Inutile sottolineare la gravità del momento sotto i punti di vista ma essendo questo un magazine di Badminton concentrerò la mia attenzione sul nostro mondo catapultato la domenica delle finali dello Junior International di Milano in una realtà mai vista.
Proprio in quell’occasione si è vista l’impreparazione (questa non vuole essere un’accusa ma solo una considerazione) su un evento inaspettato da parte di tutte le autorità, federazioni, governi di questa Terra.
Infatti mentre la delibera del Consiglio Regionale a Milano faceva terminare il torneo senza vincitori, molti degli atleti presenti al Palabadminton andavano a gareggiare, prima al Dutch International e dopo a quello tedesco, questo per i ragazzi mentre l’elite mondiale incrociava le racchette a Birmingham fino a metà marzo.
Ma questo è un passato, che chiusi nelle nostre case oramai da più di un mese, sembra lontano.
È del futuro che voglio scrivere visto che questa “guerra virale” avrà prima poi una fine (alias il vaccino) che però avverrà presumo nel 2021, e con questa dichiarazione anch’io potrò entrare nella nutrita schiera dei futurologi che hanno invaso tutti i media.
Lockdown, in italiano ‘confinamento’ ma avrebbe ricordato tempi oscuri, quindi un bel termine in inglese (come il jobs act) è servito per addolcire la pillola, con quella parola abbiamo iniziato e finiremo, per il mondo dell’industria, il 4 maggio.
E gli sport?
Quelli di squadra sono momentaneamente senza data di ripresa, a parte il calcio ad alti livelli per i motivi economici che muove. E gli altri?
I golfisti, praticando all’aperto, hanno fatto proposte per poter tornare prima possibile (come Abu Dabi) sui green: eliminazione dei rastrelli dai bunker, palla in buca a un metro dalla bandiera, cart monoposto ecc ecc tutto per mantenere il distanziamento sociale che a detta di tutti è il più importante mezzo anticontagio.
E qui entriamo in ballo noi, adesso voglio sviscerare la parte tecnica, quella economica (stipendi dei vari collaboratori, affitti delle strutture, diminuizione delle sponsorizzazioni, calo dei praticanti) sarà l’argomento del prossimo articolo nella speranza che facciate arrivare alla redazione il numero maggiore di informazioni sulle mosse future delle società per contrastare questa fase che potrebbe essere problematica per molte di loro.

Tecnica vuol dire gioco e qui nasce il primo problema:
Si dovrà giocare coi guanti? Il volano viene toccato decine di volte dai giocatori durante i vari esercizi.
Si dovrà fare la preparazione fisica e giocare con la mascherina per evitare di contaminare i compagni?
Si potrà fare il Doppio? La distanza è impossibile da mantenere.
Prima dell’ingresso sarà necessario controllare la temperatura?
Tutti questi dispositivi di prevenzione virale dovranno essere codificati da norme federali o sarà lasciata la decisione ai singoli club?
Sugli allenamenti a porte chiuse non vedo problemi per realizzarlo, ma il numero dei partecipanti?
Due o quattro su ogni campo?
Visto che gli atleti arriverebbero con già indosso l’abbigliamento da gioco per il provabile divieto dell’uso degli spogliatoi, le scarpe usate per arrivare in palestra dove andrebbero messe?
Tutti questi problemi sarebbero amplificati per i tornei, certe strutture non sono adatte a recepire le nuove normative e quindi dovrebbero nascere nuove regole per regolare i vari eventi, il solo “porte chiuse” (questo provvedimento penso sia scontato per tutte le manifestazioni sportive almeno fino a settembre), non basterebbe.
E adesso arriviamo al punto: dovranno essere prese delle decisioni.
E tutte saranno sbagliate a prescindere!
Perchè? Perchè tutti da “allenatori della nazionale”, intesi come persone che hanno la verità insita in se, diranno la loro opinione.
A pro e contro, generando polemiche faziose e a volte interessate.
Se le persone fossero obiettive si renderebbero conto che in questi momenti si naviga a vista, tutte le nostre decisione normalmente sono legate a esperienze pregresse e nonostante questo l’errore è dietro l’angolo, immaginiamoci in una situazione come questa che non ha paragoni e precedenti.
Il problema che qui non parliamo di un errore di gioco, equivalente a un punto, parliamo di vite umane quindi chiusura totale, riapertura parziale o quella totale, quale sarà la soluzione giusta?
Non ci sono tuttologi, saggi e commissioni che sapranno indovinare, questo è il termine giusto, di primo acchito le decisioni per poter continuare a vivere nelle nostre palestre.
Così come in tutti gli altri settori della vita civile.
Quindi un invito a tutti: suggerite e non criticate, trovate soluzioni e non fate solo denunce tutto questo per due grandi finalita’.
LA SALUTE DELLE PERSONE E LO SVILUPPO DEL BADMINTON.