“Per arrivare al grande pubblico dobbiamo pensare in grande”
Il massimo dirigente della F.I.Ba. in esclusiva a Badminton.News: “Servono progetti mirati. Il bilancio dei tre anni sotto la mia presidenza? Positivo”
Presidente, grazie per aver accettato il nostro invito e benvenuto su Badminton.News, la prima testata giornalistica online dedicata al Badminton. Glielo chiedo subito: cosa ne pensa del nostro progetto e della mission di fungere da supporto alla crescita del movimento?

Da tantissimo tempo nel mondo del Badminton e con un curriculum importante. Diventare Presidente è sempre stato un obiettivo perseguito ed atteso o è arrivato quando meno se l’aspettava?
Così com’è stato per i vari numerosi ruoli che ho ricoperto all’interno della F.I.Ba. anche la carica di Presidente Federale è stata da me interpretata con spirito di servizio a favore del nostro movimento sportivo, sfruttando l’esperienza che avevo accumulato negli anni precedenti. Certo, essere investito della carica più alta alla guida di una FSN è stato per me motivo di soddisfazione e di orgoglio ed essendo un uomo di squadra mi sono subito reso disponibile quando il mio predecessore Alberto Miglietta, che ringrazio, ha deciso di passare la mano indicando me come possibile suo successore. In un certo senso è stato anche il logico e naturale raggiungimento di un traguardo che ha completato un percorso sempre più prestigioso.
Quale politica sportiva intende adottare per venire incontro alle centinaia di società che non possono utilizzare strutture sportive private e che quindi utilizzano quelle scolastiche, soprattutto alla luce delle conseguenze post covid-19? Ha avuto contatti con il ministro Spadafora e con il MIUR per prevenire la paventata crisi di tante società sportive colpite da questa emergenza?
La problematica degli impianti sportivi scolastici e la loro attuale indisponibilità è comune a quasi tutte le federazioni. Il CONI, con il suo Presidente Malagò, ha a cuore questa difficoltà, l’ultimo Consiglio Nazionale ne è la prova, sta ponendo all’attenzione dei ministri competenti (Sport, Istruzione e Salute, ndr) questo “grido di dolore” che viene dal movimento di base degli sport di palestra. Siamo fiduciosi che gli organi competenti possano sbloccare la situazione con l’inizio dell’anno scolastico, grazie anche alla collaborazione delle Regioni, delle Città Metropolitane e dei Comuni.
Ci sono molte regioni in cui il badminton non esiste. L’apporto dei delegati in questo caso è irrisorio. Non sarebbe possibile pensare ad una persona professionalizzata che cerchi di fare promozione istituzionale e che ricerchi spazi e tecnici?
Il nostro movimento sportivo ha avuto sempre come “anima” i volontari, siano essi dirigenti, tecnici, genitori o anche semplici appassionati. Non dimentichiamo che il nostro non è uno sport professionistico e che le varie figure che si muovono al suo interno lo fanno quasi esclusivamente per mera passione sportiva. Non crediamo che pagare degli “agenti di commercio” o “mercenari” del badminton possa risolvere il problema della mancanza di capillarizzazione nel nostro territorio mentre siamo sempre sicuri dell’importanza del ruolo dei delegati provinciali e regionali sul territorio. Piuttosto si tratta di coinvolgerli motivandoli ancora di più nei progetti di sviluppo e promozione dando loro più risorse compatibilmente con il bilancio federale.
La Federazione ha mai pensato ad una campagna mediatica per promuovere lo sport nelle zone d’Italia con meno praticanti?

Tra gli obiettivi principali di una Federazione sportiva riconosciuta dal CONI, abbiamo certamente quello di portare degli atleti alle Olimpiadi. Un bilancio del lavoro svolto durante il suo mandato e quali prospettive per il futuro?
Siamo ancora in corsa per la qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo 2020 (2021) con Fabio Caponio. Sarà difficile ma ci auguriamo ovviamente che il nostro numero uno possa farcela a centrare il pass per i Giochi Olimpici. Per il resto crediamo che il bilancio di questi ultimi tre anni sotto la mia presidenza sia positivo, considerando che abbiamo ringiovanito la nostra squadra nazionale che adesso ha una bassissima età media con grandi opportunità di crescita in vista degli obiettivi delle stagioni future.
Badminton tra le prime discipline praticate a livello scolastico in Italia, ma ancora poco conosciuto al “grande pubblico”. La sua ricetta per raggiungere platee più ampie?
Non ho ricette da prescrivere a tal proposito anche se ritengo che un freno al raggiungimento di questo obiettivo può essere la visione troppo personalistica e altre volte troppo campanilistica di alcuni nostri dirigenti sportivi. Per arrivare al “grande pubblico” dobbiamo pensare “in grande” e perciò ho alcuni consigli da dare: ritengo che si debbano mettere in campo da parte di tutti noi tesserati alcuni valori che facciano il bene del badminton e che con essi si possa aiutare la federazione a raggiungere appunto il grande pubblico dando una immagine migliore del nostro mondo. Ognuno dovrebbe esprimere: serietà, imparzialità, spirito di collaborazione, rispetto delle regole, condivisione, rispetto del ruolo istituzionale, generosità, altruismo, coerenza, trasparenza. Ecco, se tutti quelli che fanno badminton a qualsiasi titolo riuscissero a mostrare sempre questi valori la nostra federazione ne gioverebbe nella sua immagine e ripeto ciò sarebbe sicuramente di grande aiuto nel tentare di proporre la nostra disciplina sportiva al “grande pubblico” con dei progetti mirati.
Una personale valutazione sull’Air Badminton. Quanto la federazione intende puntare su di esso ed attraverso quali iniziative?
Un gruppo di lavoro, a cui abbiamo dato mandato, formato dal Vicepresidente Nista, dai consiglieri Calò e Bailetti, dal tecnico e docente formatore Fabio Morino sta elaborando un Progetto sperimentale di promozione dell’Air Badminton. A breve, terminati i lavori, troverete sul sito indicazioni operative in merito.

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