Prima vittoria nei senior in un torneo internazionale. Sensazioni e concretezze.
È stata una bellissima e grandissima emozione vincere un torneo internazionale, specialmente perché siamo all’inizio della qualificazione Olimpica. Il torneo avevo un ottimo livello e tutte le partite che ho disputato presentavano diverse insidie, che con la calma sono riuscito a gestire e trovare la chiave per arrivare alla vittoria. Vincerle tutte mi ha dato maggior sicurezza/fiducia e consapevolezza di come sto lavorando, di quello che sto facendo bene e anche di quello che ancora posso migliorare per arrivare a livelli sempre più alti.
Cosa è cambiato in questi due ultimi anni?
Negli ultimi due anni sono cresciuto tanto in tutti gli aspetti (tecnico, fisico, tattico), ma principalmente in quello mentale. Grazie all’esperienza del coach Zhou ho capito che ogni partita che poteva risultare difficile o “impossibile” da vincere è soltanto un limite che il giocatore stesso si pone, senza credere troppo in sé stessi e nelle proprie capacità, mettendo gli altri sempre ad un passo sopra di noi. Ma ad oggi posso dire di aver sconfitto questa barriera, grazie al lavoro costante in campo e fuori dal campo con lo staff. Oggi ho molta sicurezza di poter giocare contro qualsiasi giocatore, di “mettere” in campo tutte le mie abilità e portare il lavoro fatto in allenamento.
Quali le possibilità di una qualificazione alle Olimpiadi?
Le possibilità di qualificazione alle Olimpiadi di Parigi 2024 sono buone e ci sono ottimi propositi. Il percorso è lungo e duro, la posta in palio è molto alta e quindi l’eccitazione di raggiungere l’obiettivo è massima. Sicuramente la voglia e l’impegno di fare bene non mancherà mai.
Quando sei arrivato a Milano eri convinto che saresti andato lontano. Hai raggiunto gli obiettivi che ti eri preposto? Nei tempi che credevi tu o no?
Sono sempre stato un ragazzo molto ambizioso e non ho mai smesso di sognare. Gli obiettivi in uno sport sono tanti e di diverso tipo, ognuno con la sua importanza. Non ho mai messo un limite di tempo agli obiettivi perché credo che ogni cosa abbia il suo tempo per essere raggiunta e quindi l’unico obiettivo costante che mi fisso è quello di lavorare duro, con umiltà e attitudine verso tutti i sogni che ho.
Quando la decisione di dedicarsi solo al singolare? Tua o della direzione tecnica?
Ho sempre giocato singolo come disciplina principale da quando ho cominciato questo sport e non è mai cambiato con il corso del tempo. Sicuramente la direzione tecnica (tutte quelle che ci sono state da quando sono a Milano) ha osservato nel tempo le mie capacità tecniche, tattiche, fisiche e mentali per poter continuare su questa strada e hanno creduto che fosse quella giusta.
Differenze importanti fra gli anni di Ruiz e gli attuali con Pugliese
Per quanto mi riguarda ho sempre ricevuto grande sostegno, fiducia e affetto sia da Arturo che Lorenzo, per questo posso solo ringraziare loro e continuare con il mio lavoro come ho sempre fatto. Lo staff è cambiato in parte, ma la professionalità è sempre rimasta. Credo che da ogni persona che c’è stata o ci sarà si può sempre imparare qualcosa e prendere ciò che c’è di buono per arricchire il proprio bagaglio.
Quanto risulta importante per la tua preparazione e per le partite il tuo affettuoso rapporto con Martina Corsini?
Il rapporto con Martina è fondamentale per me, è una parte di me e quindi va sicuramente ad incidere nella mia vita quotidiana. Ma bisogna essere anche bravi e professionali nel separare la vita quotidiana dalla professionalità dello sport e devo dire che noi col tempo ci siamo riusciti.
