Furio La Fanfera è il presidente di una federazione sportiva. Intervistarlo non è semplice.
Non sono uno psicologo, ma trovo che il nostro si porti dietro il peso dell’essere un vero leader, un decisore che sente l’obbligo di prendere decisioni giuste, un padre che guida i suoi figli. Le critiche nei suoi riguardi non sono ammesse. La ‘Federazione italiana ciclisti sott’acqua’ è piccola e mal diffusa sul territorio nazionale. In questo ricorda la nostra. E’ per questo che mi sono permesso di provare a porgli alcune questioni che potevano essere di comune interesse. Confesso da subito che non ho avuto molto successo.

Dipende.
Mi scusi, da cosa dipende?
Dal tipo di domande che mi vuol fare: se vuole farmele con l’obiettivo di mettermi in difficoltà, allora non risponderò!
Non voglio metterla in difficoltà, mi piacerebbe conoscere il vostro sport e capire quali sono i progetti che avete intrapreso per lo sviluppo.
No. Allora lasci perdere guardi. Ho già capito tutto: lei mi vuole fare delle domande che la buttano in politica.
Mi piacerebbe innanzitutto far sapere ai lettori di Badminton.news che cosa è il ciclismo subacqueo.
Come dice il nome --che ho scelto io-- sono gare di ciclismo che avvengono sul fondo del mare per quanto riguarda la specialità cicle under the sea. Oppure sul fondo della piscina nella specialità cicle in swimmingpool.
I corridori hanno le bombole?
Ecco lo sapevo! La mette in politica! Mi sta criticando per avvantaggiare i miei avversari! Anche lei crede che le bombole non dovrebbero essere presenti nelle nostre corse come dicono i miei nemici.
Non sapevo che qualcuno la stesse criticando per via delle bombole. Mi sembrava logico che sott’acqua i ciclisti facessero uso di qualche strumento che…
Ah volevo ben vedere! Sennò questa intervista non sarebbe andata avanti! Come le dicevo, i corridori hanno dei percorsi predefiniti e devono arrivare primi per vincere. Senza l’uso di quegli stupidi boccagli lunghi che vorrebbero usare i miei critici. Tutti uguali! Prima mi fanno notare che ho un cognato che vende le bombole dell’aria e poi cercano di criticarmi.
Mi interessano da sempre le politiche di sviluppo. Come pensate di far crescere il vostro sport?
Rappresento l’intera federazione. Mi ha eletto l’assemblea dei presidenti delle società e dei tecnici del nostro sport. Perché mi dovrei interessare allo sviluppo? Allo sviluppo di che? Mica posso rappresentare chi non si è sviluppato.
Pensavo che essendo uno sport poco diffuso voleste farlo conoscere maggiormente…
Allora mi sta criticando! Vuol dire che non siamo abbastanza importanti! Che non conduco bene la mia federazione! Questa è l’ultima volta che le permetto di intervistarmi! Chi l’ha mandata? Lei è per caso il genero di quel venditore di boccagli lunghi che dovrebbero permettere ai ciclisti di viaggiare sott’acqua senza bombole?
Non lo conosco. Glielo assicuro! Mi sembra strano non abbiate però una politica di crescita.
Politica. Torniamo sempre lì! Una fazione che cerca di prendere il potere ai miei danni! Invece io rappresento tutte le società! Tutti i corridori! Tutti i tecnici! Furio La Fanfola è il presidente di tutti!
Non lo metto in dubbio. Però quando parlavo di ‘politica’ parlavo di scelte strategiche non di fazioni che si scontrano. Quali programmi ha intenzione di adottare per far crescere il suo sport?
Il mio programma consiste nel raggiungere i migliori obiettivi da un punto di vista tecnico e sportivo utilizzando al meglio le risorse a disposizione. Dovremo cercare i nuovi talenti tra i giovani e creare le task force all’interno del nostro direttivo che si renderanno necessarie a raggiungere quanto prospettato.
Certo che non è un programma molto articolato. Anche se lei forse ha chiari i suoi obiettivi il programma manca il ‘come’ fare a raggiungerli. Mi perdoni: non si senta attaccato personalmente per questo: avere delle idee diverse dalle sue non credo debba significare per forza essere suoi nemici.
Secondo lei qualcuno si prende la briga di criticarmi senza volermi buttare giù? Ma dove è nato? Lei farebbe una domanda scomoda al presidente della sua federazione se non volesse mettere qualcun altro al suo posto?
Io non faccio parte di nessuno schieramento. Se uno lavora per una rivista deve fare tutte le domande scomode possibili a chi comanda, sennò non fa giornalismo, ma solo il lecchino –mi scusi la franchezza dott. La Fanfera. Io credo che il potente di turno debba decidere se vuole attorniarsi di quelli che lo adulano e gli danno ragione a prescindere, oppure se vuole confrontarsi con delle teste pensanti che cercano di stimolarlo e magari di criticarlo per farlo ragionare su determinati temi.
Non abbiamo più nulla da dirci. Addio.

E forse non ce l’abbiamo mai avuto… se vede nemici da tutte le parti è un problema suo. Per fortuna la nostra federazione non ha di questi atteggiamenti e possiamo tranquillamente portare nuove idee senza doverci sentire nemici di qualcuno. Anche la facoltà di critica è riconosciuta come una risorsa per raggiungere risultati più importanti. Siamo quindi speranzosi che chi ricopre una carica federale inizierà ad entrare nel merito delle nostre proposte, passate e future senza nascondersi dietro alla collegialità di alcuni ruoli. Ad esempio alla commissione sviluppo vorrei chiedere cosa faremo per sviluppare fattivamente il nostro sport? Cosa verrà fatto di diverso dal passato, visto che finora ciò che è stato implementato non ha portato risultati concreti? Come fare a espandere le società nelle tante province dove non ci siamo? Rispondere solo con i fatti sarebbe bello ma non è possibile. Immaginate dei parlamentari che rispondano ad un giornalista che non accettano domande e dovranno aspettare che venga emanata una legge per sapere cosa ne pensano in proposito… Siamo invece ottimisti di poter affrontare un dibattito con i nostri rappresentanti in federazione aprendolo ai nostri lettori e agli appassionati, magari anche con delle critiche palesi rivolte a noi, l’importante è cercare sempre di essere costruttivi.