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   Kral   

 

Un quarto è anche nostro



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

I primi a scendere in campo in questo venerdì di International sono Martina Corsini e Julien Maio, l’uomo di Strasburgo, forse più adatto ai doppi di genere che a quelli misti, non basta per superare i canadesi Ty Alexander Lindeman-Josephine Wu, coppia tra le più forti del continente americano, visto la loro vittoria ai Pan Am di aprile, di certo però, non si può chiedere di più a un duo fresco di assemblaggio. Vittoria di Fabio Caponio su Siril Verma, l’indiano attraversa un periodo di scarsa forma visto che è la settima sconfitta su otto match disputati nel 2022 comunque sia il passaggio del turno è avvenuto e questo basta. Peccato che l’avversario successivo, Cheam June Wei, numero 72 al mondo, in forma lo sia, bloccando il pugliese agli ottavi con il risultato di 21-18 21-17.
Nel caso di Yasmine Hamza la Francia non si presenta come alleata bensì come rivale, Yaelle Hoyaux, testa di serie numero 3, è un’avversaria molto scomoda che dopo aver subito nella prima frazione per 18-21 si riscatta con un doppio 21-14 annullando le speranze della figlia d’arte italiana.
Anche Gianna Stiglich abbandona entrambe le specialità, il singolare ad opera della ventiseienne indiana Rituparna Das e il doppio, con la bulgara Kaloyana Nalbantova, superate dalle olandesi De Wit-Tirtosentono.
Esce di scena anche l’ultima presenza tricolore nei singolari, sembrava che il “refrain” della Fink si potesse ripetere, perdere il primo set per vincere i successivi, per la terza volta in questo torneo. Peccato che la svizzera Jenjira Stadelmann non ami le tradizioni e con un 21-11 nel set finale a suo favore, si aggiudichi l’incontro.
Migliore fortuna, si fa per dire nel doppio assieme alla Hamza, per via del ritiro delle polacche Hankiewicz-Swierczynska ma, purtroppo, problemi le successive avversarie Hsu-Lin, non ne hanno.
E si vede dal risultato, le ragazze di Taipei non fanno andare le azzurre in doppia cifra, segno di una evidente superiorità.
Greco e Salutt ci arrivano a fare segnare 2 cifre nel referto arbitrale, peccato che il primo numero sia l’uno che nelle religioni monoteiste rappresenta la perfezione, l’assoluto e la divinità ma nel badminton vuol dire che i contendenti, Chiu-Yang anche loro di Taiwan, hanno fatto segnare il due che oltre a significare il Verbo, la Sapienza e la Parola Divina vuol dire vittoria.
Annabella Jaeger-Leona Michalski vogliono rimediare alla finale persa nell’ultimo Italian International e quindi non si fanno fermare dalla Piccinin, che assieme alla Tognetti, subiscono la maggior esperienza delle teutoniche perdendo per 12-21 7-21.
A salvare l’onore italico ci pensano, però, Martina Corsini, che ritorna in campo dopo dodici ore, e Judith Mair che approdano ai quarti permettendo agli appassionati autoctoni di poter tifare sabato per qualcuno. Dopo i primi due set ad occhiali, un 21-13 a testa, il binomio altoatesino-lombardo fa suo l’incontro grazie a un 21-16 che sancisce una vittoria, che fa intravedere il podio, attesa tutto il giorno.
 
 
 

 

 



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