Air Shuttle - Lo abbiamo provato in Sardegna e vi dico com’è andata

Con l’arrivo dell’estate, cresce la voglia di praticare attività fisica all’aria aperta. Nella particolare situazione contingente, in cui gli sport indoor sono fortemente vincolati al rispetto di un rigido protocollo sanitario, quella che normalmente sarebbe una naturale propensione dovuta all’innalzarsi della temperatura, diviene quasi l’unica opzione proponibile.
Il format ufficiale del badminton all’aperto proposto dalla BWF (Badminton World Federation), prende il nome di AirBadminton e prevede l’utilizzo di uno “speciale” volano chiamato Air Shuttle.
Le prime voci riguardanti l’Air Badminton risalgono al 2016. La presentazione ufficiale risale al maggio 2019, in occasione di un evento svoltosi a Guangzhou, Cina, alla presenza del Presidente di BWF e di Poul-Erik Høyer, medaglia d’oro Olimpica nel SM ad Atlanta 1996.
L’idea di fondo, quella di proporre un ambizioso progetto di sviluppo, che, in una declinazione dinamica e coinvolgente, possa incentivare a praticare il badminton sempre più persone, di tutte le età e con abilità differenti, su ogni tipo di superficie e nei contesti più disparati, quali parchi, giardini, strade, spiagge.

Si gioca in un campo rettangolare lungo 16m e largo 6m nel caso dei doppi, 5m per il singolare, con regole e racchette simili a quelle del badminton indoor. Abbiamo tuttavia delle differenze. L’altezza della rete è di 155 cm (150cm al centro) se si gioca su superfici dure, 150cm (145cm al centro) nel caso ci si trovi a giocare su sabbia.

Occupiamoci dell’Air Shuttle che rappresenta il fulcro sul quale va a poggiare l’intero progetto Air Badminton.
La sua progettazione ha richiesto cinque anni di ricerca e sviluppo. In una prima fase in collaborazione con “l’Institute for Sports Research” (ISR) dell’Università tecnologica di Nanyang, Singapore. In una seconda fase, coinvolgendo gruppi di lavoro indipendenti dell’Università di Alicante in Spagna ed altri localizzati in Malesia.
Si è giunti quindi, nell’arco di tempo 2015-2018, a testare 30 differenti prototipi dell’attrezzo di gioco avvalendosi della collaborazione di giocatori con differenti livelli di gioco: dal principiante al professionista di categoria “Elite”.
A partire dal marzo 2020 si è arrivati all’immissione nel mercato asiatico della versione definitiva dell’Air Shuttle, che nei tre mesi successivi ha raggiunto, gradualmente, anche l’Europa.
Fuor di dubbio che l’aspetto più ambizioso ed impegnativo del lavoro appena descritto, sia stato soddisfare pienamente i requisiti richiesti.

Veniamo alla cronaca del test di utilizzo dell’Air Shuttle, tenutosi in all’interno di un parco pubblico di Cagliari, in Sardegna “la terra del vento” e perciò banco di prova quanto mai impegnativo. Tester d’eccezione, Rosario Maddaloni, pluricampione italiano, giocatore professionista con alle spalle un palmarès e una storia sportiva importante, che tutti conoscono e per il quale credo, vista la sua grandezza, non occorrano ulteriori presentazioni.
Abbiamo svolto la prova in uno spazio parzialmente protetto dalla vegetazione dell’area verde, nelle seguenti condizioni meteo:
- T min 22 °C ; T Max 28 °C
- Umidità 61%
- Vento max 24Km/h
Doveroso rimarcare che tutte le considerazioni a seguire, andranno intese considerando come termine di paragone un volano per l’uso indoor. Partiamo con l’analisi di come si presenta alla vista.
Il cono di polipropilene ha una superficie molto inferiore al sopra citato volano convenzionale, ed è costituito da 5 “piume” in luogo delle consuete 16. La testa semisferica presenta delle fossette che richiamano quelle già viste nella pallina da golf (e che la rendono stabile in volo). Tutti questi elementi tradiscono quale attenzione maniacale sia stata riservata alla ricerca dell’efficienza aerodinamica.
Nel maneggiare l’attrezzo di gioco, la prima sensazione percepibile è la massa decisamente superiore: 8g a fronte dei 4,75g. Durante il volo, ruota in senso orario ad una velocità maggiore rispetto ad un volano “in piuma”. Una volta persa la sua velocità iniziale ha una spiccatissima tendenza a cadere perpendicolarmente al pavimento.
Non appena iniziato lo scambio, la sensazione iniziale di maggior pesantezza è confermata da un impatto con la racchetta nettamente più “duro”.
Questo aspetto impone l’utilizzo di racchette dal telaio molto robusto, dotate di incordature resistenti e dalla tensione massima consigliata di 8-9kg. Se si sceglie di non tenere conto di queste raccomandazioni sappiate che la rottura delle corde o del telaio sarà un rischio reale.
Per massimizzare il piacere di gioco è necessario privilegiare gli scambi tesi e avventurarsi nelle traiettorie alte solo dopo un’attenta valutazione della velocità dei flussi d’aria che attraversano il campo: L’Air Shuttle sarà altrimenti totalmente fuori controllo.
Questo il parere di Rosario Maddaloni al termine delle partite di prova.
Rosario, uno che di volani se ne intende,
il tuo parere dopo questa prova dell’Air Shuttle:
L’Air Shuttle era la prima volta che lo provavamo. Qua in Sardegna il vento si fa sentire, però oggi abbiamo trovato nel parco un punto un po’ più riparato e ci siamo divertiti molto. È vero che il gioco è un po’ più teso, però è molto divertente. Credo che le abilità dei doppisti siano avvantaggiate, e dopo un’oretta di gioco si esplorano tattiche per costruire dei punti.
Personalmente, considero assolutamente encomiabile l’idea che ha ispirato e determinato la nascita dell’Air Badminton. La possibilità di consentire a chiunque di praticare il badminton all’aperto ricavandone un’esperienza positiva e appagante. Tanti aspetti positivi, ma anche diverse criticità che, per onestà intellettuale, vanno segnalate. L’Air Shuttle, a mio parere, necessita di un ulteriore passaggio evolutivo che lo porti ad essere maggiormente fruibile, anche nel caso il giocatore decida di eseguire dei colpi sopra la testa. Il gioco teso, è sì divertente ma presuppone delle abilità di cui i principianti, per ovvi motivi, non sono in possesso.
Luci ed ombre quindi.
Al momento sono le perplessità a prevalere.