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   Kral   

 

Alla Enrico Toti



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

No, non è un errore di battitura, sbagliare il nome dell’azzurro, fresco vincitore dell’argento al torneo sloveno sarebbe stato un errore grave. Il titolo riprende le gesta del patriota, inquadrato nel Battaglione Bersaglieri Ciclisti ben che privo di una gamba, morto in un assalto nella I° Guerra Mondiale che come ultimo gesto prima di morire, colpito dal fuoco nemico lanciò contro la trincea avversaria una sua stampella. Potrebbe sembrare retorica ma vedere Flavio Bettoni zoppicare sul campo della Blu Hall, la tensostruttura affiancata al PalaMarin, alla ricerca di quella vittoria ormai sua, si era 19- 16 o 19-14 non ricordo bene, dopo essersi accasciato al suolo per via di uno strappo muscolare (questa la diagnosi dei medici dell’ospedale di Huelva, sede di questi Campionati Mondiali Senior) fa capire come la volontà umana vada contro ogni logica. Adesso voi vi chiederete che conclusione ha avuto quest’incontro? Bello, anche se i suoi supporter, alias i compagni della rappresentativa azzurra, trepidavano nel vedere poco alla volta lo spagnolo Miguel Angel Quiroga recuperare lo svantaggio e arrivare al 20 pari. E qui Flavio ha veramente lanciato, metaforicamente, la racchetta oltre la rete conquistando “stringendo i denti” gli ultimi 2 decisi punti tra il tripudio dei già citati fans non che della moglie Sara che assisteva dalle tribune. Altro spettatore attento e interessato alla partita Joao Matos, vicepresidente della Federazione Europea, non che amico di molti azzurri visto che la sua è una presenza costante a tutti gli eventi internazionali dei senior, che studiava le mosse del suo prossimo avversario. Fatica inutile visto che il nostro eroe sportivo non potrà scendere in campo dopo il responso medico già menzionato, rimane grande però la soddisfazione per Flavio di aver vinto, all’esordio in un campionato mondiale, una partita oserei dire memorabile.
E dopo questo fatto epico, sempre sportivamente parlando, torniamo alla dura realtà che è quella degli altri azzurri che non hanno passato il turno. Ezio Bossati nonostante la sconfitta, si mostrato molto sportivo nei confronti del suo avversario Wolfgang Pasler regalandogli un pesantissimo tomo di immagini delle Langhe, edito dall’Unesco, più che altro perchè era un obbligo nei confronti dello sponsor che supporta l’albese in questa trasferta spagnola. Lo scontro italo-tedesco si è concluso per 21-9 21-6 non essendo riuscito al nostro di trovare,nel corso dei 2 set, un antidoto ai micidiali clear dell’avversario. Anche Massimo Merigo, pur supportato dai suggerimenti di Denis Passador e dici poco,ha subito pedissequamente i colpi del cattivissimo (dal punto di vista sportivo) Benny “Belfagor” Van Peer che non gli ha lasciato alcun scampo. Stessa fine Maurizio Fuda che pur sconfitto dall’americano Geoffrey Stensland ci ha guadagnato un invito a Seattle, città del vincitore, a provare in uno dei 36 campi di badminton che l’agiato, termine quanto mai appropriato oserei scrivere, avversario possiede nei suoi 3 circoli. Il romano, pur volendo, non ha potuto purtroppo replicare visto che la sua asa si allena su 2 campi e in affitto, avrebbe potuto al limite ricambiare proponendo un giro alla Fontana di Trevi mitico luogo nell’immaginario statunitense. Vedremo nel futuro se questo gemellaggio sarà stato fatto. Nei doppi non è cambiata la musica con la coppia Bettoni-Marchesini che prima dell’episodio narrato nell’incipit dell’articolo avevano concluso un onestissima partita che li aveva visti sconfitti dai pari francesi Daniel Dahlen-Catherine Ravel per 14-21 e 13-21.
Stessa sorte per l’altra coppia lombarda Alessandro Bizzotto-Sandra Gargano a cui il signor Kumar Barman, assieme a Manjiri Moktali, ha servito non un cocktail indiano (battuta scontatissima ma mi piaceva) bensì un 21-4 21-15. Nella sconfitta nel misto questa volta Fuda, assieme a Ladawan Woravijitchaikul, non rimedia niente visto le origini scozzesi dell’avversario Alan McMillan, anche se accompagnato dalla danese Anne-Louise Hansen, si conclude così l’avventura del giocatore romano ma non della moglie che è iscritta nel doppio femminile assieme alla francese Youna Le Lan. Ma a tenere alto il vessillo del club capitolino, come avevamo ricordato in un’altro articolo, che vanta il maggior numero di iscritti a questi campionati mondiali, ci pensa Mai Thanh Thuy Nguyen, per gli amici Bee.
La romano-vietnamita affronta a viso aperto la sua avversaria sotto la guida del gia citato marito Salvatore che oltre tutte le funzioni che gia si sanno ha anche quella di coach e concede il secondo sorriso alla comitiva azzurra, questa volta senza infortuni, battendo sul campo 6 del PalaMarin (che non rende onore all’olimpionica spagnola presentando diversi difetti) la tedesca Patraporn Zimmermann che dopo un primo set molto equilibrato 21-19 cede nel finale con la partita che termina 21-15 rendendo meno faticosa la vittoria di Bee che sarà l’unica azzurra, purtroppo per Bettoni, a continuare l’avventura mondiale.
Lunedì altre partite da seguire e quindi saluto i lettori e vado per l’ennesima “full immersion” di 10 ore di grande badminton senior.
 

 

 



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