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Il volano in Sicilia - Elezioni Comitati Regionali



a cura di
Giuseppe Luca Caracausi

Terminate le votazioni in Sicilia come avete potuto leggere sul sito Federale abbiamo dato spazio a interpretazioni e considerazioni sull'accaduto.
Le elezioni dovrebbero prevedere dei candidati e degli elettori, ma non sempre è cosí

Il volano in Sicilia
Excursus politico sportivo sul badminton tra passato e presente

La Trinacria, l’isola dalle tre punte, è sempre stata, nel bene e nel male, un punto di riferimento per il badminton nazionale; nel corso degli ultimi 30 anni ha vissuto il succedersi di scissionisti, unionisti e garantisti favorendo una diversità che fa del badminton siciliano un esempio più unico che raro nel panorama nazionale.

Ma andiamo per ordine: cosa è successo in Sicilia negli ultimi 9 mesi?

Per capire tutto ciò che è successo bisogna partire dagli ultimi 2 quadrienni olimpici e cioè l’ultima presidenza Miglietta e la prima presidenza Beninati: entrambi i consigli avevano in comune una cosa fondamentale e cioè una doppia rappresentanza isolana, Traina e Beninati prima e Beninati e Li Brizzi dopo. La presenza del doppio rappresentante isolano è sempre stata fondamentale, non per una questione prettamente numerica (la Sicilia ha sempre espresso tra il 25% e il 35% dei voti plurimi nazionali) ma perché la Sicilia è sempre stata terra di scontro tra entità diverse da Greci vs Romani di migliaia di anni fa al semplice Palermo vs Catania dei giorni d’oggi e ciò si trasmette anche nel badminton: ASA dedite all’Agonismo vs ASA dedite esclusivamente all’attività scolastica.

Tra luglio e agosto 2020 diverse realtà siciliane hanno espresso il desiderio di voler rappresentare le ASA siciliane in Consiglio Federale non soltanto per brama di potere (un pizzico c’è sempre) ma perché hanno sentito un forte distacco tra il vertice gerarchico federale e il territorio siciliano visto che l’unico rappresentante rimasto era il Presidente federale; questo distacco (anche fisico causa Covid) è stato espresso in diverse occasioni e tra i tanti punti di lontananza figurano l’assenza di un Centro Tecnico Territoriale in Sicilia, il sentirsi poco tutelati nelle decisioni prese dal CF, figure fiduciarie sul territorio poco stimolate al lavoro e tanto altro…

L’unica risposta che le ASA siciliane in controcorrente sono riuscite ad avere è stata: "il rappresentante della Sicilia c’è ed è il Presidente federale" - questa cosa mi fa un po’ sorridere perché (vi racconto un breve aneddoto) circa 8 anni fa, corso Vola con Noi Arancione (se non erro) a Milazzo, il Presidente attuale, alle mie continue domande sul perché non si gestisse meglio il badminton siciliano mi rispose che un dirigente nazionale non rappresenta un territorio ma la nazione tutta e non deve essere punto di riferimento di uno o altro territorio… lì per lì apprezzai la risposta, in quanto la vidi come un elevarsi dal territorio per raggiungere un piedistallo che ponesse il dirigente nazionale super partes, tuttavia oggi non sono più certo di ciò.

Ad Agosto 2020, tramite le piattaforme social è stato diramato un pacchetto squadra che vedeva annientata la presenza siciliana tra i consiglieri federali e unico esponente il Presidente federale; delusi da questa situazione, un nutrito gruppo di dirigenti di club “dissidenti”, non sentendosi rappresentati hanno deciso di presentare le proprie candidature, dimostrando de facto che la Sicilia non era unita, anzi. Da lì la storia delle elezioni nazionali è ben nota, attacchi mediatici, Covid a go go, colori, battitori liberi, tensione alle stelle, brutta storia ma vabbè…

Una volta fatto il Consiglio Federale, la prima decisione presa è stata cambiare il Delegato Provinciale di Catania (provincia dissidente), reo di aver guidato le ASA catanesi contro il consiglio neoeletto e che quindi non meritava più il ruolo di fiduciario.

Di lì a poco, in piena seconda/terza (chi le riesce a contare più) ondata pandemica, si sarebbero dovute svolgere le Assemblee regionali elettive e ovviamente la Sicilia è stata la prima a convocarle: 6 Febbraio 2021 a Palermo.

Ennesima faida tra gruppo presidenziale e dissidenti. Campagna elettorale senza esclusione di colpi, amici di una vita che voltano le spalle, carte bollate, sentenze di tribunale e chi ne ha più ne metta.

Fatidico giorno delle elezioni: succede di tutto… Verifica poteri thriller, consiglieri regionali che si dimettono all’istante per votare, Delegati provinciali ammessi al voto (in barba allo statuto federale), discorsi pre-elettorali piccanti, tensione che si taglia a fette e alla fine… niente di fatto, nessuno ottiene la maggioranza e tutti a casa, CR Sicilia commissariato.

Qual è il fine di un commissariamento? In questo caso è stato palesato con una chiara nota sul sito federale: condurre la Sicilia ad un elezione senza lotte intestine. Ma perché? La democrazia nasce dalle differenze, la diversità è ricchezza, il successo è dato dallo scorgere le differenze e trarne un bene più grande.

Il lavoro certosino dei commissari (ben 2 per tornare alla diversità prettamente siculo) sembrerebbe aver portato ad una sintesi, che nemmeno il grande Aristotele sarebbe riuscito a fare: i dissidenti (o perlomeno i presunti tali) dovrebbero far parte di una squadra nella quale uno di loro sarà il presidente del CR Sicilia e ben 3 consiglieri e la corrente più prettamente filopresidenziale dovrebbe ottenere 3 consiglieri.

Ci saranno dei vincitori? Non credo. Nella sintesi non si è mai parlato di programmi ma solo di uomini; è vero che i programmi li attuano le persone, però fin quando continueremo a scopiazzare quello che fanno gli altri o addirittura a vivere alla giornata, il nostro sport sarà sempre relegato a “badminton che è?? Aaaa quello che gioco in spiaggia”

Adesso parola alle urne, nel segreto dell’urna tutto può accadere ...  

 
 
 

 

 



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