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   Kral   

 

Intervista a Chiara Passeri



a cura di
Roberto Fava

CHIARA PASSERI... E LE SCELTE DI VITA

CHIARA PASSERI LASCIA LA NAZIONALE DI BADMINTON.

L’atleta del GSA Chiari del 2001 dopo una lunga permanenza al CTF, 32 presenze in nazionale e buoni risultati anche a livello europeo con 5 medaglie d’argento ha deciso di concentrarsi sulla sua carriera universitaria.
Rimarrà nel mondo del badminton continuando a seguire allenamenti e attività’ agonistica nel suo club con un occhio magari ad un futuro come allenatrice.
Nell’intervista che ha rilasciato a Badminton.News ci racconta le sue scelte di vita.

La vita dell’atleta, come ben ci ha spiegato anche Fabio Caponio nel webinar dedicato, non è proprio un romanzo leggero ma piuttosto un racconto epico. Come hai vissuto questo periodo in Nazionale?
Beh, sicuramente Fabio conosce la vita dell’atleta meglio di me, infatti concordo con lui sul fatto che non sia per nulla facile. E così è stato il mio periodo in Nazionale, ricco di alti e bassi, di momenti di gioia, felicità e divertimento, ma anche di malinconia, di lacrime e di fatica.
Per qualunque motivo ero sempre piena di cose da fare per cercare di raggiungere i miei obiettivi. La mattina correvo a scuola, poi subito in palestra e la sera sui libri. E durante i weekend avevo un torneo o dovevo studiare o ero così stanca da addormentarmi appena mettevo piede in casa mia.  Cercavo sempre di dare il massimo in ogni cosa, ad ogni costo.
Per non parlare poi di quando avevo i tornei all’estero e dovevo assentarmi da scuola per più giorni. Allora mi toccava studiare e capire argomenti nuovi da sola oppure cercare di negoziare con i professori per quanto riguardava le verifiche. Ma questi tornei erano la parte che preferivo della mia vita. Mi piaceva andare in posti nuovi, conoscere persone nuove di altri Paesi, giocare contro persone diverse e anche molto più forti di me e tornare a casa con più esperienza e con storie nuove da raccontare alle mie amiche su tutto ciò che accadeva in quei pochi giorni.

La tua decisione di allontanarti dall’ambiente della Nazionale ha creato sicuramente qualche dispiacere. Ma la tua voglia di allenarti e gareggiare rimane intatta?
Ammetto di aver avuto un lungo periodo in cui non volevo più tonare ad allenarmi o fare tornei, ma per fortuna è passato. Quando mi sono allenata per la prima volta dopo tanto tempo a Chiari, con la mia squadra, ho capito quanto in realtà ami questo sport e quanto mi sia mancato. Mi piace allenarmi e gareggiare, è parte di me e lo sarà per molto altro tempo. 

Quali le maggiori difficoltà che hai incontrato passando dalla tua società alla nazionale. Allenamenti, orari, istruzione, condivisione, cosa?
Passare dalla mia società alla Nazionale è stato strano. Mi sono trovata a dover condividere la casa con persone che non erano la mia famiglia e ad avere pochi spazi personali, come invece li ho a casa mia. Ma tutto sommato è stata una cosa piacevole, soprattutto grazie a Silvia e alle nostre chiacchierate e risate.
Gli allenamenti erano aumentati parecchio, sia come tempo che come intensità, e inizialmente è stato difficile adattarsi al nuovo ritmo e anche ai nuovi allenatori e compagni di allenamento, nonostante li conoscessi già tutti. Anche adattarsi ai nuovi orari è stato difficile, più che altro cercare di far incastrare tutti gli impegni e trovare del tempo libero da passare con i miei amici vecchi e nuovi. Anche il primo periodo scolastico è stato un po’ difficile. Ero passata da una scuola in cui conoscevo quasi tutti a una in cui non conoscevo nessuno. Ero quella nuova, con un accento strano. Ma i miei compagni sono stati veramente fantastici, nonostante mi prendessero amichevolmente in giro quando dicevo “foto” o “essere”, e anche i professori sono stati sempre comprensivi.

D’obbligo. Il tuo ricordo più’ bello di questi anni in rappresentanza dell’Italia e cosa ti dispiace di più’ per questa tua scelta?
Pensando a tutti questi anni, di ricordi belli ne ho veramente tanti. Uno dei miei preferiti, però, resta il mio ultimo torneo Juniores, ovvero il Portuguese Junior International, durante il quale ho avuto il piacere di gareggiare in coppia con Judith Mair e arrivare al primo posto. È stato particolarmente emozionante, sia per la performance che per il fatto che è stato il torneo che avrebbe chiuso il percorso Juniores, e farlo così in bellezza è stato a dir poco soddisfacente. Fare questa scelta è stato difficile. Mi dispiace moltissimo aver abbandonato un sogno e aver lasciato quella che è stata la mia quotidianità per molto tempo. Ma soprattutto mi dispiace essermi dovuta allontanare da molte persone a cui sono veramente tanto affezionata, a partire dalla squadra fino ai miei amici di Milano. Ma per fortuna a quest’ultima cosa si rimedia facilmente!

Domani è un altro giorno, si vedrà! Citava una famosa canzone della Vanoni. Tu attendi o hai già le idee chiare del tuo domani?
Le uniche idee chiare che ho riguardano l’università che inizierò a settembre, il fatto che continuerò ad allenarmi e che vorrei imparare ad allenare, anche se magari non sarà il mio lavoro.
Per quanto riguarda il resto, tengo le porte aperte per qualunque cosa e per chiunque. Come ho già detto prima, mi piace conoscere persone nuove e fare esperienze.
Non vedo l’ora di affrontare questo nuovo percorso della mia vita e vedere dove mi porterà (incrociamo le dita).

 

 

 

 



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