al momento della compilazione dello stesso o più che altro le posizioni in classifica hanno portato Toti a doversi confrontare con Yushi Tanaka, che sarà il sesto miglior giapponese e per questo le Olimpiadi le vedrà a casa sua nella prefettura di Kamamoto ma è in un momento di splendida forma tant’è che farà suo il torneo statunitense. L’incontro però era iniziato molto bene con la vittoria del primo set da parte dell’azzurro lasciando presagire un possibile passaggio del turno visto che il secondo si era incamminato bene fino al 13 a 8, a quel punto il nipponico come i kamizake entra nell’incontro a gamba tesa e con un parziale di 13 punti a 3 riporta in parità il match. Più equilibrata la terza frazione fino al nove pari, da li in avanti ci sarà solo un Takana strepitoso che con 12 punti a uno per Toti chiude quella che sarà la prima di una serie di vittorie che lo porterà sul gradino più alto del podio.
Fine del mese di giugno e a meno 24 giorni dall’inizio del torneo olimpico nella speranza che l’incontro di Toti venga trasmesso e ripetuto sulle reti RAI ad orari umani.