E veniamo al secondo torneo dimenticato nella nebbia romana, un challenge di tutto rispetto che vedeva scendere in campo molti top player, tra i quali gli atleti della corazzata del Dragone cinese, mentre altri hanno preferito riposarsi in vista degli All England. Riposarsi…le solite sei/otto ore di allenamento giornaliero.
Si tratta del German Open, un Super 300 che annoverava al via tre azzurri che partivano dalle qualificazioni visto, come detto in precedenza, che la partecipazione era di un certo livello.
Toti supera lo slovacco Dratva che si ritira quando era sotto di un set e con il punteggio nel secondo di 5 a 13, per poi cedere il passo al giapponese Koga che si vedrà fermare ai quarti da un certo Toma Junior Popov che arriverà in finale, sconfitto indovinate un po’…dal fratello Christo.
Ripaga con la stessa moneta Fabio Caponio lo svizzero Scheiwiller che in Uganda aveva superato Gio Toti per poi perdere contro il danese Houe che realizza un doppio 21-15.
Stessa sorte per l’Altra Parte del Cielo, Jasmine Hamza subisce la superiorità della ceka Svanikova, numero 79 del ranking mondiale e saluta cosi il Westenergie Sporthalle di Mulheim an der Ruhr, una città che merita un’attenzione particolare. Perché scrivo questo? Perché Wikipedia elenca nella descrizione di Mulheim la presenza di 127 campi da tennis, 48 campi sportivi (immagino da calcio, rugby ecc ecc), 10 palazzetti, 39 palestre, (mancano nell’elenco stranamente le piscine), per una popolazione che conta 173.000 anime.
Sembra un Eldorado per sportivi, infatti se vi ha sede la base federale tedesca di badminton per il Singolare e il Doppio Femminile un motivo ci sarà.
Sarebbe bello sapere se in Italia esiste una città con un rapporto cosi alto tra numero di abitanti e impianti sportivi. Voi lettori potreste in questo caso intervenire a riguardo, ricordo che Badminton News è aperta a tutti voi e non è “terreno di caccia” solamente per i redattori.