X
 

Questo sito utilizza cookie tecnici per fornire una migliore esperienza all'utente
Non usiamo cookies per salvare preferenze, eseguire statistiche oppure per questioni di marketing.
Continuando ad utilizzare questo sito si acconsente all'utilizzo dei cookie.
- per ulteriori informazioni sui cookie e sulla privacy cliccare qui -


   Kral   

 

Intervista al tecnico FIBa Henri Vervoort



a cura di
Roberto Fava

Un passo importante per la tua vita professionale ma non solo.

Assolutamente, poter lavorare come allenatore dei singoli in Olanda è un passo importantissimo e mi fa molto piacere. Come sapete, sono nato e cresciuto in Olanda, ma dopo aver finito l’Università ho scelto per l’Italia come paese dove volevo vivere. E l’Italia vince ancora quella scelta, ma come lavoro è un’occasione unica, da non perdere. Ma lasciare Italia, Malles in particolare, e vivere di nuovo in Olanda sarà un grande cambiamento sotto stile di vita e abitudini, ma è un sacrificio da fare. Siamo fortunati di poter stare in una delle zone più belle dell’Olanda.

Cosa lasci e cosa ti aspetti da questa esperienza e che contratto hai (durata, posizione ecc)
Bella domanda…….Prima di tutto la parte burocratico: come detto sarò l’allenatore nazionale per i singoli senior e il gruppo U22 al centro nazionale. Inoltre, dovrò creare una linea per il singolo in Olanda da adattare nella fase giovanile: nei centri tecnici (di cui ci sono 4 attualmente) e negli Under17 e 15 in collaborazione con gli allenatori responsabili per i centri e le diverse categorie.
In Olanda è regola del CONI che ogni allenatore nazionale per una federazione olimpica comincia con un contratto per un anno, ma l’intenzione di entrambe le parti è di fare almeno il ciclo olimpico. Infatti, il progetto per il singolo voluto dalla federazione e il CONI Olandese è chiamato 2024-28, ed è di conseguenza un progetto a lungo termine dove l’obiettivo è di portare i singoli verso il livello dei doppi olandesi.
Cosa lascio? Tante, troppe cose belle e persone bellissime. Prima di tutto mia “seconda famiglia”….miei amici, giocatori, ex-giocatori, colleghi…mi mancheranno di sicuro. Mi mancherà anche una bella parte della cultura italiana. E ovviamente mi mancherà Malles e sua società dove sono stato molto bene questi anni e abbiamo lavorato insieme per il badminton, allargando sempre gli orizzonti, ottenendo anche ottimi risultati. Mi mancava già il Piemonte, allora non cambierà nulla su quel fronte ??
Quello che mi aspetto di questa esperienza è di poter aiutare i giocatori Olandesi a realizzare loro obiettivi e personalmente di crescere grazie al tanto lavoro, le esperienze, le tante sfide e di lavorare con l’alto livello.

Nessuna possibilità di rimanere in Italia con un pari livello? Quale sarebbe stato un ruolo per il quale avresti accettato di rimanere?

Pure adesso lasciare Malles e l’Italia è stata una decisione sofferta. Come vita privata sto bene, mi piace lavorare qui, tengo tanto alle persone qui, e ai miei giocatori e stavamo cercando di sempre rinforzare la struttura. Purtroppo, con il COVID certe cose non si è ancora potuto fare, ma spero fortemente che li faranno in futuro. Lavorare con Stefan, Hannes e Claudia e gli altri è un piacere, hanno passione, competenza, voglia di fare. Ma come detto sopra: era un treno che passa forse 1 volta solo nella vita…avendo 43 anni adesso, ho dato tanto al badminton italiano, era un momento ideale.
Un lavoro pari livello per ora non esiste in Italia nel senso che il livello dei giocatori in Olanda è più alto. Ma penso che intendi la domanda come: lo stesso lavoro in Italia? Allora si, sarei rimasto qui, anche perché in quel caso non mi sarei candidato in Olanda. Perché se uno è contento con suo lavoro, e non è un miglioramento netto (come adesso è il caso), non sono uno che cambia in fretta.

Pirvanescu a Cipro, Crippa in BE e tu in Olanda. Perché non riusciamo a valorizzare le nostre risorse?

