
Uno sportivo a 360 gradi: presentati!
Mi chiamo Max Manfredi, 50 anni, atleta agonista di parabadminton, tennistavolo, sitting volley (pallavolo paralimpica) e para rafting nonché allenatore di 1° livello di badminton e tennistavolo. Promotore di eventi multisport inclusivi.
Come ti sei avvicinato al badminton?
Mi sono avvicinato al badminton grazie all'incontro con il segretario generale della Federazione Italiana Badminton Giovanni Esposito, mio docente alla Scuola dello Sport Coni a Milano nel 2016.
Cosa ne pensi del parabadminton? Hai avuto qualche difficoltà nel tuo percorso?
Sono molto soddisfatto dell'esperienza che sto avendo con il parabadminton ed il badminton in generale. Ritengo che il parabadminton stia vivendo un buon percorso di crescita, essendo una disciplina molto "appetibile" per atleti con diversi tipi di disabilità, ma sicuramente c'è ancora molto da fare.
Personalmente, venendo già dalla pratica di uno sport di racchetta (tennistavolo) è stato abbastanza "naturale" il mio avvicinamento al parabadminton.
Atleta agonista ma anche allenatore: quali sono i tuoi progetti attuali? E futuri?
Attualmente stiamo avviando l'attività di badminton con una importante polisportiva di Novara (Polisportiva San Giacomo), molto ben strutturata e radicata sul territorio novarese.
L'obiettivo è quello di far crescere notevolmente il movimento anche attraverso progetti mirati nelle scuole novaresi.
Qual è la tua più grande soddisfazione avuta da questo sport?
La più grossa soddisfazione avuta dal badminton è sicuramente quella di aver avuto il massimo supporto per la promozione da parte della federazione.
Cosa consiglieresti ai giovani sportivi di oggi?
Ai giovani sportivi di oggi consiglio di credere sempre nei propri sogni e di lavorare duramente per realizzarli.
Lo sport è sacrificio, si sa... ma regala sempre emozioni e soddisfazioni, e soprattutto vi aiuta a crescere.
Ad un certo punto della tua vita hai attraversato un periodo di grande sofferenza: qual è stato il ruolo e che importanza ha avuto lo sport nel tuo percorso e nella ricerca di nuovi equilibri nella tua quotidianità?
Sicuramente dopo l'incidente di 9 anni ed il periodo di convalescenza durato 6 mesi, l'opportunità immediata di ricominciare a fare sport mi ha permesso di tornare rapidamente alla normalità.
Lo sport è stato molto significativo: mi ha aiutato a ritrovare l'equilibrio e la serenità, a darmi degli obiettivi, a migliorarmi sempre di più.
Questo mi ha permesso anche di mettermi in gioco e di trasformarmi per quanto riguarda l'attività lavorativa in quanto mi ha dato la possibilità di interagire con altre persone sempre del mondo della disabilità e del mondo sportivo.
Lo sport mi ha aiutato nella quotidianità.
Lo sport mi ha permesso di tornare ad essere autonomo.