Ci vogliono diversi fattori perché succedano determinati episodi e in questo caso il sorteggio degli Latvi Open che si sono svolti a Riga, capitale dello Stato ed anche dell’Art Nouveau, stile architettonico e non solo a cavallo del 19esimo e 20esimosecolo, è stato molto positivo. Questo preambolo per scrivere della finale tutta tricolore del Doppio Maschile, che nonostante l’ottima forma degli azzurri poteva essere inficiata da un tabellone con posizioni meno fortunate. Autori di questa sfida “fratricida” per il primo gradino del podio Massetti-Salutt che superano coppie finlandesi,polacche, norvegesi per approdare alla semifinale che li vedrà contrapposti agli emiratini Jeslin-Malman, che venderanno cara la pelle costringendo i nostri a un combattutissimo terzo set terminato 21 a 19 a favore degli azzurri. Quasi identiche le nazionalità incontrate dall’altro doppio Zhou-Gozzini, usciti ambedue velocemente dal torneo di Singolo, al posto dei norvegesi si trovano di fronte dei canadesi, per poi approdare al penultimo incontro e trovarsi di fronte i fratelli Van Delsen, Yaro e Iljo. Stesso copione dei loro colleghi di Via Cimabue, inizio in salita per poi chiudere a proprio favore il terzo e decisivo set. Nella finale vince la maggiore esperienza di Massetti-Salutt che si aggiudicano l’oro, nel caso dell’altoatesino è il secondo dopo quello conquistato agli Open di Israele nel 2022 con Greco, per il clarense il primo assoluto, come Zhou-Gozzini che mettono al collo la prima medaglia internazionale nei Senior. Torniamo indietro oltre la vetusta “Cortina di Ferro” e precisamente in quel di Valence, nel dipartimento della Drome, relativamente molto vicina ai nostri confini.
I due nel tabellone principale Caponio e Toti, si trovano rispettivamente la testa di serie N°1, l’inglese Huang e il N°1 filippino Villaflor, che risulteranno entrambi vincitori. Mentre Enrico Baroni cadrà al secondo incontro delle qualificazioni a differenza di Simone Piccinin che cadrà al terzo ad opera… di Luca Zhou, che grazie a quella vittoria entrerà nel “main draw” per uscirne subito sconfitto dal taiwanese Chen. Nel settore rosa degli azzurri, ossimoro volutamente inserito,la Stiglich imita i colleghi maschi perdendo dall’idolo locale Pancasari mentre Emma Piccinin non riesce a districarsi dalla palude delle qualificazioni superata al secondo turno dalla danese Sillassen. Poco meglio nel Doppio dove, assieme a Martina Corsini, battono la coppia di casa Dubois-Fillonneau per poi cedere alle “senza bandiera” alias russe, Boiarn-Kharlampovich. Sempre in solitaria il nostro Fabio cerca la scalata al ranking mondiale partendo dalle qualificazioni del Macao Open, con un montepremi di 370.000 . Avversario Lim, con 10 posizioni in meno nel ranking mondiale del pugliese. Vince il malese 21-12 21-18 e a Caponio non gli resta che rifugiarsi, per consolarsi, in uno dei 33 casinò della città cinese. Logicamente questa è una battuta, il ritmo di vita di queste case da gioco non si confà certamente con quella di un atleta professionista. E ora tutta la nostra attenzione si sposterà dal 25 c.m. sul PalaResia per gli Italian Open con più di 20 azzurri iscritti.