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   Kral   

 

Amir Faraz



a cura di
Roberto Fava

 Da Campione Juniores in Iran, a rifugiato politico, a Campione Italiano Master. I tuoi successi arrivano da lontano. Una storia da rifugiato politico e una storia da italiano campione. Racconta.
All’inizio degli anni 2000 esco dall’Iran con un gruppo musicale folkloristico per prendere parte ad un Festival in Italia. Finito il festival mi reco in Germania per fare visita ad uno zio che non avevo mai conosciuto, data la sua esperienza da rifugiato politico dagli anni ‘70 nel medesimo Paese. Lì prendo parte ad un concerto Iraniano organizzato dalla comunità Mojahedin del luogo, ovvero le persone che sonocontro il governo attuale, regnante dal 1978, di Khomeini. Vengo dunque etichettato come uno di loro e ripudiato dall’Iran.
La mia nuova vita in Europa inizia con circa due anni di permanenza in Germania, da rifugiato politico, e prosegue con il mio trasferimento definitivo in Italia.
Anche se non a cuor leggero, mi tocca mettere da parte il Badminton, che fino a poco tempo prima rappresentava il centro della mia vita, per costruirmi un nuovo futuro qui. La mia lontananza da questo sport dura anni, fino a che nel 2013 incontro per caso l’ex professore di Scienze Motorie Gianni Sessa, che mi offre la possibilità di affiancarlo nel corso pomeridiano da lui tenuto nel Liceo del Viale dei Tigli di Gallarate, in cui veniva introdotto questo sport emergente ai liceali. Grazie a lui ricomincio a fare i tornei da tesserato nella sua società, che però pochi anni dopo cessa di esistere in seguito al suo pensionamento. I miei primi veri grandi traguardi da vincitore in Italia avvengono successivamente, da tesserato nella New Sport, società di Marco De Rubeis, della quale faccio ancora parte.

Numero uno dei Master italiani e tripletta nel campionato italiano master. La tua storia continua nella nostra terra. A chi dedichi il tuo percorso vincente?
L’ultimo periodo è stato per me ricco di grandi soddisfazioni, a partire dalla vittoria dei Campionati Italiani Master a squadre, passando per la tripletta nei Campionati Regionali Master, fino ad arrivare al mio più grande motivo di orgoglio, ovvero la tripletta nel Campionato Italiano Master a Catania. Sicuramente il mio percorso lo dedico in primis al professore Gianni Sessa, che dopo anni in cui pensavo di non poter mai ritornare a giocare, mi ha donato la possibilità di incoronare il mio sogno di bambino di diventare un vero campione nello sport che più amo al mondo. Sicuramente il merito è anche di Marco De Rubeis, che mi ha accolto a braccia aperte nella sua società di Lodi, dopo che quella del professor Sessa ha cessato di esistere.

Il badminton nel tuo paese d’origine. Ce lo vuoi raccontare?
La mia passione per questo sport inizia all’età di 8 anni, quando grazie alla scuola provo per la prima volta a giocare a Badminton: mi ha rapito dal primo minuto di gioco. Inizio in una società sul Golfo Persico, a Bushehr, e crescendo con l’età iniziavano ad arrivare le prime soddisfazioni nelle categorie Under e iniziavo a fare la differenza. Successivamente, cambio società e mi trasferisco nella più importante di Teheran all’età di 15anni. Pochi mesi dopo entro a far parte della Nazionale Iraniana, prima nella categoria Under e poi in quella Senior, in cui resto fino al termine della mia permanenza in Iran. Tra i titoli più importanti che ho vinto ci sono il bronzo ai Campionati Nazionali Under 17, l’oro all’età di 18 anni ai Campionati Nazionali Under 19 e la vittoria con la Nazionale Senior dei Campionati Nazionali del Golfo.

 La tua famiglia è rimasta in Iran. Da quanto tempo non li vedi?
Io non sono mai più tornato in Iran essendo stato rifugiato politico. I miei genitori sono riusciti a venire a trovarmi e a conoscere mia figlia nel 2018, quando lei aveva già 12 anni.
 

 

 

 

 

 

 

 

 



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