Questo mondiale necessiterebbe, non di un articolo al giorno ma di un giornale specifico perché quasi tutte le partite sarebbero degne di essere analizzate e spiegate ai lettori che per ovvi motivi non possono vedere decine di match al giorno.
Se pensiamo poi agli abbandoni più o meno celebri che ci sono stati si potrebbe ipotizzare l’idea che sarebbe stato un campionato a livelli ancora più eccelsi.
Ritiri con i più disparati motivi: si va dal classico infortunio al ginocchio come la Marin, padrona di casa nel vero senso della parola perchè lei a Huelva ci è nata e la città ha voluto premiare questa sua gloria intitolandogli il palazzetto, a una buona parte della pattuglia indonesiana che ha dato forfait per problemi legati al covid, purtroppo dopo la compilazione dei tabelloni creando situazioni da dea bendata e non sportive, vedasi il caso di Kevin Cordon. Il guatemalteco avrebbe avuto di fronte nel secondo turno Momota, avversario oserei dire molto ostico ma si potrebbe pensare che essersi allenato per anni in una chiesa intitolata San Francesco gli abbia portato,nell’anno in corso, molta fortuna, parlare di miracolo sarebbe blasfemo. Comunque sta che neanche l’ex “Number One” giapponese non è sbarcato in Andalusia, lasciando spazio così al polacco Michael Rogalski battuto in due set dal centroamericano.
Poi Toma Popov, che si ritira dal singolare e automaticamente così impedisce a suo fratello Christo di scendere in campo nel doppio. Dei maldiviani assenti presumo che non saranno molti quelli che se accorgeranno mentre il ritorno dei cinesi sui campi europei fa sicuramente più notizia visto che da diversi mesi erano scomparsi dalle court europee.