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   Kral   

 

Europei Kiev - Uno fra tanti ce la fa - Koljonen



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Si, il finlandese è l’unico non testa di serie che domenica una medaglia al collo se la metterà di sicuro. E se ieri l’ipotesi che continuasse nella striscia positiva veniva considerata con sufficienza cosa dire ora che ha battuto Gemke? Ma non è stata una novità, nei tempi antichi (2012) Koljonen sconfisse nella semifinale della Danish Junior Cup il danese. Avversario di domani? The Number One, Axelsen, ci sarà da divertirsi.
Non bastava alla belga Tan urlare per tutta l’ora di gioco, la Gilmour non è un tipo impressionabile, infatti recuperava il set di svantaggio imponendosi nel finale poi grazie alla sua superiorità tecnico-tattica.
Quindi le possibilità della terza finale Gilmour-Marin diventano sempre più serie avendo poi le due campionesse sempre battuto le future avversarie Yigit e Christophersen. Inoltre la mancina spagnola ha potuto godere di un turno di riposo per il ritiro della danese Kjaersfeldt.
Duplice bis per i britannici Ellis e Smith che oltre gli irlandesi Magee superano i rispettivi doppi di genere anche se per arrivare a questo traguardo il britannico, assieme a Langridge, hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie contro Jansen-Kaesbauer in un match con scambi dove i volani parevano non dovessero mai toccare terra e quando sembrava che i tedeschi avessero già vinto hanno saputo mantenere i nervi e le racchette ben salde concludendo quindi vittoriosi 26-24 al terzo dopo un’ora e venticinque di gioco, nuovo record dei giochi.
Sembrava una gabbia di matti la court in cui si esibivano Alimov-Davletova e Cicquel-Delrue, grida e auto incitamenti sia da chi faceva punto sia da chi lo subiva.
Alla fine di questo festival degli urlatori in stile anni 50 prevalevano i russi e così a distanza di 209 anni, corsi e ricorsi storici, sono sempre i soliti a provocare la debacle dei transalpini che vedono sfumare tutte le possibilità di podio. Napoleone conquistò Mosca per poi abbandonarla per l’incalzare del Generale Inverno cosi i francesi arrivano ai quarti per rimanervi, soprattutto a dire la verità per merito dei danesi che uno alla volta buttano fuori: Rouxel, Leverdez, i Popov e Labar-Tran.
L’ultima coppia menzionata avrebbe potuto salvare la “grandeur” ma il badminton è pazzo e vi spiego perché: all’inizio del secondo set la Boje, già umiliata dall’eliminazione da parte delle olandesi Piek e Seinen e sotto di un set contro la coppia francese che non trovava opposizione al loro predominio, sul 5 a 9 stava già pensando al cambio delle tende della sua villetta alla periferia di Copenaghen quando… quando cosa? Improvvisamente i volani che prima uscivano fuori dal campo ora rimanevano dentro, i transalpini incominciavano a sbagliare, gli smash che prima si infrangevano a rete ora la superavano per spanciarsi nel campo avversario iniziando così una cavalcata imperiosa che riportava alla fine della terza frazione di gioco il sorriso alla bionda danese e al suo compagno Mathias Christiansen, cancellando dal tabellone il tricolore blu-bianco e rosso. “Mai dire mai” non scordatevelo.
Quindi oggi semifinali alle 13,30 ora di Castel di Judica ricordatevi, sarà un pomeriggio di fantastico badminton.
 
 
 

 

 



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