Le cene tra amici del sabato sera sono il classico ritrovo dopo una settimana di lavoro e di solito gli argomenti sono sempre gli stessi ma per fortuna non è sempre così. È il caso di ieri sera in cui nella tavolata c’era un avvocato, amico di amici, sportivo di vecchia data motivo per cui è stato facile instaurare immediatamente un rapporto empatico e da qui, destino beffardo, scivolare sui problemi della gestione di una società sportiva. L’argomento che l’ha maggiormente colpito su tutti quelli affrontati, che non sto qui a citarvi, è stato quello sull’obbligo della presentazione del certificato del casellario giudiziario per tutti coloro che hanno, nell’ambito di un club, contatto con dei minori. Io gli avevo prospettato la mia idea: quella che tutte le società inviassero l’elenco dei loro tesserati interessati da questo provvedimento alla federazione di appartenenza e questa successivamente avrebbe comunicato al Ministero della Giustizia questi nominativi per il controllo in questione.
Ma l’avvocato mi replicava un metodo molto più semplice e a riguardo mi ha postato un DPR del 2000, il numero 445, in cui all’articolo 46 punto aa e bb si enuncia che è possibile supplire al suddetto certificato con una autodichiarazione sostitutiva.
Essendo il settore legislativo per me un terreno minato, ho il diploma di perito elettrotecnico, mi risulta difficile fare commenti in merito ma sempre il suddetto avvocato mi prospettava che la Federazione Italiana Pallacanestro aveva già consigliato ai propri affiliati di utilizzare questo decreto. A questo punto mi sovviene una domanda: perché il CONI non da indicazioni precise sul da farsi ed impedire così che le federazioni si muovano in ordine sparso provocando disguidi e problemi vari?
Sarebbe importante che tutti si interessassero a questo argomento appassionati compresi, da qui il titolo, perché una gestione semplice agevola le società nell’impegnativo compito nell’amministrazione delle stesse e per impedire che queste, oberate da obblighi burocratici sempre più pesanti, alla fine ne vengano schiacciate.
E quindi ripeto l’invito ai lettori di PENSARE E PROPORRE, non solo giocare!