Marco Mondavio, Occhi Di Tigre.
Uno dei miei ricordi più belli sono legati al PalaBadminton quando al termine degli allenamenti collegiali della nazionale, ti trovavo al buio in palestra a fare squat e pesi nel silenzio e nella solitudine assoluta!

Anche per te un titolo assoluto nel 2008 e nei doppi insieme al compagno di sempre Giacomo Battaglino. Una storia che non finisce!
Che ricordi! Partiamo dal doppio con Giacomo, un doppio nato per caso nel 2010, ma che da subito diede l'impressione di poter lasciare il segno. Eravamo tra i più bravi, da subito. Non certo i favoriti, però. Ma la nostra carica e voglia di vincere era esplosiva. E poi è successo: ai CIA 2011, in una finale per noi epica, dallo scambio sul 19 pari nel primo set al velluto del secondo set, all'esplosione quando il volano del 21-16 a nostro favore toccò terra. L´anno dopo ci siamo ripetuti, questo ha grande valore. Devo assolutamente ammettere come Giacomo sia stato l'artefice principale dei nostri successi: tecnica, classe, talento, incredibile sangue freddo già durante la sua prima finale... forse, perlomeno sotto alcuni aspetti, il miglior doppista che si sia mai visto in Italia (guardando i risultati di questa stagione, credo lo sia ancora). Io ero il manovale, lui l'ingegnere. Perché non facciamo più coppia? Lui è troppo forte per continuare a giocare con me... bisogna capire quando arriva il momento di chiudere qualcosa, pur essendo magico, e noi l'abbiamo fatto.
Credo che per alcuni anni noi due insieme abbiamo vissuto tra i più alti momenti di sport della nostra vita. Con qualche piccola grande soddisfazione colta con la maglia azzurra, insieme, che rimarrà indelebile nella nostra memoria!

La tua tenacia e voglia di confrontarti è sempre stata la base dei tuoi successi. E anche quando esci sconfitto sei sempre sorridente perché comunque sia andata ti sei divertito

La tua bellissima storia con Claudia Gruber, altra grande del Badminton italiano, sembra uscita da una favola.

Come vedi l’attuale situazione del Badminton italiano?
In questo mio lungo percorso, ho sempre messo tanto impegno, passione, grinta e voglia di non mollare mai. Non avevo sicuramente il talento di alcuni giovani giocatori azzurri di oggi, ma spero che loro possano prendere esempio da me almeno riguardo a questo!
In particolare, ho grandi speranze per Giovanni Toti, il “mio” pupillo (lui lo sa).
Spero e gli auguro possa fare grandissime cose, ne ha tutte le potenzialità.
Anche per te le acque termali hanno fatto miracoli o...
Altro che acque!! devo ringraziare il Professor Giorgio Cardini, creatore, presidente ed anima vera del Badminton Acquese. Piccolo aneddoto: fino a pochi anni fa, passava per qualche minuto ogni sera in palestra, dopo le 21 (sì, tutte le sere), a guardare come ci allenassimo e mi diceva: “Sono sicuro, tu andrai alle Olimpiadi”. Previsione mai avveratasi ma era il nostro motore. Passione e amore per lo sport.
L'allenatore Henri Vervoort, ora accasato a Malles, anche lui grande appassionato del nostro sport oltre ad essere un grande allenatore. Con lui ho imparato tanto e ho vissuto fasi importanti della mia vita sportiva.
L'amico fraterno Alessio “Dile” Di Lenardo, non basterebbero decine e decine di pagine per raccontare esperienze e sensazioni vissute insieme.
La MIA squadra Acqui Badminton, che porto sempre nel cuore. Mi ripeto (ma devo), con Claudia, il mio Tutto, e Giacomo “Trifolo”, la mia spalla e grazie per avermi dato questa opportunità e grazie per la bellissima iniziativa che portate avanti.
Raccontate il nostro Badminton nudo e crudo, ed è quello che ci vuole!
