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   Kral   

 

La vita è Parigi - Parigi è la vita - olimpionicamente parlando



a cura di
Roberto Lucio Scarabello

Inizia per gli azzurri nel transcaucasico stato dell’Azerbaigian il secondo mese dell’anno olimpico 2024, nazione che può annoverare tra le sue fila un contendente per un posto nella ristretta cerchia di coloro che scenderanno sulle “court” dell’Arena della Chapelle, Ade Dwicahyo n°63 del ranking mondiale. E Giovanni Toti si trova nel primo turno di questo International immediatamente un temibile concorrente per questa corsa, Kai Schaefer che dista poche posizioni dal clarense. Ad avere la meglio sarà il tedesco che recupererà un primo set perso imponendosi successivamente per due a uno.
Passa invece il primo turno Fabio Caponio, recuperando lui questa volta il set di svantaggio, sull’indiano Lakshay Sharmaper, per poi cedere alla testa di serie N°3, il sudcoreano Jeon Hyeok.
Anche la Stiglich esce ai 32esimi contro la bulgara Hristomira Popovska, non prima di aver superato le qualificazioni battendo una giocatrice locale, Narmin Huseynova e l’indiana Annanya Pravin.
E dopo Baku per i due ragazzi della nazionale è la volta di Kampala, capitale dell’Uganda, dove gli stakanovisti della classifica mondiale cercano i punti per riuscire a sfilare sotto la bandiera con i 5 cerchi. Per Toti un giovane scoglio, 17 anni, ma con un palmares che preannuncia una rapida scalata verso posizioni molto migliori, ora è al 459° posto, parlo di Nicholas Raj che si impone per 21-13 21-12. Per un indiano che vince uno che perde, ed è per merito di Caponio, che fa fuori il numero 50 al mondo Sathish Kumar dopo un tiratissimo primo set conquistato agli extra point 23-21, per poi chiudere con un tranquillo, si fa per dire, 21-15. Duro anche il primo set contro Le Duc Phat, nato in quel di Hochiminh City, vinto dall’italiano 21-19 ma il vietnamita non si demoralizza e fa suo l’incontro conquistando i due giochi successivi.
Si torna così, dopo un Challenge nell’Africa Nera, per i nazionali italiani a dover lottare per entrare nel tabellone principale del German Open, un Super 300 BWF con molte presenze extra europee. Gli azzurri non riescono a emergere dalle qualificazioni per colpa dell’olandese Joran Kweekel che vince in due set su Fabio Caponio mentre Toti sembra poter superare Danylo Bosniuk vincendo la prima parte della gara pur avendo l’ucraino sempre alle costole ma è l’uomo dell’Est ad avere poi la meglio conducendo con un discreto vantaggio le due successive frazioni. Un vero peccato visto che nell’ottica Olimpiadi aver staccato Bosniuk non sarebbe stato male visto che è poche posizioni dietro l’italiano. Oramai in questi mesi, oltre ad ambire a conquistare i vari podi il pensiero principale sarà, per molti atleti, quello di bloccare o sperare che vengano stoppati gli altri contendenti a Paris 2024.
Come è successo a Toma Junior Popov, che viene bloccato dal connazionale Lanier, favorendo involontariamente l’altro franco-bulgaro Christo, che vincendo il torneo sul danese Gemke, in una bella finale tutta UE, si porta sempre più a ridosso del fratello. Una lotta che accenderà sicuramente i prossimi appuntamenti, ad iniziare, destino vuole dai French Open per proseguire ai mitici All England, dove spero di assistere, se il sorteggio sarà impetoso, ad uno scontro, sportivamente scrivendo, fratricida all’ultimo san… volano.
 

 

 



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