OGGI SI BADMINTON, NO COVID
Si può definire "la gara dei lunghi scambi" quella che apre questa giornata finalmente senza covid a condizionare le qualificazioni. Sono Fikushima-Hirota e Birch-Smith che se non facevano almeno 20-30 scambi per punto non erano contente, i minuti di gioco rispetto ai punti testimoniano come nessuna delle due coppie volesse crearsi grossi rischi aspettando più che altro l'errore altrui. Sono poi le giapponesi, teste di serie N 1, a vincere come da pronostico.
Ne bastano, per dire, 55 di minuti al Malese Lee per spodestare dal suo trono Momota che dopo parecchio tempo riassapora il calice amaro della sconfitta, lo stesso che aveva fatto provare al suo giovane avversario nella semifinale del Perouda Malaysia Master giusto poco più di un'anno fa. Quindi è sfumata la possibilità del tanto atteso scontro stellare contro Axelsen, sarà per il prossimo torneo.
Duplice vittoria Japan nel doppio maschile, prima Kamura-Sonoda contro Ellis-Langridge, quest'ultimo costringe l'arbitro a tirare fuori il cartellino rosso, cosa quanto mai rara nei tornei di badminton, nei suoi confronti per le continue contestazioni sulla qualità del volano, l'inglese era indispettito, eufemismo, per due beffardi servizi alti andati a buon fine per gli avversari, a suo dire per la rotazione irregolare del prodotto Yonex.
Nell'altro incontro se Christiansen-Nohr avessero vinto, pur essendo una coppia assemblata da poco, nessuno avrebbe avuto da ridire tanto meno i campioni in carica Endo-Watanabe visto che i danesi sprecano 2 set point nel primo game e nel secondo il penultimo punto sul 19-19 è un regalo della fortuna per i nipponici. La dea bendata bacia anche le olandesi Piek-Sienen che approfittano di un buon tabellone per arrivare per la prima volta alle semifinali, non gli era mai successo neanche quando erano al settimo posto del ranking nel 2016 mentre adesso sono al 24esimo, le segue a ruota il loro connazionale Mark Caljouw che supera l'ex speranza indiana Sen, che dopo l'esplosione del 2019 con la vittoria in diversi tornei adesso veleggia intorno alla ventottesima posizione della classifica BWF.
La Blichfeldt vorrebbe imitare i suoi colleghi maschi ma la Intanon provvede a freddare gli entusiasmi della danese con una serie di smash incrociati dalla sinistra che gli permettono di ribaltare il risultato dopo il primo set perso e aggiudicarsi l'incontro.
Per una indonesiana in semifinale una che non ci va, è il caso di Ongbatirungphan che dopo una dura lotta deve lasciare il passo alla Okurama,per mia fortuna, provate voi a scrivere quel cognome, ci vuole almeno un minuto a volta. Della giapponese mi ha colpito oltre al gioco la procedura che compie agli inizi e alla fine di ogni intervallo: prima di entrare in campo recita una preghiera o un mantra o una poesia (il mio giapponese è troppo scarso per capire il labiale) e all'uscita compie un solenne inchino verso il campo appena abbandonato, stile omaggio allo stupa buddhista.
Rimaniamo in Giappone che perde la Yamaguchi e pure Kanta Tsuneyama superato da un Antonsen a cui è tornata la fobia del secondo set (solo 9 punti) ma che poi chiude a suo favore il match non volendo mancare alla semifinale contro Axelsen per dare al suo compagno di squadra la rivincita della finale del World Tour di Bangkok.
Escono di scena le due coppie francesi, per un soffio il misto Gicquel-Delrue con un 20-22 al terzo che grida vendetta mentre i Popov trovano sulla loro strada "Tin Tin" Astrup-Rasmussen ringalluzziti dalla fresca vittoria agli Swiss Open, dai quali avevano perso anche in terra elvetica.
Eliminata anche l'ultima rappresentante del Nuovo Mondo con la statunitense Zhang che deve lasciare ad opera della thai Chochuwong.
Quindi oggi si può dire scontro continentale, con gli asiatici in vantaggio per 13 a 7 sugli europei, il tutto a partire dalle 11 ora di Roma, caput mundi.
A tutti i youtubettari: buono spettacolo.