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   Kral   

 

Intervista doppia: Enrico Baroni e Giovanni Toti



a cura di
Roberto Fava

Enrico Baroni
Giovanni Toti

Una intervista doppia a questa simpaticissima strana coppia.

Un ritorno con i fuochi artificiali ed una prestazione convincente. Un podio anche se virtuale che fa gioire tutto il movimeno italiano. Ma quanto ti sei divertito?
E: ritornare a giocare un torneo internazionale dopo così tanto tempo è stato bellissimo...
La settimana precedente ero molto carico e voglioso e questo mi ha permesso di allenarmi molto bene e partire ancora più fiducioso. L’esperienza infatti è stata a livello delle mie aspettative e mi sono divertito tantissimo ma non nascondo di aver avuto anche tanta ansia.
G: Tornate in campo dopo mesi di solo allenamento, non è facile a parere mio perché si viene da una situazione dove è facile perdere di vista i propri obiettivi. Essendo stato il primo torneo c’era un po’ d’ansia da prestazione, e gestirla non è mai facile. Nonostante questo io mi sono divertito molto, tra alti e bassi delle partite, tornare a giocare e tornare in trasferta è una sensazione incredibile che mi fa sentire libero.

Come giudichi la tua prestazione nel DM durante questo torneo?
E: partirei dal fatto che non è la mia specialità e non mi alleno tanto per quello, quindi io ho giocato doppio per migliorar alcune skill che posso portare nel singolo.
Comunque io e Giò abbiamo giocato spesso insieme a livello internazionale e so che potevamo dare tanto ma dopo così tanta assenza nei tornei non si può mai dire. Detto questo penso di aver giocato molto bene e sicuramente ho superato le mie aspettative...
Sono contento perché questo mi ha fatto credere ancora di più nelle mie potenzialità giocando così bene una disciplina che non è la mia
G: Considerando il fatto che non mi alleno molto in doppio, sono soddisfatto di come abbiamo impostato le partite. Penso che abbiamo gestito le situazioni in modo intelligente sfruttando i nostri punti forti, e questo grazie a Lorenzo e grazie allo psicologo Alessandro che ci hanno aiutato per questa trasferta. Sono molto soddisfatto di mio fratello perché ha dimostrato un livello incredibile sia di giochi sia di maturità’ nelle scelte dei colpi 

Niente podio. Niente medaglia. Niente foto. Anche questo è COVID 19.
E: questa situazione non è sicuramente facile quindi posso capire questa regola per evitare il più possibile assembramenti, comunque anche prima del COVID alcuni tornei non prevedevano medaglia o premio per il terzo posto.
G: purtroppo la situazione Covid è molto delicata, ma per quanto riguarda questo torneo anche gli anni precedenti i terzi posti non venivano premiati 

Giocare il doppio è complicato. Occorre una grande preparazione tecnica ed un’immensa condivisione tattica.
E: concordo in pieno, il doppio è una disciplina molto complicata e veloce, per questo bisogna avere tanto feeling con il partner ed avere una buona velocità di gambe e di racchetta. Infatti penso che questo sia una qualità che io Giò abbiamo avuto in questo torneo.
G: si il doppio è una disciplina che se fatta bene risulta essere molto complicata. oltre agli aspetti tattici è fondamentale avere un compagno che ti aiuta, che ti supporta e sopporta!

Quali le sostanziali diversità di allenamento fra il singolo il doppio?
E: penso che la differenza più importante sia che loro devono allenare molto di più il gioco teso e allenare anche le varie posizioni di gioco con il compagno (che in singolo non abbiamo ovviamente)
G: a parere mio due discipline per certi versi simili quanto opposte fra di loro.
Le diversità di allenamento in linea generale sono che i doppisti praticano esercizi dove si esercita il gioco veloce, esercizi dove si praticano movimenti più piccoli e rapidi. Inoltre lavorano sulle rotazioni in quanto sono due persone in campo 

Tuo allenatore è stato Robert Wetherell e ora Wisnu Putro. Trovi differenze, se ci sono, fra i due modi di allenare?
E: io non mi sono mai allenato con loro con continuità ma per i pochi allenamenti fatti con loro penso che siano due stili abbastanza diversi ma molto utili entrambi
G: io reputo entrambi gli allenatori fondamentali per il nostro processo di miglioramento ma soprattutto per il gruppo dei doppisti, sono entrambi due allenarti con grandissimo livello, grande esperienza e gran cuore. Non ti saprei dare risposte sulle differenze in quanto non sono doppista e non ho basi per rispondere 

Prossimi impegni. (A parte uscire con la ragazza…)
E: eh i prossimi impegni non si sanno per colpa di questa situazione...
Spero comunque che passi in fretta per ritornare ad allenarci e al più presto avere un calendario per fissare degli obbiettivi.
G: prossimi impegni ... domanda importante ma allo stesso tempo difficile da rispondere, la situazione covid 19 ci sta condizionando molto, soprattutto per lo svolgimento delle competizioni. Per ora posso solo dire di allenarmi cercando di tenere alto e costante il focus sui miei obbiettivi, in attesa che le cose possano riprendere nel migliore dei modi

Voi giocate a badminton insieme dal..? e siete amici anche al di fuori della vs attività sportiva?
E: io e Giò ci conosciamo davvero da tanto tempo e posso dire che oltre ad un ottimo rivale ho trovato un grande amico che spero resti tutta la vita...
In campo magari abbiamo dei caratteri diversi e diciamo che io subisco un po’ più le sue “sclerate” ovviamente è un modo di dire perché lo conosco e so che le cose che dice sono a fine costruttivo ma è solo un po’ più agitato per la partita,
Penso che riusciamo a gestire badminton e vita sociale molto bene, ci sono alti e bassi ovviamente come in tutte le amicizie ma alla fine ci riavviciniamo sempre!
G: io ed Enri giochiamo dal 2012 insieme a badminton.. nel campo capita che ogni tanto mi innervosisco ingiustamente con lui ma siccome mi conosce mi sopporta.
Fuori dal campo è come un fratello, con lui condivido tutto, anche le mutande.
Ne abbiamo passate tante insieme, belle e brutte ma siamo sempre rimasti uniti, è una parte fondamentale della mia vita e non potrei mai farne a meno 

A chi dedicate questa bella prestazione?
E: io questa vittoria la vorrei dedicare a tutti quelli che mi hanno sempre paragonato “all’anti doppio”.. Ovviamente non penso di essere un fenomeno o di avere le qualità per diventare un doppista top. Comunque credo di aver dimostrato di saper giocare abbastanza bene DOPPIO (non gioco da singolo) tant’è che l’allenatore e venuto da noi facendoci i complimenti per come abbiamo giocato doppio.
Con questi ovviamente non vorrei che mi paragonassero ad un doppista ma che almeno non mi mettessero all’ultimo posto.
G: questa prestazione non mi sento di dedicarla a nessuno, non per egoismo ma perché credo che per dedicare qualcosa a qualcuno di importante, non basta una bella prestazione, ma qualcosa di grande.

 

 

 



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