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   Kral   

 

La rubrica di Gioja



a cura di
Il Gioja

Meno ti contraddicono, più stupido diventi. Più potente diventi e meno ti contraddicono” (Aaron Haspel)

E’ solo un aforisma. Meno ti contraddicono e più devi preoccuparti: perché hai meno occasioni di confronto e quindi non cresci o perché gli altri non ti dicono cosa pensano davvero: perché sei potente ed hanno paura di ritorsioni. Però è anche vero che criticare e basta non serve a nulla. Per crescere bisogna anche fare proposte, in modo che anche gli altri ti possano contraddire, e magari diventiamo più intelligenti tutti quanti. O almeno ci proviamo.
Partiamo dalla critica. La federazione ha deciso di puntare sulla crescita qualitativa dei formatori dei tecnici. Cioè alzare il livello dei formatori del corso ‘Vola con noi’. Migliorare le loro competenze tecniche e comunicative. Dare loro un vademecum per spiegare ai tecnici che verranno formati cosa possono fare a livello organizzativo e promozionale. Cercare di fare una selezione degli aspiranti tecnici. Ascoltare i formatori per comprendere le particolarità dei rispettivi territori. Sono delle buone idee, ma non cambieranno di una virgola la diffusione del badminton in Italia. Qual è l’analisi che sta sotto a queste proposte? Pensiamo forse che le persone non diventino tecnici perché i formatori non sono abbastanza bravi? Forse non conosciamo ancora le diverse realtà territoriali? Abbiamo bisogno di chiederlo ai formatori? Questi sono in maggioranza dei giovani, ottimi tecnici che come tutti hanno o cercano un lavoro e non possono fare volontariato, facendo analisi del territorio, proposte e progetti che tra l’altro neanche gli competono visto che esistono per questo i delegati federali.


Aumentare la qualità dei corsi e trasmettere soluzioni tecniche organizzative ai corsisti non ci aiuterà a trovare nuovi tecnici e nuovi spazi. Il problema è che abbiamo pochissimi aspiranti allenatori e stanno tutti dove esistono già delle società, reiterando costantemente il modello italiano in cui abbiamo quattro società di alto livello, un pugno di società che cercano di sopravvivere e la maggioranza delle province dove non esistiamo proprio.

Ora una proposta la faccio io e voi, per favore, ditemi dove sbaglio. Se il problema fondamentale sta nella mancanza di spazi dove giocare e di aspiranti tecnici, allora la soluzione può essere quella di migliorare la nostra rappresentanza istituzionale. Creiamo una figura stipendiata di promotore che gira le regioni per fare promozione istituzionale. Per andare dagli enti di promozione sportiva, dagli assessori, dalle polisportive, dai privati che hanno scoperto il padel, all’università per creare dei corsi a scienze motorie. Dobbiamo spiegare perché abbiamo potenzialità di crescita e perché tutti gli interlocutori possono puntare sul badminton. Questa persona può aiutare i delegati, magari segnalarne di nuovi dove non ci sono o non fanno nulla. Cercare aspiranti tecnici. Cercare spazi dove giocare. Non deve per forza essere un tecnico né tanto meno di alto livello. Non importa neanche avere chissà quanti promotori: possono essere pochi, se motivati. Non è una formula magica. Però potrebbe essere un tentativo che va a cercare di rompere dei circoli viziosi.

Oggi non si può sperare che un delegato, che è un volontario, spenda tanto tempo e risorse per girare, incontrare, organizzare, formarsi. Il nostro anello debole oggi sono loro, perché non gli si può chiedere nulla e li si può solo ringraziare per quello che fanno, perché stanno facendo volontariato. Ci sono persone fantastiche che nella zona fanno miracoli e magari a spese loro, ma non può essere che tutto il sistema si regga in questo modo, infatti il numero di società non cresce e i giocatori neanche.
La promozione scolastica - quella per far provare il gioco a bambini e ragazzi - è fondamentale, ma la dobbiamo fare dove abbiamo società che possano rispondere alla domanda di gioco. Dove queste non ci sono, serve prima la promozione istituzionale per ricercare i nostri ingredienti base: società, spazi e tecnici, poi, in ordine temporale, segue la promozione scolastica.

E’ sicuramente tutto sbagliato. Per favore criticatemi: chissà che non possa anche io diventare più intelligente. Ok non esageriamo! Mi basta non diventare più stupido!

 
 
 

 

 



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