
Quando nel 2010 è iniziata la mia avventura con la FIBa non immaginavo, che dieci anni dopo, mi sarei trovato a ricoprire questo importante incarico. Ho iniziato con grande entusiamo la collaborazione come preparatore fisico e ci è voluto davvero poco per innamorarmi della disciplina. Ho sempre affrontato il mio lavoro con il massimo della professionalità e dell'impegno, formandomi sul campo e studiando costantemente per aumentare il mio livello di conoscenza. Credo che questo aspetto mi abbia permesso di guadagnare la fiducia e il rispetto degli atleti e, più in generale, del nostro movimento. Sono contento ora di poter mettere a disposizione le mie competenze in un altro ruolo.
Lavoro non facile il tuo ed in continua evoluzione. Di cosa ti occupi e ti occuperai nel particolare?
Sicuramente in continua evoluzione, soprattutto in questo momento in cui le parole chiave sono "adattamento" e "flessibilità". Ci stiamo concentrando su diversi progetti, tutti importanti. C'è sempre grande attenzione allo sviluppo degli atleti della nazionale e in parallelo stiamo lavorando su un approccio più strutturato all'attività giovanile. Ci saranno novità sui criteri di selezione per gli atleti di interesse nazionale e la partecipazione ai grandi eventi come europei e mondiali che prevedono la selezione. Inoltre abbiamo l'obiettivo di diffondere delle indicazioni tecniche nazionali per la formazione dei giocatori con lo scopo di orientare club e atleti verso lo sviluppo progressivo di alcuni elementi che riteniamo fondamentali per la creazione di solide basi di gioco. Riteniamo sia estremamente importante lo sviluppo di un linguaggio comune e una cultura condivisa della prestazione. Infine vorrei citare l'intenso lavoro che stiamo facendo con le diverse commissioni con l'obiettivo di cambiare marcia in tutti gli ambiti fondamentali per il nostro sviluppo: dalla formazione, al centro studi, dalla scuola alla promozione fino al parabadminton solo per citarne alcune. Il tutto ovviamente è reso possibile dal lavoro della segretaria federale che ci mette nelle condizioni migliori per svolgere le diverse attività.

Ho collaborato per un breve periodo anche con Kenneth Larsen. Quindi ho avuto la fortuna di osservare diversi DT e Head Coach. Innanzitutti devo dire che ognuno di loro ha fatto del proprio meglio per ottenere il massimo dei risultati. Si sono trovati in momenti diversi dello sviluppo del nostro movimento è hanno dovuto affrontare problematiche differenti. Quello che siamo oggi è il frutto del lavoro svolto nel passato. Da ognuno di loro ho imparato qualcosa e ciò mi aiuterà per il futuro.
E per tornare sul discorso allenatore nazionale, ritieni che in Italia non ci sono ancora figure adeguate a questo ruolo? E nel caso cosa manca?
Non credo che la nazionalità di una persona debbe essere una discriminante. In Italia abbiamo indubbiamente allenatori molto validi. In questo momento abbiamo avuto l'opportunità di collaborare con Zhou Junling che ha un curriculum e un'esperienza vincente come pochi in Europa, ha dimostrato di essere in grado di portare ad ottimi livelli molti giocatori in diversi paesi europei. Sono certo che da questa esperienza potrà trarne beneficio non solo la nazionale, ma tutto il movimento.

Periodo estremamente difficile, da inizio anno sono stati cancellati ben 8 tornei, tra senior e junior, a cui avremmo voluto partecipare. Ovviamente questo ha un impatto sugli atleti. Stiamo continuando a preparare le trasferte per partire nel caso in cui i tornei vengano confermati. Sembra banale, ma l'obiettivo primario è semplicemente ricominciare a competere a livello internazionale per dare un senso a tutte le settimane di allenamento. Per osservare i risultati del lavoro del nuovo staff, ovviamente, ci vorrà un po' più di tempo. Dobbiamo essere bravi ad adattarci velocemente ai continui cambiamenti nazionali e internazionali imposti dalla situazione sanitaria mondiale.