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   Kral   

 

Candidato presidente - Stefano Zanini



a cura di
Roberto Fava

Elezioni Federali. Chi vincerà, cosa dovrà fare meglio rispetto a quanto fatto finora? Quali sono gli aspetti maggiormente su cui lavorare?
Sicuramente la principale problematica del badminton italiano è la scarsa diffusione sul territorio nazionale e i numeri continuamente in calo. Basti pensare che solo 12 anni fa le società tesserate erano 182 ed oggi siamo a 130 con la “scomparsa” di società storiche del badminton italiano e l’assenza totale in troppe regioni italiane. È chiaro quindi che chiunque si troverà alla guida della federazione dovrà affrontare il problema cambiando il tipo di approccio che, risultati alla mano, non è riuscito ad invertire la tendenza degli ultimi anni.
La capillare presenza sul territorio di un sistema badminton di “base” è condizione indispensabile per la crescita del movimento anche in termini tecnici. Avendo un maggiore bacino di praticanti da cui “pescare” salirà anche il livello agonistico di atleti e di tecnici.
Ritengo che una delle strade da percorrere sia l’apertura verso gli EPS (enti di promozione sportiva) associazioni già ampiamente diffuse e radicate sul territorio e statutariamente votate alla promozione dello sport di base. Vanno adottate politiche di sostegno tecnico e organizzativo che consentano agli EPS di “adottare” il badminton all’interno delle loro strutture organizzative. Questo nel medio periodo consentirebbe anche la crescita del numero delle società dato che man mano che il livello tecnico crescerà ci sarà una “trasmigrazione” delle società verso la federazione. In contemporanea bisognerà investire sulle risorse tecniche presenti sul territorio con una formazione mirata e sostenuta da inserimenti tecnici di livello internazionale. È necessario valorizzare i nostri tecnici giovani che, attualmente, non hanno sbocchi sul territorio.
La promozione scolastica da sola non è sufficiente se sul territorio non ci sono società che possano raccoglierne i frutti. Non va certo abbandonata ma semmai reindirizzata in modo più efficiente.
Personalmente ritengo che vadano utilizzate risorse tecniche professionalizzate per implementare un progetto di diffusione sul territorio che possa garantire a 360 gradi la copertura delle problematiche attuali. Penso per esempio a personale qualificato e pagato per seguire i progetti di sviluppo che non si limitino allo sviluppo tecnico e numerico ma anche all’aspetto organizzativo. Non dimentichiamo che la crescente burocratizzazione delle normative per la gestione delle ASD è uno dei problemi che limitano la nascita di nuove società e la sopravvivenza di quelle in difficoltà.
È vero che sino ad ora la volontarietà è stata alla base del movimento, ma è anche vero che se dobbiamo fare un salto di qualità dobbiamo qualificare le iniziative, e non dimentichiamo che molte di queste risorse sono già presenti in federazione e già retribuite, vanno riorganizzate in modo diverso e maggiormente produttivo. Sulla mia pagina www.passionebadminton. it il mio programma è esposto con maggiore chiarezza.

Qual è il motivo che l'ha spinta a candidarsi?
Da sempre sono abituato ad affrontare i problemi senza tergiversare ne delegare ad altri. Frequentando i campi e le palestre seguendo i tornei e i corsi di formazione ho raccolto il malessere che permeava l’ambiente e ho quindi deciso di provare a candidarmi perché sono convinto che anche ogni buona organizzazione ha bisogno periodicamente di aria nuova. Penso che si possa considerare in esaurimento un ciclo che ci ha portato ad ottenere risultati storici ma che ormai sembra a corto di nuove idee e nuove energie. Dell’attuale gestione salverei alcuni consiglieri con ottime qualità ed esperienza ma “costretti” a ruoli imbrigliati da idee antiquate e da un sistema in deterioramento.
Purtroppo il cambiamento genera sempre paura specialmente in chi ha già una struttura consolidata e teme di vedere vanificato il lavoro fatto sin qui. Ma è chiaro che quando si parla di cambiamento non si tratta certo di buttare il bambino insieme all’acqua sporca. La struttura organizzativa attuale è consolidata e anche produttiva in certi aspetti. Bisogna modificare il tipo di approccio al problema. Anche le società più solide non possono sopravvivere senza un sistema di base diffuso di cui devono essere guida ed esempio.

Il badminton nelle scuole: perché il progetto finora non è decollato?
Qui porto la mia esperienza diretta vissuta sia come tecnico nelle scuole che come marito di un insegnante di educazione fisica. L’approccio federale a “pioggia” non funziona, ogni federazione ha i suoi progetti scolastici e punta al mondo della scuola e gli insegnanti si trovano bombardati ogni anno da decine di iniziative. L’obiettivo dell’insegnante è quello di dare spazio al maggior numero di attività possibili e non quello di concentrarsi su un’attività in particolare (quello eventualmente è un secondo passo se l’insegnante si appassiona allo sport personalmente e intende utilizzare le strutture scolastiche per una sua personale attività sociale). Oltretutto le richieste delle varie federazioni comportano spesso un aumento della burocrazia (costituzione di gruppi sportivi scolastici, partecipazione ai giochi sportivi scolastici ecc. ecc.) che sovraccarica ancor di più la vita professionale di un insegnante di EF che deve gestire sempre più classi rispetto ai colleghi con tutto l’onere didattico e amministrativo che già comporta. Bisogna quindi semplificare la “fornitura” del prodotto badminton rendendolo più agile burocraticamente e meglio gestibile dall’insegnante in termini di impegno extra palestra. Bisogna inoltre rendere più efficiente il sistema promozionale nelle scuole indirizzandolo in territori dove possa fruttare in termini di diffusione, per esempio mirando alle scuole del potenziale bacino di utenza della società presente sul territorio, e qui la federazione dovrebbe sostenere le ASD del territorio a fare diffusione diretta.
Sul resto del territorio nazionale va utilizzata un altro tipo di promozione che deve essere studiata in funzione della reale possibilità di “praticare” poi il badminton al di fuori della scuola (e qui ritornerei al discorso sugli EPS)

Da passionebadminton.it a Badminton.News: qual è la sua opinione sul progetto editoriale di Roberto Fava che coinvolge esperti del settore da ogni angolo  d'Italia?
La diffusione delle notizie deve essere garantita dalla pluralità delle fonti. Nel nostro ambiente mancava un’iniziativa editoriale articolata, fino ad oggi le poche testate presenti erano limitate a sporadici e saltuari magazine noiosi e poco interessanti. Vedo che l’iniziativa di Roberto Fava sta avendo sempre maggior successo e che gli articoli sono sempre vari e ben fatti. Conoscendo personalmente Roberto ed avendo collaborato con lui per molte iniziative non avevo dubbi sulla validità dell’iniziativa. Purtroppo nel nostro ambiente troppe persone valide vengono “costrette” ad emigrare dagli ambienti istituzionali a canali paralleli. O magari ad emigrare per portare le loro esperienze al servizio di altre federazioni ed organizzazioni.
Per leggere il programma nel dettaglio www.passionebadminton.it

 
 
 

 

 



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