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   Kral   

 

Intervista a Luca Crippa



a cura di
Roberto Fava

L’ANNO ZERO DI LUCA CRIPPA - UN CAMBIAMENTO E’ INDISPENSABILE   

5 GIUGNO 2020 - Webinar sulla promozione (reale) nel periodo Covid 19. L’iniziativa scaturita durante una riunione del CR Lombardia, ha trovato subito moltissima attenzione tanto che da evento circoscritto alla Lombardia, la Federazione ne ha preso il controllo e la gestione facendolo diventare nazionale. Meglio così. Dopo i vari interventi di rito, quello di Crippa ha destato interrogativi e perplessità per le quali occorrevano dei chiarimenti.

Luca Crippa è un personaggio da sempre nel Badminton. E’ cresciuto a volani ed allenamenti per poi fare la scelta di diventare un manager nel nostro mondo raggiungendo traguardi ambiti ed importanti. Lavora nel Development and High Performance (Sviluppo e Alta Prestazione) di Badminton Europe. Si occupa dell’implementazione e realizzazione di tutti I progetti che ricadono sotto queste due macro aree

DEVELOPMENT
Coach Education
Shuttle Time
Summer School
Regional Project
Air Badminton
Senior Badminton
HIGH PERFORMANCE
Manager del Centro di Eccellenza
Certificated Training Center
Para badminton

Anno zero. Nel tuo intervento hai evidenziato con queste parole la fondata opportunità’ per il badminton di essere protagonista nella imminente riapertura scolastica come sport inclusivo. E non solo.
Non solo nella scuola. Bisogna uscire dagli schemi classici. Giochiamo a Badminton ovunque con gli strumenti che ci sono messi a disposizione tramite l’Air badminton. Proprio in questi giorni leggo che il vertici dello sport sono preoccupati per l’occupazione delle palestre scolastiche per le attività formative. Sfruttiamo l’occasione per uscire dagli schemi e pensare in maniera diversa.

In che modo secondo te dovrebbero muoversi le società sportive per motivare le maggiori opportunità’ del badminton nelle scuole?
Le società sportive devono essere il motore di questa mentalità. Sono le prime interessate ad attrarre ragazzi di qualsiasi età. Trovo irreale un sistema dove non siano le società sportive a fare per prime promozione.

Tu lavori per BE e come hai dichiarato, il tuo peregrinare in vari paesi europei ti consente di avere una visione molto allargata delle realtà di differente estrazione sportiva, sociale, economica e politica. Trovi analogie tra l’Italia ed altre nazioni? Ci riferiamo sia alla promozione che alla parte agonistica.
Mi ritrovo con realtà piene di giovani ovunque, sia in ambito sportivo che politico. Questa è sicuramente una differenza importante con il sistema italiano.
Come ho già dichiarato nell’ intervista citata sopra ritrovo in molte realtà di badminton estere un forte investimento su risorse interne in ruoli strategici quali la direzione tecnica e lo staff tecnico. Non esiste paura nell’investire su quello che la nazione offre.
Questo, praticamente, significa enormi investimenti sulla formazione dei tecnici (e in questo caso si ricorre si a competenze esterne) e sulla formazione dei dirigenti.
Spesso questa mia affermazione viene letta e interpretata come un “diamo l’Italia del badminton agli italiani”. Andiamoci piano con le interpretazioni sempliciotte e generiche. Le risorse interne devono essere usate se si ritrova un grado di competenza tale da poter garantire un raggiungimento della performance. L’Italia del badminton merita obiettivi di performance abbastanza importanti che necessitano di preparazione ed esperienza per poter essere raggiunti. Un allenatore di alto livello non si crea in 8 ore di corso. Un allenatore di alto livello si crea negli anni, con percorsi definiti che partono dai club e proseguono con le esperienze di alto livello nei club più importanti, all’ estero e con atleti di livello internazionale. Un allenatore di alto livello che deve perseguire obiettivi di performance elevati deve aver portato risultati di performance durante la sua carriera. L’Italia è un sistema sportivo sviluppato e progredito, non è per tutti.

Quali le maggiori differenze fra le varie gestioni tecniche ed economiche fra i vari paesi che hai conosciuto?
L’Italia, sportivamente parlando, nel badminton, mi sembra una nazione stabile dal punto di vista economico. Questo è sicuramente dovuto ad un’attenta e intelligente gestione degli anni passati. Non conosco Il budget nel dettaglio ma ci sono nazioni molto più sviluppate che si ritrovano con budget minori.
La gestione della parte tecnica è sicuramente ben strutturata con figure distinte e ruoli ben precisi. Avere figure separate per la direzione tecnica, gli allenatori e I preparatori fisici è sicuramente un plus che ci possiamo permettere anche grazie al budget. Nazioni con budget più limitati spesso concentrano tutto in una o due persone. Siete fortunati a poter contare su un sistema così strutturato.

Air Badminton. Hai asserito di essere un “purista” e con questa parola hai voluto evidentemente dare un valore al badminton indoor piuttosto che l’outdoor. Non credi che la convivenza potrebbe essere una chiave di svolta per quelle nazioni dove si fatica ad introdurre la disciplina come semplice gioco? E, in seconda battuta, questo grande impegno per Air Badminton a livello internazionale vuole significare che la nostra disciplina fatica ad essere riconosciuta a livello mondiale?
Si assolutamente. Credo che la convivenza possa far solo del gran bene al badminton. Il badminton può essere riconosciuto come semplice gioco ma, in un angolo anche remoto del cervello di ogni bambino, deve esserci qualche immagine del badminton inteso come sport di alto livello. Andiamo a fare promozione con l’obiettivo poi di portare il bambino in palestra presso una società sportiva. Se non c’è il sogno di diventare un atleta di badminton non riusciremo mai a portare il bambino in palestra. Il bambino vede il badminton giocato al parco, in spiaggia e per strada ma immediatamente deve vedere se’ stesso in un futuro agonistico e di successo. Pensare a una strategia totalmente orientata sulla promozione senza alcun investimento sull’ alto livello a mio parere non ha alcun senso. Sono due realtà che viaggiano parallele e si alimentano una con l’altra. Riassumo con un: Prendi/Usa I campioni di adesso per crearne altri.


Crippa-Maddaloni

 

 

 



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