i tornano in mente momenti bui nei quali dare notizie sulle sconfitte era condannato come catastrofismo, oppure pochi decenni fa quando il partito più importante dell’epoca prese una scoppola non da poco nelle elezioni nazionali ma sul suo giornale apparve: “Grande vittoria in Basilicata”, non si dolgano i lettori di questa regione ma a livello numerico non raggiungono neanche l’un per cento dell’elettorato.
“È etico non dare notizie delle sconfitte”, chiese Amleto al teschio di Yorick? A voi lettori l’ardua sentenza. Fatto sta che la del torneo svoltosi ai primi di febbraio a Baku nell’Azerbaijan, sulle sponde del Mar Caspio, le notizie o meglio i risultati arrivano da Tournament Software e vedono, a parte Fabio Caponio che perde contro il polacco Kwinta posizionato nel ranking mondiale oltre il centesimo posto che poi vincerà il torneo, gli italiani venire sconfitti da atleti indiani.
Toti da Manjunath nonostante un secondo set combattuto terminato 20 a 22, la Stiglich dalla Kalagotla mentre la Piccinin supera le azere Niftalizada e Guliyeva per poi cedere al terzo set alla Kanderi. Nel Doppio, assieme a Martina Corsini, Emma supera le padrone di casa Kumanyayela-Guliyeva (sempre lei) per poi venire sconfitte dalle teste di serie N°1 Selvamm-Singhi, che così terminano il poker di vittorie in questo scontro italo-indiano.
Adesso veniamo al torneo ugandese , classico del calendario azzurro, che non va molto meglio rispetto all’anno scorso per i due azzurri che escono dal tabellone, Toti ad opera dello svizzero Scheiwiller mentre Caponio che cede al terzo all’indiano Sharma.
Sicuramente meglio il settore rosa della nazionale che vede arrivare fino ai quarti Gianna Stiglich che, finalmente una rappresentate del subcontinente indiano riesce a battere, nella fattispecie la Harisetti, per continuare contro l’egiziana Youssuri, che in precedenza aveva sconfitto la Piccinin, per poi essere fermata ai piedi del podio dalla, lascio a voi indovinare la nazionalità, Kalagotla.
Podio che invece arriverà grazie al doppio femminile, infatti Corsini e Piccinin inanelleranno tre vittorie di fila: Kuleshova-Namenova (Kazakistan), Ackerman-Scholtz (Sudafrica), Panda-Panda (India) che verranno quest’ultime prontamente vendicate in semifinale dalle compagne di nazionale Selvam-Singhi. Quindi un ritorno da Kampala con una medaglia di bronzo che salva la spedizione in terra africana, prossimo appuntamento nell’Europa Nera, per via delle ex miniere di carbone non di certo per il colore della pelle degli abitanti.