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   Kral   

 

BWF World Tour Finals 2020 - Cadono le stelle



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

SONO CADUTE LE STELLE E NON È SAN LORENZO
Avevo già preparato nella mente l'articolo di oggi, bene tutto inutile. Mai dire Tai fa rima, mai dire Antonsen no però in questa giornata che ha ribaltato gli equilibri in campo ha il suo perchè. Lo scoprirete solo leggendo questo articolo.
La finale del doppio femminile vedeva un unica bandiera sventolare, quella coreana con le stesse protagoniste del Toyota Open. Come mai questa egemonia? Semplice, basta avere 4 coppie nelle prime 10 del ranking mondiale e che le altre, giapponesi e cinesi non ci siano per i noti motivi, solamente le indonesiane Polii e Rahay (ottave) avevano rotto le scatole alias vinto il primo torneo della bolla, lo Yonex Open ma poi erano state punite come lo sono state Kim-Kong che l'Open Toyota l'avevano vinto l'altra domenica. Autrici di queste vendette le onna-bugeisha (versione femminile dei samurai) Lee So e la Shin che nel primo set arrivano sul'undici pari per poi concedere 7 punti in tre minuti a favore delle "Ragazze del Gorilla" che ne approfittano per chiuderlo a loro favore.
Il secondo semrava confermare la supremazia di Kim-Kong ma quando si buttano via 6 match point la paghi e quindi finisce 26-24 e si và al terzo che termina al fotofinish a favore delle già citate shuttler guerriere. In poche parole: come vedersi nell'abisso e svegliarsi in cima al mondo come il,nome del torneo ci ricorda, World Tour.
Di Lee in Lee, un nome che significa succeso anche se nel doppio maschile a favore di un'altra nazione, Taiwan con Lee Yang e Wang. I loro avversari Ahsan-Setiawan non è che si facciano intimorire dal loro ruolino di marcia, calcano le court mondiali da inizio del millennio, non sono quindi novellini e forse sono questi 18 anni complessivi in più che incidono e permettono ai più giovani di fare lo scatto finale per raggiungere l'agognato triplete.
E si va alla premiazione che vede una vecchia conoscenza dei master italiani, non le coppie finaliste ( logicamente per motivi anagrafici, non certo per le qualità tecniche, vietato ridere su questa battuta) è il vice presidente della BE João Matos presente agli ultimi campionati europei senior (a livello europeo la definizione degli over 35 cambia, magari sarebbe l'ora di uniformarci o no?) del 2016 e 2018. Persona squisita che appare come le altre autorità sui megaschermi in mezzo ai finalisti.
Torniamo alla gara con l'altro triplete, sono i padroni di casa Puavaranukroh-Taerattanachai a far gioire i pochi presenti che dal buio che circondava il campo numero uno faceva sentire l'incitamento ai loro beniamini. Dopo una prima frazione condotta tranquillamente ma acquisito solamente con un colpa di coda finale la coppia thai si ritrovava a perdere il secondo con solo 8 punto all'attivo e qui esce fuori la stoffa dei campioni rendendo la pariglia agli avversari, i coreani Seo-Chae chiudendo come detto 21-8. Cosí oltre alla medaglia d'oro e all'assegno, questi spettano a loro, possono ripagare con un primo posto la loro federazione che tanto si è prodigata per realizzare questa bolla, possiamo dirlo alla fine, perfetta.
Ma allora cos'è questa storia di San Lorenzo? Adesso ci arriviamo scrivendo del singolare femminile, protagonista la Marin che dopo un primo set condotto come al solito ha un cedimento inaspettato nel secondo, "la Dama di Ghiaccio" la ghermisce e la ferisce sul suo punto debole, il rovescio con smash e drop.
Cosa succede negli intervalli è un mistero, sarebbe bello, ma impossibile, vedere una partita fermarsi solamente al quaranteduesimo punto o arrivati a 63 ma questo è fantabadminton. E cosí il terzo ritrova le due contendenti a scambiarsi la testa fino al 19 pari dove due errori di Carolina ridanno il sorriso felice alla Tai mentre è solamente grazie alla mascherina nera (prevedeva già il lutto?) che la spagnola sul podio riesce a nascondere la sua espressione stizzita.
E dopo Vega cade anche Sirio, traduzione dalle stelle Axelsen, dopo una cavalcata degna del dio vichingo a cui mi piace avvicinarlo, 14 nella bolla e 15 prima oserei dire una continuità eccezionale, trova il suo compagno di nazionale Antonsen in un momento particolare, questi pur essendo il numero 3 al mondo non riesce a dimostrarlo e solamente vincendo le sfide precedenti per il rotto dellla cuffia che arriva a queste Finals World Tour dove trova il connazionale al top della forma.
Sotto la guida di Betto, alla sua seconda finale su tre del singolare maschile, inizia il match che a sorpresa vede Antonsen arrivare per primo al ventunesimo punto e come detto prima dopo l'intervallo si presenta una situazione completamente diversa, sarà Axelsen ferito per "lesa Maestà" o vuoi per il consueto "black hole" nelle seconde frazioni di gioco dove Antonsen sparisce che termina 21-5. Ne terzo, come è giusto che sia, la lotta si fà dura finchè arrivano sul 17 pari dove la stella Axelsen collassa e si deve inchinare a un Antonsen che scuote ripetutamente la testa incredulo per questa vittoria.
Cosí i tris di vittorie sono solamente due, all'Europa per forza di cose un titolo arriva, eravamo abituati a fare sempre il bis e visto che parliamo del Vecchio Continente ricordo che il prossimo appuntamento con la rubrica sui tornei internazionali dI BADMINTON-News sarà l'European Mixed Team Championships a Vantaa in Finlandia. Noi saremo li per voi, vi aspettiamo numerosi.
 
 
 

 

 



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