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   Kral   

 

La visita medica sportiva



a cura di
Giuliano Bosetti

La Visita medica Sportiva: Non solo obbligo, ma evento di grande interesse per la propria salute

a colloquio col Dott. Mantovani circa la natura e l’importanza della visita medica sportiva

Settembre è il mese del ritorno in palestra, sia per gli appassionati di badminton, sia per i praticanti di altri sport, questo periodo spesso coincide con la ripresa dell’attività Sportiva agonistica o amatoriale. Oltre al rinnovo del tesseramento e alla quota associativa, ogni sportivo deve presentare il certificato medico di idoneità.
Troppo spesso, sottovalutando l’importanza della nostra condizione di salute generale, l’unica domanda che poniamo al medico è se siamo idonei o meno a ritornare in palestra.
Ciò non basta, occorrerebbe essere ben coscienti di cosa accade al nostro corpo, ed in particolare al nostro apparato cardio-respiratorio, durante un allenamento o una partita di Badminton.
E’ risaputo, che durante un attacco eseguito da un giocatore di alto livello, il volano può arrivare a raggiungere la velocità di 400 km/orari, ma pochi sanno che il cuore di un giocatore professionista o amatore, e non c’è molta differenza tra i due sotto questo punto di vista, può arrivare a compiere fino a 200 battiti al minuto anche per 10 volte in un set.
Inoltre, gli atti respiratori, che in situazione di riposo si manifestano con una frequenza che va da 15 a 18 al minuto, possono arrivare fino a 35/40 al minuto per ogni sforzo di tipo massimale. Lo stress a cui si è sottoposti è di notevole intensità; il sistema cuore-polmoni-muscoli è sempre sottoposto a intense situazioni di fatica.
Questo articolo si pone l’intento di evidenziare l’importanza e la conoscenza di quanto è insito nello studio e nell’attuazione di quell’importantissimo servizio che è la Visita Medica Sportiva.
Siamo stati presso il centro di “Medicina LoretoNove”, dove abbiamo incontrato e intervistato il Dott. Massimiliano Mantovani, esperto in medicina dello sport e titolare della cattedra di Fisiologia Umana presso l’Università dell’Insubria. In passato è stato medico della Nazionale Italiana sci di fondo e biathlon, e da più anni è responsabile medico di vari team del ciclismo professionistico.

La visita medica proposta dal centro si compone essenzialmente delle seguenti fasi:

  • Domande riguardanti patologie o operazioni pregresse.
  • Osservazione della postura dell’atleta.
  • Rilievo della pressione arteriosa.
  • Elettrocardiogramma a riposo e durante l’esercizio sotto massimale con cyclette.
  • Prova spirometrica.
  • Esame clinico delle urine.

Abbiamo posto delle domande al Dott. Mantovani, per ottenere delucidazioni ed informazioni preziose circa la natura e l’importanza della visita medica sportiva.

Dott. Mantovani, quali sono le principali patologie o disfunzioni cardiache o respiratorie che, senza una visita medica sportiva, non si saprebbe di avere e che potrebbero comportare pericolo per chi pratica sport?
La visita per il rilascio dell’idoneità alla pratica sportiva permette di disvelare numerose patologie cardiache silenti, che cioè non danno luogo a sintomi o disturbi all’atleta. Sebbene la frequenza di tali patologie non sia elevata, il rischi potenziale ad esse connesso rende necessario che la visita di idoneità sia estesa a tutta la popolazione sportiva. Inoltre l’efficacia preventiva di tale visita risulta di molto aumentata quando la visita viene ripetuta nel tempo. Questo approccio metodologico di medicina preventiva, applicato in Italia ormai da circa 35 anni, ha permesso di azzerare gli eventi infausti durante lo sport.

Fino a che livello, con queste disfunzioni, si può fare sport?
Molto spesso la visita di idoneità viene concepita dallo specialista e dall’atleta come un SI o un NO allo sport, senza contemplare la possibilità di modulare la quantità e la qualità di sport che può essere svolta in caso di eventuale patologia cardiaca. In termini generali, sono moltissime la patologie, anche rilevanti cardiache che possono permette l’esecuzione dell’attività sportiva, magari non legata all’evento agonistico. E’ compito dello specialista di Medicina dello Sport prescrive la corretta “dose” di esercizio fisico in ragione dell’eventuale patologia esistente.

Parlando in positivo, quali differenze si riscontrano tra il cuore, i polmoni e la muscolatura di un atleta rispetto ad un soggetto sedentario?
Il sistema muscolo-cuore-polmoni funziona sinergicamente per produrre l’energia necessaria a sostenere il lavoro richiesto dall’attività fisico/sportiva. E’ ormai dimostrato da anni che il soggetto in grado di produrre un maggior lavoro fisico (quindi con un sistema muscolo.cuore.polmoni efficiente) ha una aspettativa di vita maggiore rispetto al soggetto sedentario. E’ compito dello specialista di Medicina dello Sport promuovere l’attività sportiva come fondamentale consiglio di Medicina Preventiva.

Un’ultima domanda: sulla base delle sue esperienze come medico sportivo, che consiglio vuole dare ai giovani atleti?
Praticare seriamente e scrupolosamente (nell’allenamento e nella competizione) lo sport (o gli sport) preferito. Lo sport è una cosa seria, che per fortuna fa anche divertire.

Pensando e riflettendo su quanto descritto sopra, riteniamo di poter dire che la visita medica sportiva ha un valore duplice: da una parte ci permette di capire se siamo o meno idonei all’attività sportiva, dall’altra ci fornisce preziosissime informazioni circa il nostro stato di salute generale.
Ricordando la frase finale dell’intervista, non dimentichiamoci mai che “lo sport è una cosa seria, che per fortuna ci fa anche divertire”

 

 

 



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