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   Kral   

 

Bridge the gap - Gender Equity Ambassador



a cura di
Roberto Fava

Con Marianna Viola e il progetto Bridge the Gap presentato durante il webinar del 18 novembre. 
Una iniziativa importante che Badminton. News seguirà attivamente invitando da subito i lettori a dare il proprio contributo esprimendo il proprio parere sul sondaggio on line al link  https://form.jotform.com/203172522253041

Questa iniziativa nasce tempo fa e in base a quale scelta?
Nel nostro sport vi è un gap troppo grande tra uomini e donne e tante persone ricoprono troppi ruoli contemporaneamente (io per prima).
Seguo sempre i canali social federali nazionali, europei e mondiali e quest’iniziativa mi è particolarmente piaciuta per cercare di analizzare questo gap e ridurlo il più possibile negli anni, perciò ho deciso di candidarmi in questa posizione che BE ha approvato.
Da lì mi è stato richiesto di presentare un progetto, che causa COVID avrebbe interessato solo l’Italia per questa prima fase e che continuerà nel 2021 con la seconda fase.

Possiamo dire che l’idea del GENERE è importante ma non deve essere solo un dualismo fra maschio e femmina?
Assolutamente d’accordo!
Diciamo che il dualismo fra maschio e femmina lo definirei semplicemente diversità sessuale, mentre il genere credo sia più una questione sociale e culturale e varia tra le culture. Il genere mostra le differenze ed i rapporti costruiti tra i due sessi ed il modo in cui essi si esplicano a livello sociale.

Ascoltando i vari interventi si comprende la volontà di attivare sempre di più lo sport come veicolo di unione.
Lo sport È uno strumento di unione. Nella mia esperienza ho sempre notato quest’aspetto positivo del badminton, prima da giocatrice e poi da tecnico.
Adesso in questa mia nuova veste proverò ad unire anche la differenza numerica sostanziale tra i due sessi, anche se so benissimo che non sarà semplice.
E gli interventi del primo webinar sono stati preziosissimi nel riportare le loro esperienze e nel portare avanti le loro idee sulla forza delle donne, che nel nostro mondo sono ancora troppo in minoranza.

Esiste un parallelo fra agonismo e promozione legato sempre al genere?
Purtroppo si, nel badminton italiano forse si nota un po’ meno, ma in tanti altri sport viene fatta luce sempre e solo sul genere maschile, quei pochi sport che vengono identificati come professionistici riconoscono professionisti solo gli uomini, quando invece ad alti livelli i sacrifici sono gli stessi e credo sia questo uno dei tanti motivi che purtroppo spingono le donne ad allontanarsi dallo sport per potersi creare un futuro.
(Proprio ieri discutevo con mio marito della partita di calcio Napoli – Juve femminile, che non ha lo stesso seguito dell’omologo maschile.)

Il domani di questo progetto?
A breve finirà il periodo di compilazione dei sondaggi.
Al momento non sono soddisfatta, perché l’amore per uno sport si dimostra in tanti modi e mi suona veramente strano che non si riescano a trovare 5 minuti di tempo per amore e per migliorare il NOSTRO sport.
O meglio direi parzialmente soddisfatta, perché forse la compilazione dei sondaggi ci farà capire quante persone realmente sono interessate al badminton.
Alla fine dei sondaggi ci sarà un periodo di analisi dei dati e la consegna del progetto a BE il 30 dicembre.

E le aspettative?
Mi aspetto maggior partecipazione perché come ho detto durante il webinar il sondaggio è un modo per ascoltare il territorio.
Solo così, lavorando sui numeri reali verrà fuori un ottimo lavoro.
E se proprio (facendo i dovuti scongiuri) il progetto non dovesse andare a buon fine almeno avrò fatto un po’ di luce su questo argomento che certamente non è da sottovalutare.

 

 

 

 



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