Vorrei prima anche girare tua domanda: Gloria in Cipro dove lavora bene e hanno prolungato suo contratto, Crippa 2 anni in BE avendo fatto un gran lavoro, io adesso in Olanda è bello e fa bene. Perchè è anche un gran riconoscimento della qualità che il badminton Italiano ha prodotto. E nel bene e nel male, noi tre sicuramente abbiamo imparato tanto in Italia, e anche grazie alla Federazione, non solo ovviamente, ognuno ha investito tanto tempo, ma questo è fondamentale per diventare competente.
Credo anche che il progetto Vola Con Noi che arriva praticamente la formazione nel tuo giardino, è una cosa su cui bisogna andare fieri in Italia. Non ho ancora trovato un programma così all’estero. Ma purtroppo questo progetto abbiamo smantellato gli ultimi anni sotto la vecchia direzione tecnica. Per fortuna ho sentito al webinar che verrà rinforzato di nuovo, con un DT che crede nel progetto e mi rende molto contento. Dopo ci ritorno sopra.
Ma non voglio dare l’impressione che sto evitando tua domanda, e per rispondere vorrei condividere una cosa che l’ex segretaria generale della FIBa Cecilia D’Angelo mi disse una volta durante un pranzo ad Acqua Acetosa: “Sai Henri, questi sono problemi strutturali del paese, e anche noi ne soffriamo nel badminton”. Mi è sempre rimasto impresso. Penso che avesse ragione sullo stato di fatto e questo risponde a tua domanda. Abbiamo una cultura che non si fida dei “giovani”. Poi, nostro sport, come nostra società, è fortemente politicizzato. Valori sportivi non contano tanto quanto magari dovrebbero, buone idee contano se espresse da certe persone, purtroppo contano anche cattive idee se espresse da certe persone. Un esempio generico: in Olanda, fino ad ora, non ho ancora scambiato 1 parola con nostro presidente o un altro componente del consiglio federale. Tutto è stato fatto dai responsabili tecnici, di un team sotto la guida della direttrice con qualche consulenza. E loro proposta viene poi approvato dalla politica. Non dico che politici non faranno mai scelte tecniche giuste, ma credo che specialisti spesso ne fanno dei migliori. Poi per concludere con un altro citazione, vorrei da storico di formazione citare il famoso generale Erwin Rommel sugli Italiani: "Good soldiers, bad officers; however, don't forget that without them we would not have any civilization." Detto 78 anni fa, ma penso che descrive ancora abbastanza bene nostra società anche se è una generalizzazione.

La decisione di andare in Olanda è stata presa prima delle scelte federali?
No, dopo. Ma onestamente avevo già accettato un ruolo all’interno del nuovo staff federale come responsabile per gli Under 13. Quando però dopo 2 colloqui e 2 allenamenti in Olanda mi hanno offerto il lavoro il giorno dopo che sono tornato in Italia, abbiamo parlato qui a casa, e deciso di provarci. La differenza tra U13 qui o livello top 50 del mondo in Olanda è troppo grande per scegliere diversamente.

Il Badminton in Italia sta passando un periodo estremamente difficile: calo degli iscritti e delle ASA, grande difficoltà della qualificazione olimpica. Quali cambiamenti e in quali settori vedresti un diverso approccio?

Anche qua vorrei cominciare a dire che ho qualche speranza per il futuro e fiducia nel nuovo consiglio e staff tecnico allargato. Spero fortemente che faranno bene.
Io vedrei quasi ovunque un approccio diverso e ho delle idee dopo 18 anni in Italia in quasi qualsiasi ruolo, ma non dico che siano la verità. Se mi permetti ti faccio una breve spiegazione più generico e poi un esempio più dettagliato.
La parola chiave:
Innovazione ... solo fare quello che fanno gli altri non farà la differenza con l’estero e nemmeno in competizione con altri sport per tesserati. Di certo non bisogna nemmeno inventare la ruota da soli, non funziona. Devi avere una visione sul futuro, studiare bene le problematiche, e pensare anche fuori dagli schemi per soluzioni adatti a noi. Fare un’analisi dove sei forte e dove sei debole. Così crei anche tanta energia positiva, una cosa assolutamente necessario. La FIBa deve esserci per i tesserati, non il contrario come purtroppo ho visto spesso in passato, e so che non sono l’unico.
Un esempio se avete tempo e spazio: noi abbiamo pochi tesserati, ma tanto personale in segretaria. Solo che secondo abbiamo sempre non valorizzato come punto di forza, ma è stato a tratti un punto di debolezza. Perché tanti tra i pochi club si sentono trascurati, i club devono fare un sacco di lavoro burocratico per sé stessi e per la federazione e questo lavoro viene fatto da volontari. Così sarà difficile convincere questi volontari sia a rimanere e ancora di più ad altri di cominciare con nostro bellissimo sport. Ma credo che il badminton dove una certa creatività, sapersi risolvere problemi anche in modi non convenzionali sono grande pregi, si presti bene all’indolo italiano. Come cambi questo? Facendone un punto di forza. L’ideale per me sarebbe che quando un professore di educazione fisica, o uno studente di scienze motorie, incontra badminton con una sessione di Vola Con Noi arancione, viene subito “schedato” mentalmente dal docente. Verrà poi offerto la possibilità che il docente, o un altro coach, passerà fisso circa ogni mese 1 volta per far partire l’attività. Fa allenamenti e nello stesso momento fa formazione direttamente con e all’insegnante. Per tutta la parte burocratica quest’insegnante e il coach stanno in stretto contatto con 1 persone a Roma che li chiama ogni settimana 1 volta, anche solo 5 minuti: come va? Cosa serve? E poi se vuole procedere, saremo noi in FIBa che fanno il lavoro burocratico dove possibile. L’ideale sarebbe che lui/lei dovrebbe solo firmare e basta. Meno burocrazia dovrà fare, più sport potrà fare. Poi anche per la parte economica, quando il coach passa, può prendere gli scontrini ed altro, e far fare una contabilità di base da un'altra persona in segretaria che è responsabile strettamente per bilancio e contabilità. E questo triangolo di coach/formatore, responsabile segretariato per burocrazia/promozione/social per far partire tutto e la responsabile contabile, lavorano strettamente insieme con al centro dell’attenzione il club/insegnante nuovo o esistente. Con i mezzi di comunicazione moderni è relativamente facile.
In questo modo l’insegnante o ASA esistente si sente crescere sotto profilo delle sue abilità, hai il piacere/orgoglio di avere una società/GSA e allenare e veder migliorare i suoi ragazzi. Ha poche responsabilità e non spreca suo tempo, che è limitato, soprattutto in burocrazia. Questa persona poi farà nostro lavoro per noi con i suoi colleghi: “oh, ma senti, sto facendo badminton. Sport bellissimo, ma vengo aiutato, poca burocrazia, mi aiutano subito a crescere come allenatore, mai visto prima, ho i piaceri ma pochi doveri, provaci anche tu!”
Poi riorganizzi leggermente i nostri format dei tornei: cosi questi ragazzi possono giocare i challenge, poco distanti, sempre a gironi. Magari anche in squadra o formati alternativi, trovare attività anche per gli U10 che ora perdiamo. Per i challenge e attività per gli U10 i delegati possono giocare un ruolo importante.
I GP e SS possono essere organizzati direttamente dai club perché sono nazionali, ma i challenge devono essere manifestazioni provinciali, regionali.
Cosi cominci ad offrire un prodotto tagliato su misura, innovativo, attiri l’attenzione e di sicuro cominci a crescere. In più rinforzi tuo sistema attuale: segretarie che hanno responsabilità reali, in contatto con le persone che si sentono parte di un processo positivo di crescita. E questo da motivazione a tutti.
Scusami per la lunghezza, ma era solo un’idea. E così ci sono tanti….

