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   Kral   

 

Il gioco/sport del badminton



a cura di
Danilo Manstretta

Capacità senso percettive e il gioco-sport del badminton

Gli uomini non sono saggi in proporzione tanto alla loro esperienza quanto alla loro capacità di fare esperienza, "George Bernard Shaw"

Premessa
Le capacità senso-percettive, in ambito motorio sono riconosciute come quelle che permettono all'individuo di discriminare i segnali provenienti dall'interno e dall'esterno, per la formazione del movimento. Essi si realizzano attraverso la vista, l'udito, il tatto, e riguardano anche le sensazioni che provengono dal nostro corpo (somatognosiche).
Il movimento, di fatto, si forma, nel seguente modo; stimoli esterni o interni giungono al sistema nervoso attraverso le vie afferenti il cervello elabora questi stimoli. Affinché la risposta motoria sia adeguata occorre avere una motivazione, indi la risposta che coinvolge l'apparato osteo-arto-muscolare genera il movimento. Questo però non è sufficiente, infatti la risposta, durante il movimento stesso, è condizionata dal feedback che la modifica di volta in volta, rielaborano gli stimoli ed offrendo risposte sempre più adeguate.

L'allievo stabilisce inoltre un rapporto con l'ambiente che lo circonda attraverso gli apparati sensoriali: le informazioni nervose giungono al sistema nervoso centrale dalla periferia e vengono poi trasformate in percezioni. Affinché ciò avvenga sono necessarie alcune condizioni.
Tra queste l'integrità degli organi di senso, sono necessari per una buona elaborazione degli stimoli, e la non maturazione degli organi deputati all'elaborazione delle capacità sensoriali precludono o quantomeno rallentano la riuscita del movimento. L'organizzazione mentale delle sensazioni (apprendimento) e la strutturazione delle percezioni, contribuiscono alla buona riuscita delle formazioni del movimento, nei suoi apparati. Conf. Articolo sul n 8 Badminon News mese di settembre (n.d.r.).

Una delle principali funzioni che il tecnico deve assolvere, nella sua funzione di insegnante, educatore, istruttore è quella di riconoscere se il proprio allievo è in grado (maturazione) di poter rispondere adeguatamente alle sollecitazioni proposte con gli esercizi (contenuti e mezzi) di volta in volta utilizzati.
Le capacità senso-percettive quindi sono riconducibili alla funzione degli organi di senso e alle capacità di differenziarne gli stimoli.
Discriminazione visiva, discriminazione uditiva, discriminazione tattile, e cinestesiche.

Discriminazioni relative al proprio corpo (cinestesiche,) ovvero afferenti alle sensazioni corporee, impressioni fisiche, sensazioni interne, che afferiscono alla cenestesi (dal greco koiné = comune e aisthesis = sensazione, percezione) riferito anche all'immagine spaziale che ogni uomo ha del proprio corpo (somatognosiche).
L'analizzatore cinestesico è costituito dai propriocettori, presenti nell'apparato locomotore, che sono in grado di segnalare immediatamente ai centri superiori le modificazioni, che avvengono sia a livello muscolare che articolare legamento, durante il movimento.
Le mie ultime esperienze, di ricerca e di sperimentazione hanno portato a riflettere su come tanti istruttori interpretano le guide tecniche e le varie proposte metodologiche. Spesso l'insegnamento, classico e tradizionale, porta all'uso delle indicazioni, proposte con l'utilizzo della voce e, a volte nei casi più classici con l'utilizzo del fischietto, stimolando molto l'analizzatore acustico.

L'analizzatore visivo, assume altrettanta importanza nel processo di apprendimento, in quanto rende possibile l'utilizzo di un modello esterno o di una dimostrazione e permette di ricevere informazioni, non soltanto dai propri movimenti, ma anche da quelli altrui.

È il primo analizzatore che interviene durante l'apprendimento di un nuovo movimento, seguito poi dall'analizzatore acustico, e più tardi dall'analizzatore cinestesico, le cui informazioni non raggiungono nelle prime fasi di apprendimento, un livello cosciente e quindi utile alla coordinazione motoria del gesto.
La necessità di proporre esercitazioni, con un metodo che stimola gli analizzatori visivi, al pari, se non maggiormente quelli uditivi e cinestesici, diventa oggi una buona prassi da non sottostimare.
Nel gioco del badminton l'analizzatore visivo, ci fornisce informazioni indirette relative alla posizione iniziale e finale di un movimento al decorso del stesso. La coordinazione risulta più difficile, se il movimento non può essere eseguito sotto il diretto controllo ottico, come nel caso del movimento degli arti inferiori negli spostamenti e passi nel campo, con i riferimenti (rete, righe del campo, posizione del compagno nel doppio).

Tale analizzatore ci fornisce, inoltre, informazioni indirette, che si riferiscono alla posizione del corpo nello spazio e a ciò che lo circonda, come i l movimento degli avversari al di là della rete o al proprio compagno di doppio.

Un ruolo importante viene svolto, inoltre dalla visione periferica, che permette di assumere informazioni di ciò che avviene ai margini del nostro campo visivo; anche se questo genere di segnali ci arrivano sfocati ed imprecisi è stato dimostrato che vengono tutti elaborati a livello corticale.
Ecco alcune buone prassi di metodo da proporre agli allievi sia nelle fasi di riscaldamento (ricerca del tono muscolare funzionale al carico di lavoro) per sviluppare al meglio l'analizzatore ottico, ma anche nelle fasi di gioco con i compagni. Il focus deve essere quello dei comandi visivi che sollecitano questi analizzatori necessari poi durante gli incontri, per valutare traiettorie, partenze di movimento.

  • Correre liberamente per la palestra mantenendo una distanza di almeno tre o cinque passi dal compagno o dai compagni.
  • Il segnale di stop o cambio ritmo di corsa viene dato dall'insegnante che tiene la racchetta in mano come se fosse una paletta da vigile (racchetta alta stop, racchetta bassa via, ecc.)
  • Numerare gli allievi dal numero uno a quanti sono gli allievi, indi quando l'insegnante chiama un numero, l'allievo corrispondente fa da attivatore del gruppo e deve partire dopo aver contato mentalmente per cinque secondi.
  • Allo stesso modo l'insegnante propone esempio due numeri il primo chiamato sarà l'attivatore il secondo numero chiamato sarà colui che, quando vuole ferma il gruppo, e così via.

CONCLUSIONI
Il principio base sul quale si fonda questa proposta di lavoro è di programmare gli interventi successivi in relazione alle risposte motorie dei bambini e alle loro sensazioni elaborate durante gli esercizi. Attivando il meccanismo dei feedback, si amplificano le informazioni propriocettive e si stabiliscono dei rapporti più stretti e diretti tra il bambino e il suo corpo (da fermo e in movimento).
L'entrata in contatto con il proprio corpo attraverso domande poste dall'Istruttore "Cosa hai avvertito nell'eseguire questo movimento?" oppure "È semplice?" o "Cosa è successo?" presuppone un lavoro di tipo psicologico sulla fiducia e sulla stima tra il bambino e l'Istruttore.

 

 

 



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Tribunale di Milano n. 48/2020 del 03 giugno 2020 R.G. 4631/2020

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