A Lubiana abbiamo già fatto meglio di Gianni Morandi, che nella sua canzone riusciva a combinare qualcosa solamente dopo mille tentativi. Grazie alla Marchesini gli azzurri riescono a conquistare il punto della bandiera, che sconfiggendo l’estone Reet Vokk, cancella lo zero sul tabellone alla voce Vittorie. Match sudato che poteva avere un epilogo differente, per fortuna Sara mantiene i nervi saldi e nonostante l’avversaria rintuzzasse i suoi tentativi di chiudere il terzo set, sul 18 e sul 20 pari, riesce finalmente a strappare la vittoria con l’extra point 22-20. Meno bene la gara d’esordio, nel Misto 55,assieme a Flavio Bettoni, gli austro-polacchi Liska-Szczecina non danno loro scampo terminando l’incontro per 21-6 21-7.
Sicuramente meglio Teodor Stan nel SM50, dopo un primo set segnato da diversi errori non forzati vede il novese partire a razzo con un 7-1 che faceva ben sperare. A quel punto Zoran Stepanovic incominciava il recupero che lo portava al 18 pari. Il set si chiudeva su un errore di servizio dell’azzurro, evitando al serbo un terzo set che avrebbe potuto avere una finale non a suo favore.
Nel Doppio50 con Konrad Hofer aveva di fronte, dopo poche ore, i maestri danesi Fischer-Laursen. I presupposti erano quanto mai sfavorevoli ma sul campo il divario non è stato così netto. 13 e 14 i punti conquistati e se ci fosse stata una maggiore intesa, i due appartengono a differenti club, potevano, probabilmente, dare maggiori preoccupazioni ai 2 scandinavi.
Doppia sfida teutonica per Novara, la prima, contro Pascal Histel, senza storia, 7 e 5 punti che non lasciano spazio alle illusioni così come il doppio SM40, abbinato ad uno spaurito ed inesperto Petr Dubsky, colpito, nel vero senso della parola, dalle fucilate di Decher-Fischer (un cognome, un destino) che impietosamente infierivano sul ceko, 9-21 5-21 il risultato finale.
Non viene riservato un migliore destino a Jack Vedagiri, l’ucraino Karatnyk chiude la pratica 3-21 8-21 mentre nel Doppio40, con Frei, dopo un primo set dove subivano la superiorità degli avversari, il successivo sembrava dare qualche speranza di reazione ma, Khamchanh Vannouvong e Mohamed spegnevano ogni velleità siglando un 21-14 a loro favore.
Diversa la partita di Dario Bisioli, che nella prima frazione recupera da un momentaneo black-out arrivando a un 18-19 che poteva destabilizzare Philippe Jumeaux ma, sia in questo che nel successivo set, il francese non perde la concentrazione e fa segnare sul referto arbitrale un 21-19 21-18 che lascia molto rammarico al tesserato del Chiari.
Anche De Pasquale nel SM60, lotta alla pari nel primo set (16-21) ma, il francese Jean-Michel Edard, una volta decifrato la tattica dell’albese, dispone il gioco a suo favore sancendo una evidente superiorità tecnica evidenziata dal finale del secondo gioco che termina per 21-8 per i colori transalpini.
Anche per il braccianese Silvano Cimini il sorteggio ha designato un’avversario ostico che riesce a superare solo grazie a dei drop tagliati ma non si può vivere con un solo colpo e così di nuovo l’Italia cade sotto la superiorità tedesca 6-21 4-21.
Cambia la nazione ma non il finale, l’altro componente della pattuglia laziale, Maurizio Fuda, non trova nessun “tallone d’Achille” nel finlandese Jari Mikkonen che fa suo l’incontro per 21-5 21-11.
Campionato particolare per Sandra Gargano che, per non danneggiare i suoi compagni dei doppi, si ritira dal singolare, pratica non sempre concessa nei tornei. Vittima di un infortunio ai primi di luglio, l’atleta del 15Zero, non è, come si usa dire, in perfetta forma ma la voglia di giocare questo Europeo è più forte di qualsiasi ragionamento logico. Il risultato finale nel DF50 (5-21 7-21) quindi non poteva che essere negativo, avendo di fronte una delle migliori coppie francesi, Chapat-Lechalupe. Elogiare o criticare questa scelta? Ai lettori, non ai posteri, l’ardua sentenza (Manzoni).
L’incontro di chiusura,dopo questa lunga giornata passata nella splendida struttura dello Stozice Arena, è il Doppio 55, con protagonisti, ahimè, Bettoni-Passador, che contro l’eterno avversario di quest’ultimo Stephane De Fraye, in coppia con Schuller, già incontrato in altre due occasioni, non disputano la loro migliore gara. Una partenza per la nazionale non proprio felice ma che rispecchia, come ben sappiamo, i valori in campo.
Ah, e il sottoscritto? Dopo 15 descrizioni qualcosa potevo dimenticare, quindi farò un resoconto veloce della mia partita per non allungare eccessivamente quest’articolo. Avversario Kennoy Harrison, un inglese di colore, che ironia della sorte mi ha fatto nero a furia di smash potenti e recuperi veloci. Non essendoci il lancio della spugna, come nel pugilato, ho portato a termine stoicamente la sfida conclusasi con il punteggio di 21-5 21-4.
Questi sono i Campionati Europei Master dove incontri facilmente avversari fuori dalla tua portata ma se uno vuol vincere sempre, partecipi a quello condominiale che, visto il numero non eccessivo di praticanti italiani di badminton, sicuramente vincerebbe o almeno salirebbe sul podio.
Messaggio subliminale: “Chi ha occhi per leggere,legga”.