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   Kral   

 

Intervista a Piero Rosario Suma



a cura di
Paolo Laguardia

Piero Rosario Suma - Tenente Dei Carabinieri Al GSPD Gruppo Sportivo Paralimpico Difesa

Uno sportivo vero

Sono pluri campione italiano di categoria in vari sport come: lancio del disco, lancio del giavellotto, lancio del peso e nel badminton nella disciplina del singolare maschile cat WH2

Come ti sei avvicinato al nostro sport?
Ho conosciuto questo sport mentre ero con il gruppo sportivo difesa ad un concentramento dove ci è stato presentato e abbiamo avuto la possibilità di provarlo. Me ne sono subito innamorato perché mi divertivo tanto trovandolo molto dinamico.

Hai trovato difficoltà, ti hanno scoraggiato?
Effettivamente per le nostre condizioni è difficoltoso ma non mi sono mai scoraggiato anzi l’effetto opposto! Naturalmente visto la sua dinamicità e l’utilizzo massivo degli arti inferiori per noi la prima vera difficoltà è stata muoversi con la carrozzina, poi l’utilizzo di una mano sola per equilibrio e movimenti in quanto l’altra impugna la racchetta. Altro problema è la mia stazza visto i miei oltre 100 chili. Dover ripartire velocemente con la carrozzina non è uno scherzo ma con l’allenamento e il supporto del giusto mezzo di spostamento, cioè la carrozzina da gara particolare per i suoi supporti e costruita su misura, tutto si può fare. 

Cosa pensi del parabadminton?

Mi ha dato tante soddisfazioni! Non essendoci dalle mie parti sono riuscito a trovare piena disponibilità a Taranto, grazie a Paolo Laguardia. La passione mi cresceva sempre più dentro tanto da riuscire a non pensare alle ore di auto che mi sorbivo per andare e tornare da Taranto anche quattro volte la settimana. Devo dire che all’inizio è stata dura ma con tanto lavoro e caparbietà sono riuscito ad avere ottimi risultati. La conquista del primo titolo in assoluto assegnato in Italia quale campione italiano singolare maschile WH2 che è la mia categoria di inabilità, poi la bellezza e l’orgoglio di vestire la maglia azzurra della nazionale, fare tanti tornei in giro per il mondo, partecipare agli europei e passare la prima fase, mai successo. Ma il massimo è stato qualificarmi per i Mondiali, avervi partecipato. Non sono poche le soddisfazioni che mi ha dato.
 Penso che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. 

Che futuro vedi per il badminton e il para badminton?
Un futuro roseo con un considerevole aumento di numeri, di partecipazioni. Penso ad una azione capillare sul territorio nazionale che porti alla conoscenza di questo sport e sia la scintilla per fare accendere la passione perché, come già detto, chi lo prova se ne innamora. E’ divertente, dinamico. Difficile non volerlo riprovare. Certo la mentalità degli amministratori, specialmente scolastici, dovrebbe essere più aperta alle novità e alla differenziazione dello sport in modo che tutti possano provare.

La tua più grande soddisfazione avuta da questo sport?
La conquista della maglia Azzurra della Nazionale Italiana! sono un carabiniere, un tutore dell’ordine, appartengo alle forze armate e da sempre rappresento lo Stato sul territorio ed ora nonostante la mia inabilità la rappresento anche a livello sportivo e con grandissimo orgoglio.

Cosa ne pensi del periodo attuale e di come possa incidere sullo sviluppo di questo sport?
Questo periodo lo possiamo definire surreale, quasi non ci si crede. Si può pensare di superarlo solo con il rispetto rigido delle leggi, restate a casa, lo dico pure io, unico modo affinché se ne possa uscire e che questo periodo possa essere di spunto per ripartire alla grande, con un maggior incentivo, sviluppo, di questo sport.

Cosa pensi si dovrebbe fare come primo impatto quando usciremo da questo tunnel degli orrori?
Penso che per uscire da questo tunnel virale ci dovremo rimboccare le maniche tutti, ognuno dovrà fare la sua parte, ognuno per il suo settore, noi per quello sportivo e riprendere a pieno titolo quello che abbiamo lasciato all’entrata del tunnel. Ricordiamoci che non sarà facile tornare alla solita vita ma noi siamo italiani, la nostra caparbietà e spirito di sacrificio ci contraddistingue e sono sicuro ne usciremo vincitori.

Cosa consigli ai giovani per andare avanti nella vita e nello sport?

Never give up … Non mollare mai! Questo consiglio ai giovani. Andare sempre avanti qualunque siano i problemi che ti ostacolano, che si presentano, fondamentale è il carattere e lo sport serve a forgiarlo.

 

 

 



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