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   Kral   

 

Italiano di fatto ma non di atleti



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

È un classico che oramai la maggior parte dei campionati italiani siano la vetrina di atleti stranieri, guardiamo il basket dove a volte può succedere che ci siano in campo 2 quintetti con nessun italiano, il calcio che non schiera promesse azzurre e che poi si lamenta che non ci qualifichiamo per i Mondiali, la pallavolo dove però sono gli atleti azzurri a primeggiare tra la moltitudine di giocatori provenienti da tutto il mondo. Situazioni variegate che lasciano spazio alle più svariate considerazioni ma veniamo al nostro sport che ha visto in questo fine settimana l’epilogo del Campionato a Squadre di Serie A e B in quel di Milano. I vincitori della Serie B, il BC Catania hanno pescato nel bacino maltese, per ovvi motivi economici, due uomini e due donne da aggiungere ai loro 4 tesserati mentre l’altro team promosso, il Paternò BC è andato agli antipodi (italici) preferendo scegliere un misto altoatesino oltre a un prestito isolano. Tutto sabauda invece l’Acqui che si è accaparrata una albese non a km zero ma quasi mentre il Genova BC ha tutti suoi tesserati anche se per vari motivi 4 figurano come stranieri.
Veniamo alla Serie A che ha visto salire sul gradino più alto del podio la siciliana Piume d’Argento, che tra le sue file poteva contare su un siciliano, un altoatesino e un lombardo mentre le donne erano tutte straniere, si può dire identica situazione della seconda classificata, la corazzata internazionale sarda Matex, che tra le sue file annoverava 3 estere e 2 italiane per regolamento e una con il passaporto tricolore. Identico il settore maschile che a parte un lombardo ricalcava la suddivisione di quello rosa. Più equilibrata la Pol. di Nova che sfruttava una sua tesserata più due straniere, idem per gli uomini dove però in questo caso gli italiani pareggiavano quelli d’oltralpe. Causa il calendario internazionale che non tiene conto di quello italiano il BC Milano ha il destino segnato, partendo da meno due potendo schierare una sola donna, le due straniere e le due azzurre erano in giro per il mondo a fare challenge mentre non era presente così come nei tre turni precedenti l’unico straniero presente in lista, assenza colmata da atleti nati in società supportati dal numero uno italiano (vedasi classifica BWF).
Cosa si può dedurre da questa ricerca, troppi stranieri? Forse…servono ad alzare il livello del nostro movimento? Forse…danno maggiore visibilità sui media? No…aumentano le presenze sugli spalti? Qua la risposta è ancora più facile…no. L’unico si viene dopo la domanda: le spese delle società per partecipare a questo campionato sono molto alte?
 

 

 



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