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   Kral   

 

Intervista a Alberto Miglietta



a cura di
Roberto Fava

Lo sport nazionale, con l’avvento di Sport e Salute e successivamente con gli interventi di Spadafora, si sta trasformando e sta cercando di farlo fra le mille questioni irrisolte ed una certa reticenza ai cambiamenti. Tu sei stato all’interno della struttura del CONI per diversi anni , quale è la tua visione del domani sportivo nazionale?
Purtroppo il Sistema Sportivo Italiano nel suo insieme vive in una situazione di enorme incertezza.
Dal 01 gennaio 2019, data di effetto delle innovazioni inserite nella Legge di Bilancio (c.d. Riforma Giorgetti), non si è ancora giunti al termine del percorso che certamente tale innovazioni ipotizzavano. Personalmente non ritengo esserci una reticenza da parte del mondo sportivo ad una equilibrata riforma, quanto la richiesta di un giusto rispetto delle norme nazionali ed internazionali che regolano il settore. Ritengo che le Autorità di Governo abbiano ovviamente tutto il diritto, oltre che la responsabilità, di fare delle riforme, ma allo stesso modo ritengo che le stesse debbano essere fatte con cognizione di causa e nei tempi e modi consoni. Per il futuro ho la grande speranza che l’eccellenza che loSport Italiano ha sempre dimostrato d’essere a livello nazionale ed internazionale sia nuovamente messo nella condizione di rimanere tale ed anzi di progredire ancora.

Come interpreti e quale valutazione dai alle pressioni del CIO sulla gestione delle regole CONI relative alle Olimpiadi?
Non ci possono essere interpretazioni: la Carta Olimpica è il faro dello Sport a tutti i livelli e correttamente il CIO, a partire dal proprio Presidente Bach, ha il dovere, oltre che il diritto, di farla rispettare. L’Autonomia dello Sport rispetto alla politica è la base su cui costruire le regole dell’organizzazione sportiva in ogni Nazione. Ed in questo caso specifico tale Autonomia appare evidentemente minata.

Veniamo alla situazione più vicina a noi trattando della Federazione Italiana Badminton di cui tu sei stato artefice della sua crescita e l’hai traghettata verso il riconoscimento CONI di Federazione. Come vedi le prossime elezioni? Come giustifichi tanta presenza fra i candidati?
Per l’esattezza l’artefice primo del riconoscimento della nostra Federazione quale Federazione Sportiva Nazionale riconosciuta tale dal CONI è stato il mio predecessore, il Presidente Rodolfo La Rosa. In quel periodo ricoprivo la carica di VicePresidente ed ho fatto solo, per quanto utile, la mia parte. Il mio personale punto di vista sulla presenza di molti candidati, in particolar modo alla carica di Consigliere Federale nelle varie “quote”, da una parte fa emergere una certa effervescenza del nostro mondo, ma dall’altra dimostra che forse il percorso di avvicinamento alle elezioni non ha rappresentato la necessaria condivisione e valorizzazione delle varie componenti ed istanze del territorio e di chi rappresenta a vario titolo ed a vario livello il nostro movimento. Ma sia chiaro: questa è la mio personale punto di vista dettato dalla mia esperienza nel mondo dello sport, non deve essere assolutamente inteso come una valutazione su ciò che sta avvenendo. 

Da molte parti si identifica la FIBa con te e a giusta ragione ne sei stato l’artefice e il condottiero per tanti anni. Cosa trovi di cambiato ora dopo 4 anni senza la tua dirigenza e, qualora ci siano, quali i settori che hanno secondo te perso la spinta iniziale?
Ogni organizzazione ha “anche” nel proprio leader la propria identificazione in quanto la rotta dallo stesso tracciata è poi la fonte o la causa principale dei successi o degli insuccessi. Riguardo al mio punto di vista se e quali settori abbiano perso la spinta iniziale, mi scuserete ma desidero non esprimermi proprio in considerazione del fatto che siamo in periodo “pre elettorale” ed alcuni attori dell’ultimo quadriennio sono anche tra i candidati, quindi ritengo sia corretto non interferire in alcun modo sulle valutazioni degli elettori. 

Il Badminton fatica ad espandersi ed a trovare oltre che appassionati anche soluzioni tecniche e promozionali per poterlo spingere nella direzione che noi riteniamo spetti e che nel mondo gli viene riconosciuta. Una tua visione sul movimento in generale e sulla gestione dello stesso.
Ho più volte pubblicamente affermato che dal mio punto di vista ogni Federazione Sportiva dovrebbe avere il coraggio, soprattutto in questo periodo, di mettere in discussione il proprio assetto portando la centralità delle azioni e progetti federali in capo alle proprie Associazioni Sportive (che sono il centro pulsante dello sport), dando chiari obiettivi tecnici e promozionali nonché mettendo a disposizione, per quanto possibile, le risorse necessarie: il ruolo Federale dovrebbe, in massima sintesi, essere quello programmatico e di coordinamento, affiancamento e verifica di quanto poi posto in essere, oltre che della diretta gestione dell’Alto Livello. Bisogna avere il coraggio di cambiare il modo di pensare la propria organizzazione e la capacità di assumersi le responsabilità, nel bene e nel male, di tale cambiamenti

 

 

 



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