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   Kral   

 

Bangladesh Dhaka Caos - da caos



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Eppure la Dea Bendata sembrava avermi regalato una occasione unica in questo viaggio iniziato il 23 dicembre. Lungo la strada dall’aeroporto di Dhaka e l’hotel noto i manifesti del Bangladesh International Series che viene disputato immediatamente dopo il Challenge (una cosa perlomeno strana, due tornei BWF svolti uno di seguito all’altro nella stessa nazione) quindi un’occasione unica, quella di poter assistere a un torneo in Bangladesh. Dopo gli All England, le Olimpiadi, i Mondiali e l’Italian International mi mancava proprio questo torneo…si fa per dire. Peccato che alla reception mi danno come tempistiche dalle 2 alle 3 ore per raggiungere il Sahid Tajuddin Ahmed Indoor Stadium e quando faccio presente la distanza di soli 16 km la risposta del portiere, allargando le braccia fu: “Siamo a Dhaka”.
Non conoscendo la città non ho rischiato quindi di avventurarmi in solitaria in questa megalopoli di 37 milioni di abitanti , senza metropolitana sigh sigh, che tra due dozzine di anni dovrebbe arrivare alla cifra monster di 52 milioni, poveri, nel vero senso della parola, loro. E ho fatto bene avendo avuto la conferma qualche giorno dopo al ritorno dalla navigazione sul delta del Gange, per fare i 15000 metri calcolati dal primo ingorgo entrando il città fino al solito albergo i minuti sono stati 180! “Siamo a Dhaka”.
Quindi il resoconto del torneo lo fatto grazie al sito della federazione mondiale e non dal vivo come avrei desiderato, un vero peccato.
Nel Singolare è salito sul primo gradino il kazako Panarin, presente a Parigi 2025, nel Femminile l’indiana Anduri 211 del ranking mentre nel Doppio Maschile i padroni di casa piazzano tre coppie nei primi tre posti, in quello femminile sono delle thailandesi a vincere mentre la Malesia piazza due binomi nella finale del Misto.
Due notizie sulla federazione locale, fondata nel 1972, che si trova al 130esimo posto della classifica BWF e nonostante la vicinanza con una nazione, l’India nella Top10 del badminton mondiale, complice una povertà ben visibile e il cricket che la fa da padrone, il nostro sport non riesce a decollare. Anche se nei negozi le racchette sono il bella mostra e la clientela le acquista come le foto allegate possono testimoniare. La ragazza, bontà sua, si è prestata a questa foto anche se non ne capiva il motivo e dove sarebbe finita.
Ma di usare la racchetta veramente purtroppo non se ne parla (visto i problemi logistici), quindi ogni speranza si riversava nella mia prossima meta, il Bhutan, nazione famosa per il FIL (Felicità Interna Lorda) e un po’ meno per il badminton. Dal mare ai monti.
 

 

 



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