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   Kral   

 

Bhutan: no bad - no pick



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Sono entrato in Bhutan dall’unico accesso terrestre per gli stranieri che collega l’India con questa nazione ai più sconosciuta, e sembrava di aver fatto un passaggio temporale sullo stile di “Ritorno al futuro”. Da una città Jaygaon, mi perdonino gli indiani che ci leggono, sporca, con case maltenute e un traffico senza regole, caotico dai mille clacson a Phentsholing, pulita con belle case e automobilisti corretti. Sembrava, e le tre giornate che trascorrerò nel “Regno del Drago Tonante” lo confermeranno di essere, non meravigliatevi, in Svizzera (non per i depositi bancari, però). Comunque sia al mio arrivo nella capitale Thimpu mi attivo per andare al centro federale Bebena Multisport Hall ma mi rispondono che sono in svolgimento dei match e non è possibile giocare o fare una visita, probabilmente la guida bhutanese non deve aver bene capito, o io mi sono spiegato male, fatto sta che non ho potuto scoprire quello che deve essere il cuore delle attività dei giocatori migliori della nazione, che però non compaiono su nessuna classifica internazionale, presumo per l’assenza nei vari tornei asiatici. Persa questa occasione confido in Paro, la quarta città per abitanti dove su Internet ho individuato la presenza di campi di badminton, quindi nel pomeriggio dopo aver visitato il mitico “Nido della Tigre”, un monastero buddista aggrappato alle falde della montagna, uno dei luoghi più iconici di questo stato himalaiano, mi reco in questo centro sportivo vicino all’unico aeroporto della nazione, da cui il giorno dopo mi imbarcherò per il primo dei tre voli con cui tornerò in Italia. Non essendo a Dhaka, impiego 5/6 minuti ad arrivarci e, delusione tremenda, vedo l’unico campo di badminton con il fondo in erba sintetica, il primo esemplare che vedo in vita mia, e fin qui… però in stato d’abbandono con le foglie che lo ricoprono, essendo all’aperto. Indubbiamente il suo utilizzo è quanto mai raro, così come i tre, sottolineo tre, campi di pickleball vicini che non se la passano meglio del campo menzionato in precedenza. Addio all’ebrezza di giocare ai 2200 metri e quindi le mie scarpe non toccheranno in questo viaggio ne resina ne erba. Comunque sia la federazione locale, nata nel 1994, è regolarmente affiliata alla BWF, e come atleti di punta ha Anish e Samjana Gurung, fratello e sorella, primi nella speciale classifica della BBF (Bhutan Badminton Federation) oltre ad altri 500, calcolati empiricamente , tesserati. Personaggio di spicco nel panorama del badminton bhutanese Norbu Dradhul, ex giocatore, allenatore di livello 2 BWF e arbitro a livello internazionale. Una particolare attenzione viene poi posta agli atleti con disabilità, e ci mancherebbe visto che siamo nel regno famoso per il Gross National Happiness (Felicità International Lorda), parametro che valuta il benessere dei propri cittadini. Due stati, zero match “C’est la vie”, vedremo nel prossimo viaggio, questo il mio pensiero mentre alle 7 del mattino, nel decollo dell’aereo, saluto la strana court sintetica con accanto, solitari, i tre campi di pickleball. Che dire: è proprio strano il mondo ed è per questo che io lo giro.

 

 

 



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