Un italiano solo all’Utilita Arena, la sua camicia è biancoceleste: il suo nome è … beh adesso vi sembrerà eccessivo l’accostamento alla mitica frase del radiocronista Marco Ferretti, che quelli con i capelli bianchi, grigi o senza dovrebbero conoscere, riferita a una storica tappa del Giro d’Italia del 1949 vinta da Fausto Coppi, (con cui sono accostabile solamente per via della città di residenza: Novi Ligure) dopo 195 km di fuga solitaria ma vi posso assicurare che 13 ore di All England, ad essere sinceri mezz’ora d’aria l’ho avuta, sono veramente una fatica non da poco, provare per credere.
C’è da dire che ero in buona compagnia, almeno 6/7 mila persone, qualcuna ha però abbandonato prima le tribune, ad assistere ai quarti di questa edizione degli All England 2023 fagocitati dalla Cina e dall’Indonesia, rispettivamente con 13 e 8 presenze nei vari incontri.
Infatti si inizia subito con un Doppio femminile, con la coppia Jolly-Pullela, le uniche rimaste a rappresentare il subcontinente indiano, che si trovano di fronte Li e Liu, le più scarse delle 3 coppie cinesi presenti oggi in quella specialità, sono infatti “solamente” quattordicesime nella classifica mondiale. E vincono a conferma delle loro dichiarazioni che esprimono la volontà di dare alla loro nazione il primo titolo di un doppio in questo torneo.
Sul Campo Uno intanto finiva il misto Giappone contro Indonesia, ovvero sia Yamashita-Shinoya/Kusharjanto-Kusumawati vinto da quest’ultimi dopo 76 minuti, che possono sembrare tanti ma se messi a confronto con i 93, si più di un’ora e mezza di gioco dell’incontro successivo tra le indonesiane Rahayu-Ramadhanti e le coreane Baek-Lee, il successo questa volta non ha arriso alle ragazze di Jakarta che perdono per 11-21 21-14 14-21, sembrano niente.
Una somma di punti che supera solamente di poco il centinaio, questo ad indicare come gli scambi fossero quanto mai prolungati ed estenuanti.
Sull’altro campo continuava la striscia negativa di Kaneko-Matsumoto contro le numero uno Zheng-Huang. Le cinesi infliggono la settima sconfitta alle ragazze del Sol Levante, in un incontro, inutile dirlo, senza storia.
Numeri 10 Liang-Wang, numero 11 Carnardo-Marthin, queste le posizioni in classifica e come pronosticabile match equilibrato, vinto dagli indonesiani dopo un’ora di gioco, e questo è uno dei tanti episodi che ha portato alla maratona descritta all’inizio mentre sul Secondo le partite scorrevano più o meno tranquille, infatti sarebbero terminate con due ore e mezzo di anticipo rispetto all’altra court. E se non ci fosse stato il ritiro, ahimè o per fortuna (dipende da quale punto di vista si giudica questa decisione) della Marin, avversaria la coreana An, è probabile che avremmo fatto mezzanotte. Come già descritto nell’articolo di ieri l’atteggiamento della campionessa spagnola lasciava, già ieri,intuire qualcosa di negativo
, ma da qua al ritiro. A breve conosceremo i motivi che hanno portato a questa decisione che gli impedisce di fare il bis dopo la vittoria nel 2015.
In contemporanea l’unico scontro fratricida fra cinesi, Shi Yu-Weng, vinto dal primo, veramente fortunati visto l’alto numero di bandiere rosse nella casella dei quarti così come gli indonesiani che vedono solamente Alfian-Ardianto e Fikri-Maulana scontrarsi, con l’esito già assodato in partenza: la vittoria dei primi, sia scritti in questo articolo che nel ranking BWF.
Sempre sul campo Uno un’incontro velocissimo, per oggi, solo 56 minuti tra Chen e Tunjung 24-22 23-21 del cinese sull’indonesiano, che potrà per tutta la serata recriminare sulla mancanza di fortuna o di determinazione visto che spreca un game point in entrambi i set.
La Yamaguchi invece non ha tempo da perdere e nonostante un alto, per lei, numero di errori gratuiti liquida la cinese Wang 21-19 21-12.
Ahsan-Setiawan in rimonta superano Liu-Ou con un duplice 21-19 portando a due i semifinalisti indonesiani nella loro specialità regina.
Non riesce a Kodai Nakaora di ripetere il successo di 2 mesi fa a Kuala Lumpur, dove aveva battuto l’idolo locale Lee Zii Jia, che così vendica l’umiliazione casalinga e pareggia i conti con il nipponico.
Chen-Jia e Kim-Kong finisce dopo 90 minuti di urla da parte delle coreane che così sperano di recuperare poco alla volta il gap di vittorie, 3 a 8 che le separa dalle cinesi.
Obbiettivo centrato anche da Antonsen, che oltre al secondo successo su Ginting su 7 incontri dà la possibilità alla sua nazione di essere presente, unica europea, nelle semifinali, visto che gli olandesi Tabeling-Piek devono arrendersi ai coreani Kim-Jeong.
A chiudere due singolari: “la dama dagli orecchini di perla” ovvero sia la taiwanese Tai Tzu e la cinese He, uno scontro sportivo pacifico tra le due nazioni separate dallo stretto di Formosa continuamente alle prese con enormi e gravi problemi geopolitici. Sul campo di badminton vince Taipei, sperando che rimangano questi gli unici luoghi di “battaglia” tra le due nazioni.
A chiudere la giornata ci pensa NG Tze, sostenuto da una folta rappresentanza di tifosi malesi, che con un duplice 21-11 costringe alla resa un pur volenteroso Li Shi. Per il cinese non ci sono possibilità, per ora di battere il suo pari età, 22 anni, ma di tempo davanti ne ha, speriamo per lui, tanto.
Si spengono così le luci sui quarti di questo All England, quali sorprese ci riserveranno le semifinali?
Lo scoprirete o su Youtube o leggendo Magazine News.