Elezioni Comitato Regionale FIBa Sicilia
Intervista a Paolo Caracausi, candidato presidente al Comitato Regionale.

Ringrazio per questa intervista e colgo l’occasione per ringraziare tutta la redazione di Badminton.News per ciò che fate per dare voce e colore al badminton italiano. Le candidature non nascono mai in solitudine, mi piace tanto una frase che ho letto qualche tempo fa che dice “da soli si va veloci ma insieme si va lontano”: la mia candidatura è condivisa con un gruppo di persone che posso avere l’onore di chiamare AMICI con i quali condivido idee e progetti ma soprattutto l’amore per questo sport.
La Sicilia è stata da sempre un polo importante per il badminton italiano. Sia per gli atleti che ha dato alla nazionale sia per le ASA. Recentemente il collasso come hai evidenziato nella tua presentazione. A cosa pensi che sia maggiormente imputabile l’attuale situazione?
Premetto che nelle varie figure, da me rivestite, padre, accompagnatore e dirigente, ho vissuto la crescita, il momento clou e adesso vivo anche il collasso del movimento badminton siciliano e le cause sono molteplici: in primis, alla fine degli anni ’90 lo sport del volano era ancora relativamente nuovo, c’era grande entusiasmo sia nella classe politica, sia alla base (dirigenti, atleti e tecnici) ma soprattutto c’era un ottimo sostegno economico da parte degli enti locali (comuni, province e regione) che permetteva ai club di vivere bene e ai dirigenti/tecnici di metter qualche soldino in tasca. Nel corso degli anni, la crisi degli enti locali ha portato sempre meno contributi al mondo sportivo e a poco a poco l’entusiasmo dei dirigenti è scemato e, sommato all’età dei dirigenti (non proprio giovincelli) ha portato ad una contrazione del sistema; il colpo di grazia è stato dato dall’inserimento dei contributi sportivi nella Tabella H in periodo di crisi economica e l’azzeramento per qualche anno dei contributi pubblici.
In secundis, il collasso è stato dovuto all’incapacità dei dirigenti delle ASD siciliane di delegare ai giovani e in generale ai collaboratori compiti e mansioni al fine di rendere possibile un rinnovo della classe dirigente e proiettare l’associazione verso il futuro: l’associazione è stata molte volte vissuta come una Società personale e non come dovrebbe essere cioè un insieme di associati che eleggono, propongono, approvano ecc.
In tertiis, la classe dirigente e in generale chi ha preso le decisioni non è mai stato attento al territorio, non ha creato programmi di sviluppo, non si è avvalso di esperti, di data Analyst o web marketer o semplicemente di un addetto stampa al fine di garantire una visibilità per il nostro sport
Da tempo Badminton. News porta a conoscenza dei lettori la situazione nazionale della nostra disciplina che risulta essere non florida. La Sicilia non fa difetto. A tuo avviso più responsabilità regionali o nazionali?
Le due realtà sono collegate e quindi le responsabilità condivise. Il CR Sicilia lavora con i fondi che il CF gli assegna che non può non conoscere tutto ciò che viene realizzato e cosa non viene realizzato. Negli ultimi 8 anni è stato tutto un disastro ma nessuno del CF ha mai detto una parola a riguardo.
Il problema delle ASA fantasma è reale e in Sicilia sembra essere una prassi che dura da troppi anni ed ha inquinato le reali possibilità della Sicilia. In che modo affronterete questa situazione?
Le ASA fantasma sono un problema ma anche un’opportunità, mi spiego meglio, circa il 75% delle ASA siciliane è presumibilmente fantasma e il restante 25% fatica e lavora nelle difficoltà, se dovessi essere eletto contatterei tutte le ASA fantasma per chiedere il perché abbiano scelto di seguire quella strada ma soprattutto proporrei al CR di creare progetti affinchè queste ASA possano iniziare a lavorare sul territorio che occupano in quanto senza di loro molte delle province siciliane non avrebbero nemmeno un club. Ripartire da quello che c’è e aiutare tutti nei propri territori, non si deve lasciare indietro nessuno!
Settimana scorsa l’attività agonistica è ripresa proprio con un torneo organizzato da voi. Quindi si può fare. Come sono andate le cose? È stato difficile organizzare un torneo in queste condizioni?
Il torneo è andato bene ma il lavoro di progettazione non è stato semplice: con gli attuali protocolli non è facile gestire un torneo, è necessario un numero massimo di iscritti e servono tanti volontari attenti per permettere il giusto turnover e l’applicazione delle giuste precauzioni. La cosa più complicata è garantire un buon timing facendo entrare ed uscire gli atleti dall’impianto di continuo ma soprattutto garantire agli atleti un luogo all’aperto in cui sostare (auto, parcheggio, gazebo o altro). Detto ciò, ritengo che la Federazione Italiana Badminton debba spingere molto di più sulla ripartenza e ritengo che se ne debba fare carico mediante il ricorso a gazebo da noleggiare (uno per club), così da permettere ai giocatori di sostare fuori dagli impianti. E’ ovvio che un club non possa sobbarcarsi una spesa cosi esosa.
Badminton.News ha seguito il vostro evento con dirette, foto per dare il senso di appartenenza agli appassionati. Come vedi il nostro impegno nel mondo del badminton?
E’ stato un piacere collaborare con voi e spero che non resti un caso isolato, anzi. Il vostro impegno è tanto ma soprattutto è tangibile l’amore che avete per il badminton, riuscite a creare contenuti interessanti (a volte meno), articoli irriverenti o con allusioni particolari sempre simpatici ma soprattutto ammiro il fatto che diciate ciò che volete senza condizionamenti. Avanti tutta Badminton.News!!