
A prima vista sembrerebbe il classico annuncio fatto alla ricerca di partner sessuali, anni fa c’erano anche sulla Gazzetta dello Sport e visto che noi del magazine aspiriamo a raggiungere i numeri dei contatti su internet della “mitica rosa” iniziamo a copiarla su questa linea.
Stò scherzando logicamente, il titolo è volutamente ambiguo e provocatorio per far rilevare una grande mancanza nella maggior parte dei club di badminton italiani: ci sono pochi maggiorenni!
E senza questa categoria cosa vuoi fare? Leggo sempre che c’è la ricerca del giovane campione per far conoscere il nostro sport al di fuori dei soliti 10000 accoliti (forse ho esagerato.. mah) che bisogna andare nelle scuole per diffondere la conoscenza del Badminton, fare manifestazioni, interagire con le strutture pubbliche.
Bene, è bello scrivere queste parole giustissime, chi potrebbe obbiettare su ciò?
Sarebbe additato come reprobo.
Peccato che per preparare queste iniziative bisogna essere almeno maggiorenni, maturi, abituati ai rapporti interpersonali, automuniti, avere capacità organizzative e amanti del nostro sport.
Fondamentale l’ultima voce, è quella che dà l’impulso a una persona di dedicare al Badminton buona parte del suo tempo libero e degli spazi normalmente dedicati alla famiglia o al lavoro, di rimetterci dei soldi e farsi delle arrabbiature quando ottusi burocrati pubblici ti bloccano le iniziative.
Organizzare i tornei, tenere la contabilità, trasportare gli atleti, mantenere le relazioni con i genitori, partecipare a nome della società a riunioni di vario genere, prendere il patentino di tecnico, diventare arbitro, preparare le palestre per le gare.
Tutti questi lavori, questo sarebbe il termine giusto anche se manca una componente fondamentale: la retribuzione, chi li può fare? Al 90 per cento adulti.
Dove essi sono presenti in buon numero le società sono floride e attive, la distribuzione degli incarichi rende meno gravosi questi lavori e permette di mantenere un equilibrio con gli altri impegni quotidiani.
Logicamente poi ci sono le singolarità, Mimmo Cocimano regge una società quasi da solo con risultati al di sopra della norma ma non si può fare affidamento su poche eccezioni.
Il mondo del Badminton si è mai dedicato a questa fascia di età (25-60 anni)?
Il padel in pochi anni ha surclassato il nostro sport, 800 società e 1750 campi (dati 2020) e la volete sapere l’età media dei praticanti? 50% sopra i 40 anni.
Che abbiano avuto più facilitazioni entrando in circoli tennistici già affermati è innegabile ma oramai le gabbie sono presenti anche in club dove il tennis non l’hanno mai visto.
La risposta è no, poco o niente, un sistema di classifica inadatto all’ingresso di atleti in età matura, poca propaganda. La federazione ha mantenuto in carica come responsabile del settore Master un consigliere che negli anni di reggenza non ha sviluppato il settore visto che non interagiva neanche con la base, alias i giocatori.
Uno studio per contattare i cral o i dopolavori aziendali è mai stato fatto’
E’ mai esistita la figura di un manager, non un essere umano messo a coprire un’incarico, c’è una sottile enorme differenza, nella federazione? Un professionista esperto capace ed esperto nel settore Propaganda e Marketing?
La risposta è no e poi ci chiediamo perché non c’è stato un aumento di asa e agonisti.
Meditate gente meditate.