X
 

Questo sito utilizza cookie tecnici per fornire una migliore esperienza all'utente
Non usiamo cookies per salvare preferenze, eseguire statistiche oppure per questioni di marketing.
Continuando ad utilizzare questo sito si acconsente all'utilizzo dei cookie.
- per ulteriori informazioni sui cookie e sulla privacy cliccare qui -


   Kral   

 

La prima finale - sesta parte



a cura di
Luca Novara

Quel punto fu uno dei più belli che Giulio ricordasse di aver mai fatto. Non solo era riuscito a fare un paio di difese al limite del’impossibile ma era poi riuscito a ribaltare lo scambio costringendo Gasser a terminarlo sulle ginocchia senza che potesse arrivare sul volano spedito con grande abilità in controtempo nell’angolo opposto del campo protetto dall’altoatesino. D’istinto alzò il pugno in aria per dimostrare che ci credeva per davvero.

L’entusiasmo si propagò anche nel pubblico che per la stragrande maggioranza sembrava aver scelto di parteggiare per il più debole, anche solo per veder prolungare la partita di un altro set.

Per la prima vola Giulio si trovava avanti nel punteggio per sei punti a cinque e anche se la fine del set sembrava ancora lontana, lui si sentiva in grado di affrontare qualsiasi avversario. Il timore rispettoso nei confronti di Peter Gasser ora si era trasformato in un’incredibile voglia di rivalsa.

Negli scambi successivi si ritrovò in uno stato di trance agonistica e più l’avversario aumentava l’impegno e l’intensità dei propri colpi e più anche lui riusciva a far crescere il livello del suo gioco, cercando soluzioni che non aveva mai tentato nemmeno in allenamento. Lo smash non era mai stato il suo pezzo forte per cui evitava spesso di attaccare per non rimanere poi sorpreso dalla difesa di Gasser che era sempre capace di trasformarla in un contrattacco letale. Ma era arrivato il momento di far crollare ogni certezza di Peter. Non appena si accorse che un volano spedito sul suo rovescio era più corto di traiettoria, Giulio spiccò un grande salto e con una frustata di polso attaccò più forte che poteva, spedendo l’oggetto con una diagonale così stretta che Gasser non riuscì a raggiungerlo neanche in tuffo. All’intervallo il punteggio diceva undici a otto in suo favore e quasi si dispiacque di dover interrompere l’incontro e un simile stato di grazia.

Si girò verso gli spalti dove Marc era in piedi con un’espressione disegnata sul volto che era di autentico stupore. Giulio comprese che stava facendo qualcosa che nemmeno l’amico riusciva a decifrare. Una volta gli aveva confidato che la sua dote migliore era quella di non smettere di volersi migliorare e di avere una convinzione, o testardaggine, che era in grado di superare ogni limite. Finalmente era riuscito a tirarla fuori.

Alla ripresa dell'incontro Giulio continuò a esprimere un livello di gioco altissimo per le sue possibilità e riuscì a respingere ogni tentativo di rimonta dell’avversario, che dava l’impressione di diventare sempre più nervoso e che forzava le soluzioni per tentare di aggiudicarsi il punto. Un paio di errori gratuiti di Peter portarono lo stesso a scrollare la testa per lo sconforto.

Sul venti a quindici in suo favore, Giulio iniziò a comprendere che si stava avvicinando all’imprevedibile vittoria di un set e iniziarono a tremargli le gambe. Stava davvero arrivando al terzo set contro Peter Gasser? Il pensiero lo distrasse e mandò il servizio sul nastro. Gli serviva ancora un punto ma non riuscì ad ottenerlo neanche nei due scambi successivi. Nel badminton bastava un’inezia a mutare il corso di una sfida e questo lo aveva già imparato a sue spese in alcuni incontri in cui si era ritrovato sconfitto quando credeva ormai di avercela fatta. Non avrebbe lasciato che si ripetesse, non in un’occasione cosi importante come la sua prima finale. Gasser non gli avrebbe più regalato nulla e aveva il dovere di vincere il set per tutte le persone che stavano credendo in lui e lo avevano sempre fatto.

Al servizio corto di Gasser, Giulio replicò con un net cross che l’avversario alzò in lob in direzione del suo rovescio, che continuava a essere il suo principale tallone d’Achille. Nell’esecuzione del movimento del braccio Giulio concentrò ogni facoltà fisica e nervosa e il volano partì teso e rapido in direzione dell’angolo opposto del campo. L’altoatesino era intanto avanzato di mezzo passo, sicuro che non ne sarebbe uscito un colpo così efficace e rimase spiazzato quel tanto che bastava per rendere il suo drop successivo lungo linea leggibile da Giulio che si avventò con anticipo permettendogli una perfetta esecuzione di net drop che, dopo essere rimasto sospeso sul nastro per una frazione di secondo, decise di cadere nel lato del campo che il destino aveva scelto al posto loro.

 
 
 

 

 



Testata giornalistica iscritta presso il registro della stampa del
Tribunale di Milano n. 48/2020 del 03 giugno 2020 R.G. 4631/2020

Gioko Sportsteam ASD Editore
Via Marconi 2
28040 Paruzzaro (NO)
partita iva 04132570963