È UNA LOTTA TRA ANIMALI
Non siamo andati in uno zoo, siamo rimasti all'Energia Areena dove il gallo bianco-rosso-blu si è spolpato l'aquila bicipite russa che puntava alla finale per conquistare quell'oro, Danimarca condiscendente, assente nella sua bacheca.
Ai transalpini mancava tutta la metallurgia quindi il bronzo sarebbe già stato un successo ma visto che c'erano....
Quarantotto ore e il mondo è cambiato, beh adesso sono eccessivo, sono variati tre risultati con gli stessi protagonisti. Tempo fa scrivevo dei cambiamenti che avvenivano tra un intervallo e l'altro, dopo i quali si invertono i ruoli e i risultati in maniera clamorosa. In questo causo la pausa è stata di qualche centinaio di minuti e hanno determinato il cambio dei rapporti di forza.
Infatti la Kosetskaya ribalta il risultato dell'ultimo incontro migliorando la precisione dei colpi e non lasciando alla QI il comando del gioco. È bello vedere l'entusiasmo finale della "ragazza dagli occhi tristi" dopo la conquista di questo importantissimo punto. Niente, la sua espressione rimane stereotipata ma per farla sorridere cosa ci vorrà?
Una medaglia d'oro alle olimpiadi, forse.
Finalmente un Popov ha vinto un singolo, nelle ultime fasi del terzo set vedevi lo sconcerto di Malkov che non capiva il profilarsi di una sconfitta: "ma questo non l'ho battutto due giorni fà?".
Una sconfitta inaspettata sancita da un urlo belluino che il francese lanciava dopo il ventunesimo punto.
Nel terzo incontro il coach russo tenta un'azzardo facendo scendere in campo assieme alla Davletova di nuovo la Kosetskaya, che nel singolare non si discute (è stata la prima russa ad entrare nella Final Eight del World Tour) ma il doppio a quei livelli è un'altro sport. Infatti anche la Francia schiera una coppia inedita ma di due atlete che hanno già una ottima esperienza nella specialità.
Risultato finale a favore di Palermo e Tran e questo errore a mio avviso deciderà le sorti della sfida franco-russa.
Perchè il doppio maschile è blindato, Ivanov e Sozonov hanno pochi rivali sul Vecchio Continente e Labar e Maio si devono arrendere a questa evidenza.
Quindi questa volta il misto diventa decisivo e questo da sicuramente a Gicquel-Delrue quella carica psicologica che gli permette di superare la perdita del primo set e dopo quattro sconfitte nei precedenti testa a testa battere Alimov-Davletova portando il proprio team all'agognata finale.
L'aquila teutonica tenta l'assalto ai tre leoni che sono sullo stemma danese per tentare di raddoppiare quell'oro conquistato anni fa e incominciano con una Haka in stile maori per esorcizzare la potenza della corazzata finnica.
Dopodiché schierano subito il loro jolly Mark Lamsfuss, assieme alla Herttrich, che si aggiudica il misto nonostante gli avversari schierassero Christiansen- Bøje, la loro formazione migliore, oggi il tecnico danese non si può permettere voli pindarici.
Di seguito Axelsen fà l'ennesimo incontro fotocopia contro Weisskirchen, no non è passato a lavorare in un ufficio, è che supera per l'ennesima volta la vittima sacrificale in estrema scioltezza.
Spero che dopo non se ne sia andato come sua abitudine, oggi i suoi compagni oltre al punto hanno bisogno del suo sprone dagli spalti di un palazzetto deserto causa covid per superare il cavallo di frisia tedesco.
Yvonne Li si impegna allo spasimo per strappare il punto che potrebbe essere decisivo ma la Blichfeldt fa ricorso a tutte le sue qualità tecniche, tattiche e psicologiche per evitarlo e dopo un'ora di gioco duro ci riesce dando il secondo punto alla sua nazionale.
Scende di nuovo in campo Lamsfuss e per i rosso crociati è nebbia fitta del Baltico, assieme al fido Seidel umilia Astrup-Rasmussen lasciandogli 5 miseri punti nel secondo set, presumo record negativo per la coppia n*15 al mondo, dopo il primo molto combattuto.
Ora diventa decisivo il doppio femminile che inizia con un pò di ritardo perchè l'allenatore, visti i risultati voleva far scendere in campo con il gonnellino Mark "Jolly" Lamsfuss. Discussione al tavolo della giuria e la Germania è costretta a schierare assieme alla Herttrich la Ostermeyer, logicamente è una narrazione fiabesca ma visto l'importanza della posta in palio per i tedeschi questa mossa avrebbe dato la sicurezza del passaggio che invece hanno ottenuto Fruergaard-Magellund dopo una maratona di più di 80 minuti di gioco. Il pensiero di una Sirenetta piangente sulla sua roccia per l'esclusione dalla finale avranno sicuramente spinto le danesi a superare i momenti critici e imporsi nel terzo set seppure di misura.
Quindi domani una finale inedita, non parlo dei danesi che vi hanno partecipato ben 24 volte ma dei transalpini che sperano di compiere una "mission impossible" mal che vada saranno argento.
Ma mai perdere la speranza, quindi grande spettacolo assicurato.
Ora d'inizio a Vantaa: 15
Ora di inzio a Chiari: 14