CASINÒ ALL ENGLAND
Poker con un jolly, doppia coppia con il re, vittoria con il fante di coppa, d'argento logicamente siamo in Inghilterra e qui con il silver metal premiano tutto golf, tennis ecc ecc.
No, non preoccupatevi l'Utilita Arena non è diventata un covo di biscazzieri con croupier e sabot al posto delle court e delle racchette. Sono i risultati di questo torneo anomalo per molti versi (assenza dei cinesi, costrizioni covid, contagi) e nello stesso tempo avvincente.
Tre doppi più il singolare femminile con il jolly Okuhara per il poker, Watanabe con la corona del detentore del titolo del maschile 2020 bissa e si prende anche il misto assieme a Higashino e Lee Zii Jia che spodesta Axelsen e viene inserito tra i vincitori incisi nella coppa stile Wimbledon.
Venendo alle partite diciamo che però le prime due finali di doppio in programma hanno lasciato a desiderare, forse il fatto di essere della stessa nazionale e di aver giocato contro almeno duemila volte, vuoi che i jap abbiano un aplomb degno dei padroni di casa sta di fatto che dopo aver vinto 2 match senza infamia e senza lode Endo e Watanabe su Kamura-Sonoda e Mayu Matsumoto-Nagahara su Fkushima-Hirota sono tornati ai loro borsoni, dopo una serie di inchini fretttolosi, come se fosse l'ultima seduta di allenamento prima del "rompete le righe" che precede la festività del Kenkoku Kinembi, che ricorda la fondazione dello stato giapponese. Dopo la conquista di uno dei titoli più ambiti al mondo e più remunerati, intorno ai sessantamila dollari,bisogna minimo mollare un urlo e dire:" Chinko, abbiamo vinto gli AllEngland" e non avere lo stesso entusiasmo di un magazziniere alla fine dell'inventario annuale. Sperando che non ci siano minori giapponesi tra i nostri lettori e nel caso ci fosse invece la Megumi sicuramente il sostantivo me lo scuserebbe, quando ci vuole ci vuole.
Più divertente quella del misto, forse Kaneko e Matsumoto, Misaki questa volta, essendo chiaramente i non favoriti hanno giocato a viso aperto e questo ha permesso di vedere scambi degni di una finale di un Super 1000.
I vincitori si sono abbracciati in segno di esultanza, almeno loro, e hanno fatto il classico gesto churchelliano della V con l'indice e il medio con significati differenti: Higashino in segno di vittoria e per Watanabe ad indicare la doppietta.
Sorrisi anche da parte della Okuhara che supera la thai Chochuwong in un bel match e si lascia andare, dopo aver salutato rispettosamente il campo, a saluti a favore di telecamera felice di aver ripetuto la conquista del piatto, alle donne la coppa non la danno, del 2016.
Questa grande campionessa (156 cm) ha dimostrato tutta la sua classe e conferma un detto di Kyoto: "nella botte piccola c'è il saké buono" ma sarebbbe stato un successo di maggior valore se di fronte si fosse trovata Carolina Marin, la spagnola però sia per il fatto che non c'erano in palio punti per l'olimpiade che per il problema al soleo che l'affligge da dopo lo Swiss Open ha preferito, come ben saprete dare forfait.
Lee invece non fa rimpiangere Momota anzi forse per Axelsen sarebbe stato meglio incrociare le racchette con il numero uno del mondo piuttosto che il malese in uno stato di forma eccezionale.
La tensione in campo è chiaramente palpabile vedendo il danese sbagliare banalmente il servizio sul 20-20 nel primo set che perderà 30-29 dopo un vortice di set point. L'esperienza lo aiuterà poi a vincere il secondo parziale ma di fronte alla determinazione di Lee che ha come obiettivo imitare se non addirittura superare il suo omonimo Chong We vincitore nel 2010-11-14 e 17, nulla può e con solo 9 punti nel set finale cede la corona e la maglia, si alla faccia delle norme anticovid e oltre agli indumenti si sono scambiati una forte e sincera stretta di mano, disdicevole gesto contaminante ma segno di una grande considerazione reciproca.
Segnalazione statistica: la vittoria di Lee ZJ permette alla Malesia di mantenere il sesto posto con 27 vittorie nella speciale classifica delle nazioni più vincenti che vede ora il Giappone a 26 e l'Inghilterra a 189,5 grazie alle vittorie dell'anteguerra. Perché questa notizia direte voi? Perché sarebbe bello che prima o poi arrivasse l'uno
per l'Italia, in attesa che si realizzi questo desiderio vi ricordo uno di più facile attuazzione: marzo 2022 charter Italia-Birmingham magari oltre agli italiani in tribuna ne vediamo uno sui campi. Sognate gente sognate.