D’altronde sulla piramide atzeca così come nei tornei poco la volta lo spazio si riduce e per salire sulla cima il gioco si fa duro, regola che provoca l’eliminazione della Gilmour, pronosticata finalista con il desiderio fortissimo di strappare alla Marin il sospirato titolo dopo 2 tentativi non andati a buon fine.
Mentre la spagnola cinicamente si avvicina a quel quinto titolo che la consacrerebbe migliore giocatrice di tutte le epoche. Sarà antipatica per il suo modo di fare e magari qualcheduno oggi avrà sperato , vedendo il primo set contro la Yigit, in un passo falso della spagnola ma questo non è successo e la turca è stata prontamente fatta rientrare nei ranghi con un secco 21 a 9 nel secondo, giusto per far capire chi comanda in Europa.
A Lamsfuss e a Ellis non riesce la doppia finale, sono i russi che tolgono loro questo obbiettivo.
Al primo perso, contro Alimov-Davletova il misto, si deve concentrare, assieme a Seidel, per la finale contro Ivanov-Sozonov che a loro volta hanno eliminato appunto Ellis-Langridge. Per i russi è l’occasione di doppiare il titolo che avevano fatto loro a Kazan nel 2014.
Ellis è obbligato a vincere per considerare appaganti questi campionati che i pronostici davano addirittura come vincitore di 2 ori.
Obbiettivo che potrebbe centrare la sua compagna Smith, la britannica sarà l’unica domenica impegnata su due fronti, comunque vada per lei sarebbe un successo avendo in precedenza vinto solamente 2 bronzi nel doppio femminile a Kolding (Germania) e Huelva (Spagna).
Lei e la Birch si troveranno fi fronte, neanche a dirlo, le sorelle Stoeva da cui hanno perso 2 volte nel 2018 ma forse in questi anni un sistema per battere le bulgare magari l’hanno trovato.
Strano sport il badminton dove il perdente esce dal campo sorridente e il vincitore rabbuiato per alcuni errori compiuti. Questo è stato il finale di Axelsen-Koljonen, incontro terminato con un doppio 21-14 che non rende giustizia al finlandese che aveva promesso al suo allenatore asiatico che avrebbe venduta cara la pelle. Ed è stato di parola infatti è dovuto intervenire lo staff medico perché al ventesimo tuffo per recuperare l’ennesimo velocissimo smash del “Martello di Odino” il suo ginocchio sinistro si è sbucciato a furia di strisciare sul tappeto verde.
Comunque grande soddisfazione per aver finalmente iscritto la Finlandia nel medagliere della manifestazione.
Molto bello il derby danese anche se non c’è stata storia per quanto riguardava il discorso della vittoria ma Antonsen ogni punto se lo doveva conquistare con molta fatica e non diminuire la concentrazione visto che è ancora fresca la ferita della sconfitta subita da Vittinghus all’ultimo Toyota Open di Bangkok.
In questa edizione non è avvenuta la classica monopolizzazione danese delle finali avendo oggi perso 4 dei 7 pezzi da novanta pronti a spartirsi i titoli che questa volta potrebbero andare a ben 5 nazioni differenti.
Quindi a domani su Badmintoneurope.tv o su Youtube, ore 11 del fuso di Lozzo Atesino.