Intervista a Paolo Caracausi, Presidente ASD Piume d'Argento
Le elezioni del 6/02 avevano trovato uno stallo fra i due contendenti principali, Cali’ e Caracausi. Nelle ultime i due candidati non si sono presentati? Quali le ragioni della tua mancata presenza?
È stato posto un veto sulla mia persona al punto da arrivare a mettere a rischio tutto il quadriennio olimpico per il CR Sicilia. La motivazione portatami è stata che era inopportuna la mia candidatura atteso che Bartolo Cali non si presentava, dimenticando che era il presidente uscente e quindi lo sconfitto e non io.
Appare evidente che ci siano state delle soluzioni politiche adottate per uscire da questa situazione ed altrettante ipotesi di compromesso. Cosa ci puoi dire al riguardo.
Nessun compromesso ma soltanto un comportamento alquanto scorretto da parte di commissari e organi federali del territorio. Abbiamo deciso con il gruppo che mi ha sostenuto nella mia candidatura a Presidente Regionale di prenderci in mano la federazione regionale con Mario Cati Presidente e ben tre consiglieri di nostra espressione in consiglio.
I programmi dei candidati non sono stati resi noti a livello nazionale. A livello regionale possiamo pensare che sia stato promosso tale programma fra le ASA siciliane? Ci puoi riassumere i punti salienti.
Il Presidente Mario Cati ha presentato il suo programma per i prossimi 4 anni riprendendo il mio programma che era il frutto di un lavoro condiviso per il bene e la crescita del badminton in Sicilia.
Dalle informazioni in nostro possesso la partecipazione e’ stata di fatto molto bassa rispetto alle prime elezioni: 290 voti espressi contro i 470. Hai un’opinione in merito?
Veramente vergognoso, anche questo dimostra incapacità e mala gestione della federazione a livello regionale e non solo. Buona parte delle Asa che avevano appoggiato il progetto Calì ter a febbraio hanno disertato il congresso che ha visto la partecipazione di appena 11 Asa su 31 e tra queste le 7 che mi avevano sostenuto con 230 voti espressi e che ha visto primi degli eletti i consiglieri di nostra espressione “Cocimano, Chinnici e Fiorito” ed ultimo con appena 170 voti il commissario regionale Minniti a dimostrazione di una gestione fallimentare.
Credo che anche stavolta sia da registrare il fallimento della politica sportiva nazionale del mondo del Badminton che ha gestito in questi anni la federazione regionale e che ha portato allo scontro due gruppi, quelli che facevano capo a me e che oggi fanno capo al presidente Mario Cati che volevamo provare a cambiare le sorti di questo sport in Sicilia e quelli legati al tradizionale modus operandi. Se da un lato sono rammaricato per la mia assenza in consiglio sono contento e fiducioso che le persone che fanno parte di questo nuovo consiglio regionale a partire dal Presidente Mario Cati non faranno rimpiangere la vecchia compagine. Mi auguro che uno dei primi atti sia dare dinamismo alla segreteria regionale che è figura fondamentale nella gestione del Badminton nella regione. Auguro buon lavoro al nuovo consiglio regionale siciliano certo di un vero cambiamento.