Cosa pensi della nuova strada appena intrapresa della FIBa?
Auguro a tutti il meglio, perché avranno un lavoro duro da affrontare se vogliamo veramente cambiare rotta e realizzare il fondamento per tutto: più giocatori veri. Da li tutto parte.
Ovviamente è presto per giudicare, bisogna lasciarli lavorare in pace e vedere poi gli sviluppi in qualche anno. Ma spero che questo nuovo consiglio e il staff tecnico parzialmente rinnovato, riusciranno a rinnovare nostro sport. Includere e ascoltare, comunicare meglio saranno fondamentali.
Sull’alto livello che alla fine è mia prima passione: in 2013 ho detto: se lavoriamo in questo ritmo con allenamenti ed altro: non ci qualificheremo per 2020…tanti hanno alzato le spalle, chi pensa a 2020? E spero ancora che per 2021 possiamo farcela. Per 2024 bisogna potersi qualificare con un maschio e una femmina, meno sarebbe un fallimento (infortuni esclusi) nel mio parere. Ovvio, con le ragazze potrebbe essere che pagheremo ancora gli anni di disinteresse per una generazione talentuosa per noi. Ma conosco Mr Zhou Zhunling da tanti anni fa e ha fatto un ottimo impressione allora. Abbiamo un DT Italiano con idee e che capisce l’importanza di progetti a lungo termine. Abbiamo alcuni ottimi tecnici in Italia che in questi anni hanno tirato fuori risultati da giocatori/trici che al estero magari non sarebbero considerato quanto qui: Ciobbi, Erika, Tomasello, Wisnu/Gloria (al club intendo), io stesso, ma sono in partenza. Abbiamo alcuni giovani molto promettenti: Katherina, Yasmine, Judith, Gianna, Emma, Luca, Alessandro Simone, Marco, Zyver ecc Poi negli U13 al Malles abbiamo alcuni con potenziale. Bisogna vedere se riusciamo ad accompagnarli bene questi anni.
Colgo l’occasione di augurare il meglio ad ognuno che fa parte della famiglia del badminton italiano, di ringraziarli per aver potuto condividere con loro tante emozioni sia in campo che fuori campo con nostro bellissimo sport. E ovviamente farò fortemente il tifo per nostri giocatori i prossimi anni Mi piacerebbe molto poter tornare un giorno in questo bellissimo paese con un badminton in salute, in crescita, con ottimi risultati, ma soprattutto con la passione e il divertimento che ho sempre trovato in ogni palestra in Italia. E spero di rivedervi presto da qualche parte! Fatevi forza, unitevi per nostro sport, che è per me il più bello e completo che esiste.
Grazie a voi per intervista, leggo sempre con attenzione vostra pubblicazione online.

 

 

 



Testata giornalistica iscritta presso il registro della stampa del
Tribunale di Milano n. 48/2020 del 03 giugno 2020 R.G. 4631/2020

Gioko Sportsteam ASD Editore
Via Marconi 2
28040 Paruzzaro (NO)
partita iva 04132570963