È iniziato il torneo e per le vie di Birmingham è facile incrociare i Top Player che si dirigono all’Utilita Arena per cercare di conquistare uno dei trofei più importanti al mondo.
A scendere in campo o meglio a salire sul seggiolone dell’arbitro Fabio Betto, l’unico italiano che esordisce pronti e via. A quando un atleta azzurro tra i partecipanti? È dura, entrare nei 32 sicuri o al limite entro i quaranta non è facile, ne sa qualcosa Axelsen che ne è rimasto fuori.
Si inizia già ad altissimi livelli Feng-Huang (Cina) e Hee-Widjaja di Singapore e solo questo incontro varrebbe il prezzo del biglietto. Vincono i cinesi, teste di serie N°1 del Misto ma con molta molta fatica. Poi gli astri combinano che nei campi centrali ci siano 2 grandi delusi degli ultimi anni, l’indiano Sen che aveva perso per un soffio la medaglia alle ultime Olimpiadi, contro l’Imperatore Shi Yu Qi. E nell’altra court il canadese Lai che aveva rischiato di battere ai Mondiali il cinese (mitico quell’incontro) che affrontava l’anti Popov, quel Lanier che aspira oramai al tetto del mondo. Ma gli sfavoriti (non uso quel termine adesso di moda: “sotto il cane” perché la lingua italiana, gia vessata dall’informatica a dover usare termini inglesi, non ne aveva di certo bisogno) si ribellano e fanno capitolare i due avversari tra il tripudio del pubblico che era a favore nettamente dei più “deboli”.
Scende adesso al centro del campo N°2 la Blichfeldt e li vi rimane, immobile come la Sirenetta della sua capitale, sotto i colpi di una sconcertata Wardani che in un’amen arriva all’11 a 1. A questo punto viene chiamato il giudice arbitro e dopo un veloce conciliabolo la danese annuncia il suo ritiro. Più doloroso l’abbandono di Vendy, il doppista socio di Lane, che pur sotto di un set e sul 15-18 vorrebbe continuare (la speranza, ricordatevi giocatori di badminton deve essere l’ultima morire) dopo una scivolata maldestra che gli aveva procurato un serio problema muscolare. Ma su consiglio del fisioterapista viene convinto a desistere e sfuma per gli inglesi una “possibile” vittoria contro i numeri uno al mondo i coreani Kim-Seo. Il titolo riporta il discorso dei tre continenti visto l’assenza di africani e oceaniani ma facendo “i conti della serva” si evince che l’85% per cento arriva dal continente più grande e popoloso della Terra. Sono sempre loro i dominatori del badminton mondiale visto anche il declino della Danimarca che perde anche Antonsen che si presenta con un discutibile completino a righe bianco-rosa e fin qui poco male ma è il suo gioco senza mordente che facilita Watanabe che chiude 21-8 21-12 su un danese che come obbiettivo aveva quello di cambiare continuamente il volano, ne avranno consumati penso una cinquantina. Ma non è detta l’ultima parola, io confido in Lai e Christo Popov per impedire una cinquina tutta asiatica, staremo a vedere, gli All England sono lunghi.